Appassionati e speculatori

di Daniele Cernilli 20/06/22
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Speculazioni sui prezzi dei vini

Ci sono vini che vedono triplicato e quadruplicato il prezzo di vendita franco cantina, solo perché oggetto di speculazioni. Vini acquistati per essere rivenduti e non bevuti. Che tristezza.

Di recente ho avuto un interessante scambio di idee con Marco Manzoli che è un nostro collaboratore da sempre, che è un grande appassionato di vini di alta qualità e che conosce bene i prezzi a cui sono venduti all’origine dalle varie cantine. Molti vini “iconici” infatti sono ormai irraggiungibili per molti appassionati perché sono oggetto di speculazioni da parte di chi li utilizza come un modo per guadagnare in modo davvero eccessivo. 

Qualche esempio? Il Barolo Riserva Monfortino del 2015 costa qualcosa meno di 400 euro più Iva in cantina, è ovviamente venduto in assegnazione, ma nelle principali enoteche e sui siti di e-commerce, quando si trova, costa non meno di mille euro. Il Barolo di Maria Teresa Mascarello dell’ultima annata costa in azienda circa 80 euro più Iva, ma raramente lo troverete in giro per meno di 350 euro. 

Ora, io capisco che il mercato è sovrano, ma certi ricarichi mi sembrano abbastanza gravi, anche perché penalizzano dei produttori seri e rigorosi come sono Roberto Conterno e Maria Teresa Mascarello, che nomino solo a titolo di esempio, e nei fatti espropriano molti appassionati dalla possibilità di acquistare i loro vini. Appassionati, non speculatori, che quei vini vorrebbero berli e non rivenderli a loro volta. 

Di esempi del genere ce ne sarebbero molti altri da fare, sia per vini italiani sia, soprattutto, per vini francesi, di Borgogna ma anche di Bordeaux. Ricordo bene che qualche decina di anni fa, con un reddito magari buono ma non certo da milionario, io stesso potevo acquistare molti di quei vini, magari solo una bottiglia l’anno, ma lo potevo fare. Ora sarebbe impensabile. 

Certo, di problemi nel mondo ce ne sono molti altri e ben più gravi. Però lasciatemi essere solidale con Conterno e la Mascarello, e con Burlotto, con le Rinaldi, con altri bravissimi produttori, che propongono i loro vini a prezzi tutto sommato adeguati alla loro qualità e che li vedono poi vittime di speculazioni e trasformati in qualcosa che ha poco a che fare con coloro che saprebbero davvero apprezzarli.





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