A bocce ferme

di Daniele Cernilli 23/04/12
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A bocce ferme

Ne sento dire di ogni su come sia andato il Vinitaly di quest’anno. Anche commenti negativi e un po’ sprezzanti, che non so proprio dove possano trovare le loro basi. La veritàè che il Vinitaly 2012 è stato fra i migliori di sempre. La scelta coraggiosa di limitare a quattro giorni la manifestazione, anziché i cinque del passato, è stata vincente. Avere iniziato di domenica, invece che di giovedì, ha consentito a molti addetti ai lavori, ristoratori in particolare, di poterci andare, sfruttando il lunedì che è giorno di chiusura per la maggior parte di loro. Si sono persi circa 15.000 ingressi, quasi tutti di pubblico domenicale, talvolta rumoroso e sostanzialmente poco interessato al vino e molto al bere troppo. Una perdita contenuta, da 156mila a poco più di 140mila, ma un grande passo avanti nel livello qualitativo dei visitatori. Sono mancati i cinesi, che avevano un’analoga manifestazione nello stesso periodo. Ma sono tornati gli americani in forze, la vicinanza della Prowein di Dusseldorf non ha limitato la presenza di operatori tedeschi e scandinavi, e neanche di quelli russi. Si è lavorato molto e meglio che in passato, insomma, e persino i problemi logistici legati al traffico di Verona sono sembrati meno gravi. Certo, per un paio di giorni i collegamenti telefonici sono stati un disastro, cosa che ci ha fatto ricordare di essere in Italia, purtroppo. Però la sensazione che abbia prevalso in tutti un pochino di ottimismo, nonostante la situazione resti grave e preoccupante, c’è stata. E questo contava, visto che né i produttori di vino, né la Fiera di Verona sono in grado da soli di cambiare le cose. E’ stata una goccia nell’Oceano. Però, parafrasando Madre Teresa, se mancasse quella goccia mancherebbe comunque qualcosa.

Vorrei anche dire un’altra cosa. Il sabato che ha preceduto il Vinitaly, il 24 di marzo, nei saloni del Palazzo della Ragione, nel centro di Verona, l’Ente Fiera, in collaborazione con la rivista americana Wine Spectator, ha organizzato OperaWine, una kermesse di degustazione che ha visto protagonisti cento fra i migliori produttori italiani, selezionati da WS. Di manifestazioni ne ho viste tante ed ho partecipato alla realizzazione di molte di esse, in Italia ed all’estero. Per come è stata impostata non posso che complimentarmi pubblicamente con Tom Matthews, direttore di Wine Spectator. E’ stato un evento di grande qualità, affollato ma ordinato, con i produttori dietro i banchi di assaggio e con centinaia di appassionati e di addetti ai lavori fra il pubblico. Un esempio di come si possono organizzare e gestire manifestazioni di alto profilo per un numero di persone di certo non piccolo, senza scadere nella confusione e nell’approssimazione.





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