Montosoli, anima nordica e raffinata di Montalcino

di Riccardo Viscardi 08/03/18
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Montosoli, anima nordica e raffinata di Montalcino

Il Brunello di Montalcino prodotto sulla collina di Montosoli rappresenta l’anima elegante del Brunello, con acidità alevate, alcolicità leggermente più basse e una trama tannica sempre raffinata

La collina di Montosoli accoglie il visitatore che proviene da nord, Siena o Buonconvento. La mia convinzione è che sia la vera porta del territorio ilcinese che farei cominciare da qui. Come una torre di avvistamento, Montosoli è un cru storico del Brunello: in tutte le carte di Montalcino, fin dalle più antiche, la collina è rinomata come un posto di particolare pregio per le vigne ed è sempre stata estremamente ambita dai produttori ilcinesi.

Un'ottima panoramica di Montosoli si ha dalla chiesa del Soccorso nell’abitato di Montalcino, i suoi confini geografici sono evidenti alla vista ma difficili da spiegare a parole, comunque ci proviamo lo stesso. Dalla statale che da Buonconvento sale a Montalcino, appena attraversato il torrente Suga, si prende la sterrata a destra lungo l'azienda Val di Cava (vale la visita); costeggiando il ruscello si svolta a destra seguendo le indicazioni per il Colombaio di Montosoli, storica e affascinante azienda del compianto Nello Baricci, uno dei padri del Brunello. Il cuore di Montosoli è questo che si osserva seguendo la sterrata fino all’azienda Le Gode di Montosoli, propaggine settentrionale di questo cru e suo limite naturale. Sopra la strada, con esposizione sudest–sudovest, ci sono i vigneti delle aziende Caparzo e Altesino che da tempo imbottigliano separatamente il Brunello qui prodotto: La Casa (Caparzo) e Montosoli (Altesino). Alcuni piccoli vigneti appartengono ad altri produttori ma non vengono imbottigliati singolarmente. Vorrei segnalare in zona anche la recente presenza dell’azienda Pietroso, che imbottiglia come Toscana Igt il Villa Montosoli che non può essere Brunello perché il vecchio vigneto, in rifacimento, aveva anche vitigni come ciliegiolo e colorino fuori dal disciplinare.

Il sapere dei vignaioli ci ha lasciato un confine naturale bellissimo, rappresentato dal bosco che si estende a ovest, dove ci sarebbe troppo freddo ma soprattutto poca luce per la giusta maturazione delle uve. Bosco che ricopre in parte anche la sommità della collina, pure quella inadatta al vigneto. Molto più difficile individuare il confine altimetrico in basso, anche se il terreno parla chiaro, cambiando natura. Quindi abbassate gli occhi e cercate nel terreno il confine. Prima una piccola spiegazione: la caratteristica di Montosoli è la sua composizione geologica, un affioramento importante di galestro con poche tracce di argille e di conglomerati calcarei e argillosi. Detto questo, il discrimine per capirne il confine è semplice: dove aumenta considerevolmente la quota argillosa, possiamo affermare che non è più Montosoli. Sul posto la divisione dei terreni è così netta che solo la malafede potrebbe creare confusione. In linea di massima possiamo dire che sotto i 130 metri slm non è più Montosoli.

Le caratteristiche climatiche e i terreni così magri contribuiscono a rendere estremamente riconoscibili i Brunello di questa zona. Il discorso non cambia molto con il tipo di invecchiamento (botti grandi, piccole o misure francesi) mentre le vinificazioni influenzano il profilo olfattivo in maniera più decisa rispetto a quello gustativo. Le peculiarità si basano su acidità elevate rispetto ad altre zone (dovute al terreno), un'alcolicità leggermente più bassa e una trama tannica sempre raffinata e facilmente polimerizzabile (dovuta anche al clima). L’anima elegante del Brunello, senza dimenticarci che il Brunello è sempre un vino di grande impatto e personalità. Tanto per essere chiari: un Brunello di Montosoli deve essere più compatto come trama e avere una progressione maggiore rispetto a un Chianti Classico o a un Nobile di Montepulciano.

Ora un piccolo excursus sulle interpretazioni del territorio da parte delle aziende, non di specifiche annate, ma dell'anima di quei Brunello da sempre.


Caparzo, Brunello di Montalcino La Casa

Il primo vino a Montalcino ad essere affinato in barrique; una felice intuizione di Vittorio Fiore che nel lontano 1978 diede vita a questo progetto. Il vino è estremamente elegante con un olfatto che privilegia la nota fruttata a quella evolutiva soprattutto nei primi anni di vita. La freschezza viene mantenuta molto a lungo come recenti assaggi di annate vecchie hanno dimostrato.


Altesino, Brunello di Montalcino Montosoli

Anche questo vino ha una lunga storia e gli affinamenti sono cambiati negli anni. Solitamente ha un olfatto più su note floreali e di sottobosco che sul frutto. La trama gustativa presenta un leggero tannino che si risolve rapidamente. Dopo un periodo di leggero appannamento, dall’annata 2012 la nuova proprietà lo sta riportando ai fasti passati.


Colombaio di Montosoli (Baricci), Brunello di Montalcino

Nello Baricci ci ha lasciato recentemente, ma il padre di questo cru rimane lui come anche uno dei creatori della rinascita del Brunello a fine anni '70. Come non ricordare il meraviglioso '82 e altri. Lo stile è classico con botti, all’epoca piccole ora normali. di circa 30 hl in rovere slavo. Olfatto classico con note leggermente fruttate di sottobosco autunnale e un leggero tabacco. Bocca di grande eleganza con un tocco classico sul tannino.


Le Gode di Montosoli, Brunello di Montalcino

Qui siamo sul classico ma talvolta emerge qualche rusticità stilistica. Il Brunello è comunque coerente con lo spirito di Montosoli, elegante come trama ma un tannino un po’ scalpitante.

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