Rosso di Montalcino: il vino dimenticato

di Riccardo Viscardi 11/02/22
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Rosso di Montalcino

Per il Rosso di Montalcino è giunto il momento di partire alla riscossa, scollandosi di dosso l’immagine di “piccolo Brunello” e affermando la sua precisa identità.

Tutti conoscono il Brunello di Montalcino, un brand areale tra i più famosi del mondo, ad esso la critica ha sempre dedicato le sue attenzioni continuando ad alimentare il mito. Ma a Montalcino esistono altri due vini molto importanti per il territorio: il Moscadello, che per primo compare nella storia vitivinicola della zona, e il Rosso di Montalcino primo esempio di disciplinare a “ricaduta” in Italia. 

Oggi parliamo di questo vino dimenticato. O sottovalutato.

Probabilmente i primi problemi sono iniziati proprio da questo formalismo burocratico che non valorizza adeguatamente il prodotto. Gli stessi produttori a livello consortile non hanno mai adeguatamente investito su questo vino, se non ad inizio degli anni ’90, quando esisteva un Consorzio del Rosso di Montalcino a sé stante e la presidenza era nelle mani di un giovanissimo Giancarlo Pacenti. Nei periodi successivi, con la fusione dei due consorzi sotto il “cappello” del Brunello, l’importante progetto di dare un’identità precisa al Rosso di Montalcino fu accantonato e le varie aziende si mossero in maniera confusa e in funzione dei propri obbiettivi commerciali. Creando una disparità di qualità e di prezzo spesso imbarazzante.  

La produzione odierna del Rosso di Montalcino si aggira sui 5 milioni di bottiglie, la cui qualità oscilla molto tra prodotti straordinari e alcuni vini mediocri. Questa disuguaglianza ha creato non poca confusione nel consumatore che oltre alle oscillazioni di qualità si trova davanti anche a prezzi che hanno una forbice troppo ampia e talvolta incomprensibile per chi non conosce approfonditamente le aziende. Un tema che ha comportato problemi anche ad altre denominazioni. Ogni tanto qualche “genio” ha pensato che la strada della valorizzazione potesse passare per un cambio di disciplinare, ammettendo l’uso anche di vitigni alternativi al Sangiovese, unico vitigno ammesso per il Rosso di Montalcino, ma per fortuna la “guardia” di molti produttori era alta e queste idee scellerate sono state eliminate. 

Al di là delle politiche consortili passate, la situazione del Rosso di Montalcino è interessantissima con aziende che hanno tracciato percorsi qualitativi virtuosi che stanno avendo un seguito importante sul territorio. Questi percorsi virtuosi hanno dato indicazioni importanti che potrebbero sfociare in una nuova definizione del Rosso di Montalcino, ma non corriamo troppo. 

I migliori Rossi di Montalcino derivano tutti da vigneti, vendemmie e selezioni dedicate a questo vino, con tanto di nome del vigneto o un’indicazione di fantasia; altro elemento praticamente unificante è l’uscita ritardata rispetto a quella indicata dal disciplinare di produzione: in pratica ora entrano in commercio i rossi del 2019 e solo dopo l’estate quelli del 2020. Queste idee nate dai produttori stessi hanno fatto sì che il Rosso di Montalcino abbia trovato un’identità ben definita, che ben si sposa con il territorio e lo stile aziendale, permettendo a certe aziende anche di perlustrare nuovi stili o nuove tecniche di vinificazione. Sdoganando completamente questi prodotti dall’idea di “piccoli Brunelli” nel migliore dei casi o alla ben peggiore idea del vino risultante dalle uve scartate dalla produzione del Brunello. Questi vini inoltre spuntano prezzi decisamente migliori e hanno creato grande interesse negli appassionati e nella ristorazione

Personalmente credo che questo fermento e questi prodotti siano il futuro della denominazione e che il disciplinare vada cambiato con il passaggio del Rosso di Montalcino a Docg, con un leggero allungamento dei tempi di uscita in commercio. Anche perché questi vini mostrano una vita articolata e lunga ed una duttilità che ben si sposa con le nuove tendenze della ristorazione. 

Di seguito i rossi di Montalcino che più mi hanno impressionato nelle recenti degustazioni.

Rosso di Montalcino 2019 Siro Pacenti

95/100 - € 27

100% Sangiovese, matura in barrique 15 mesi. Rubino brillante. Olfatto tra ciliegia fresca e qualche spezia gialla e scura. Trama gustativa elegante e succosa con tannini raffinati, la freschezza accompagna la progressione con un finale di rara eleganza e persistenza.

 

Rosso di Montalcino Rossofonte 2019 Ciacci Piccolomini d’Aragona 

95/100 - € 20

100% Sangiovese del medesimo vigneto, matura in botti da 10 e 15 hl per 15 mesi. Rubino intenso. Olfatto intrigante tra note di ciliegie scure e un tocco di sottobosco. Trama fitta avvolgente e ben articolata con una sapidità discreta e una progressione avvincente. Il finale ricorda il sale delle Hawaii.

 

Rosso di Montalcino Banditella 2019 Col d’Orcia 

95/100 - € 18

100% Sangiovese proveniente dal medesimo vigneto, matura in tonneau per 15 mesi. Rubino intenso. Ben articolato al naso con una nota balsamica intensa tra eucalipto ed erbe officinali oltre al classico frutto rosso ben delineato. Trama gustativa fitta con la freschezza che si sposa a un tannino rilassato e di ottima fattura. Persistente e agile il finale saporito.
 

Rosso di Montalcino 2019 Ridolfi

94/100 - € 20

100% Sangiovese, matura in botti per 12 mesi. Rubino classico. Olfatto su ciliegia, marasca e frutti gialli, pesca. Bocca agile e saporita con ottimi equilibri, una bella progressione e un finale lineare e avvincente grazie al tannino equilibrato e al ritorno olfattivo molto preciso.

 

Rosso di Montalcino 2019 Renieri

94/100 - € 16

100% Sangiovese, matura in botti almeno 12 mesi. Rubino tenue è molto classico a livello olfattivo. Ananas, pesca gialla, erbe officinali ad accompagnare la ciliegia sussurrata. Trama gustativa elegante e rilassata con tannini raffinati e una bella salinità. Il finale è rilassato, persistente e di grande finezza.

 

Rosso di Montalcino Poggio alle Mura 2019 Banfi 

93/100 - € 16

100% Sangiovese proveniente da un unico vigneto. Matura in barrique e tonneau almeno 12 mesi. Rubino intenso. Olfatto molto intenso e fragrante sul frutto rosso, ciliegia anche scura, marasca e more con un tocco di spezie. Trama gustativa intensa, solare, succosa con un tannino croccante e mai fastidioso. Ottima la progressione e il finale saporito e intenso.

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