Vulture: non solo aglianico

di Redazione 20/04/21
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Vigneti Vulture

Per sfatare l’idea che tutti hanno del Vulture come terra esclusivamente vocata all’aglianico, quindi ai vini rossi, presentiamo due bianchi prima di un classico Aglianico del Vulture.

Il clima freddo e i suoli vulcanici del monte Vulture, che altro non è se non un antico vulcano, conferiscono ai vini salinità e freschezza che ben si sposano anche con le uve bianche. In questa zona si trovano sia vitigni di origine greca, come moscato o malvasia, sia vitigni nordici, quali gewürztraminer e müller thurgau. Non mancano le uve dei “vicini di casa” come fiano, falanghina e greco bianco e persino i classici internazionali quali chardonnay e sauvignon. Certo, sono coltivati in misura minore rispetto al “padrone di casa” aglianico, ma offrono vini inaspettati quanto piacevoli.

Partiamo con il bianco di Cantine del Notaio, un’ottima azienda ben nota, i cui vini sono di facile memorizzazione dato che tutti portano il nome di una pratica notarile, in ricordo dell’attività degli antenati dell’attuale proprietario. La cantina è di una bellezza straordinaria. Scavata nel tufo vulcanico, sembra una cattedrale ipogea piena di botti e di immagini sacre e simboliche. Gerardo Giuratrabocchetti, poi, mette anima e grande passione nel suo lavoro e i suoi vini sono sempre straordinari e pieni di personalità.

Preliminare 2019 Cantine del Notaio

90/100 - € 12,00

Da uve moscato, malvasia, chardonnay e aglianico vinificato in bianco. Affina sui lieviti per oltre 4 mesi. Paglierino classico, mostra un olfatto fresco e fragrante su note floreali di arancio, biancospino, e note fruttate di mango, nespola e albicocca. Trama gustativa larga, saporita ben sostenuta dalla sapidità. Il finale è piacevole. 

Per la zona del Vulture questa di Re Manfredi è una cantina grande, con i suoi oltre cento ettari di vigneti. In realtà si tratta di una realtà di media entità che appartiene però al Gruppo Italiano Vini, una grande costellazione di aziende che vanno a formare la maggiore realtà vitivinicola d’Italia. Accanto ad Aglianico del Vulture di ottimo livello, come il top aziendale Re Manfredi, si produce anche questo piacevole bianco.

Basilicata Bianco 2019 Re Manfredi 

90/100 - € 14,00 

Da uve gewürztraminer 50% e müller thurgau 50%. Affina tra acciaio, botti grandi e piccole e, in percentuale minore, in barrique e anfora. Giallo paglierino luminoso. Al naso ananas, pesca gialla, erbe aromatiche e lieve nota balsamica. In bocca è sapido, fresco e chiude con evidente nuance di agrumi. 


Concludiamo con un rosso, un Aglianico del Vulture facile e di medio corpo. La storica azienda Paternoster di Barile ha cambiato proprietà, essendo stata acquistata dalla Tommasi, nota azienda del Veronese cha ha molti ettari sparsi per l’Italia, quindi dopo Casisano Colombaio a Montalcino ecco un acquisto eccellente nel cuore del Vulture. Ciò che mostra la lungimiranza della Tommasi è che la direzione tecnica è rimasta in mano a Vito Paternoster. Un bel sospiro di sollievo per i nostalgici innamorati dell’azienda. 

Aglianico del Vulture Synthesi 2018 Paternoster 

89/100 - € 11,00 

Da uve aglianico. L’80% matura in botte grande di rovere di Slavonia e il 20% in barrique francesi. Rubino intenso e brillante. Olfatto classico tra sottobosco autunnale, erbe medicinali, note fresche mentre il floreale si colora di note scure. Trama gustativa media ma di buona progressione con tannini giovanili non invadenti ma classici. Finale di buona progressione e intensità. 

 

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