Prosecco birroso

di Francesco Annibali 25/08/15
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Prosecco birroso

It may will be that the ‘col fondo’ (on the lees) style, which involves secondary fermentation in the bottle to create the effervescence, is the more traditional and ‘natural’ method for Prosecco. And yet it is hard not to think about the similarities and difference with this method and those used to produce craft beer. Who knows whether the producers of this ‘new’ method will one day seek to make young and hoppy versions of their wine. One thing is for sure, when the method of production is well-managed – in this case with yeasts that do not overpower the typicity of the grape nor weigh heavy on the effervescence that needs to be vivacious – the results can be remarkable.Sarà pur vero che la tipologia ‘col fondo’, ovvero quella che prevede la presa di spuma in bottiglia sia la più tradizionale nella produzione del Prosecco (inizialmente non cercata, un errore, insomma), ma noi non riusciamo a non pensare allo scambio di significati e pratiche - di linguaggi insomma - esistente tra un certo mondo del vino, quello appunto delle bollicine cosiddette ‘naturali’, e quello delle birre artigianali. Chissà che questi nuovi Prosecco, che personalmente non amiamo in maniera incondizionata, non cerchino di fare (anche) il verso a certe produzioni giovanili e luppolose. Una cosa è certa: quando la tecnica di produzione non prevale ed è ben gestita – in questo caso i lieviti non coprono il varietale e non appesantiscono al palato un vino frizzante, che deve sempre avere un ritmo molto veloce -, i risultati sono notevoli.

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