L’anteprima 2020 dei vini di Bordeaux

di Sissi Baratella 04/06/21
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crus et domains de france - credits Andrea Liverani

Grazie all’impegno di Crus et Domaine de France, Verona si è trasformata nel teatro di Bordeaux mettendo in scena, in super anteprima, l’annata 2020. 

Crus et Domaine de France nasce nel 2007, per volontà della famiglia Helfich, e oggi è uno dei più importanti négociant a presidiare la Place di Bordeaux con la vendita en primeur. La storia di questa famiglia, di origini alsaziane, nel mondo del vino ha inizio nel 1979. A quell’epoca Joseph Helfrich guardava già alle altre zone vitivinicole del paese e sognava un giorno di poterle valorizzare tutte in un unico grande progetto. Progetto che oggi si chiama Les Grands Chais de France. Oggi la famiglia non solo possiede diversi Domaine in alcuni tra i territori più vocati alla vitivinicoltura, detiene inoltre in esclusiva l’intera produzione di numerosi produttori nonché la loro fiducia, diventando così il primo esportatore di vino francese nel mondo, con più di 170 Paesi raggiunti. A fare gli onori di casa a Verona sono stati Romina Romano, country manager Italia, Vittorio Frescobaldi e Eric Heckmann, responsabile sud Europa. 

A Villa Ca’ Vendri, Verona, per un ristretto numero di giornalisti e clienti è stato possibile assaggiare, en primeur, più di 100 etichette tra rossi, bianchi e Sauternes ovviamente. Durante la stessa occasione si sono tenute anche master class guidate, affidate a Gabriele Gorelli MW, dedicate all’annata 2018.

Definita exceptional, la 2018 è la così detta annata degli estremi. Primavera fredda, battezzata dalla grandine, e un’estate e un autunno secchi e caldi. Tutto presto traducibile in vini di buona intensità cromatica, potenti e concentrati. Densi al naso e al gusto. Tannini assertivi ma in generale ben gestiti e integrati nella trama del vino. Ultima nota ma non da meno, è un’annata dal grandissimo potenziale d’invecchiamento. 

Complessivamente una selezione di vini puliti, definiti ed enologicamente parlando senza incoerenti sbavature. Un segnale positivo che parla di un approccio nuovo e ragionato alla produzione di questi vini dal gran nome. Una tendenza produttiva inoltre verso la valorizzazione dello stile aziendale e dell’annata, non affidandosi più solamente e ciecamente alla caratterizzazione dovuta alla sottozona di provenienza. Tendenza sempre più agile e leggermente meno carica in zuccheri residui, così come in densità, anche per i Sauternes. Sebbene i tratti caratteristici di questo vino rimarranno tali. Al netto di trovare il vostro stile aziendale preferito, o la vostra zona del cuore (la regola aurea dice che sulla riva sinistra domina il cabernet, mentre a destra il merlot, già questo è un buon punto di partenza per orientare il gusto personale dei “non intenditori”), resta il fatto che la 2018 è un bel bere

E la 2020? Un’annata ancora tutta da scoprire, figlia di una stagione folle dalla primavera precoce perché inizialmente calda e secca. Un agosto segnato da temporali, utili per riequilibrare le bacche, e una vendemmia ideale per il merlot a inizio settembre; faccenda più complicata invece per il cabernet che ha dovuto fare i conti con il clima umido, di cui non è particolarmente amante. Una stagione tra alti e bassi, che però è una passeggiata a confronto con l’inizio della 2021, le cui gelate hanno messo a dura prova il destino di buona parte della produzione. Meglio fare scorta di 2020 quindi, onde evitare di rimanere “a secco” per scarsezza di 2021 sul mercato… 

Nei calici, ancora una volta, hanno dominato pulizia e puntualità di certi profumi e aromi inequivocabili e attesi. Dai piccoli frutti rossi a qualche sferzata più erbacea e varietale; così come tocchi tannici, con sfumature dal fumé a note più polverose tra il caffè e la radice di liquirizia. 

Liberal Puillac 2018 Château Haut Bages

93/100 - € 50 

Da uve cabernet sauvignon 70% e merlot. Matura in rovere francese per 16 mesi.

Rubino intenso con bordo più scarico. Al naso spremuta di mora e ciliegia, note più dolci ricordano quasi il miele. La dominanza al palato della componente sapida è netta. Complessivamente la beva è fresca e agile. 


Saint Èmilion Grand Cru Classé 2018 Château Cadet-Bon

93/100 - € 40

Da uve merlot 75% e cabernet franc. Matura in rovere francese per 12 mesi.

Rubino intenso, riflessi brillanti. Al naso ricorda la rosa canina, tra il dolce e lo speziato. Emerge una nota vegetale e balsamica di alloro. I profumi sono vivaci, intensi. In bocca parla la liquirizia pura salata. È salino, teso e dal finale tenace e tannico. 
 

Haut-Medoc 2018 Château de Lamarque

91/100 - € 30

Da uve cabernet sauvignon 41%, merlot 41% e petit verdot. Matura in barrique nuove per il 40%, 40% di primo passaggio, 20% di secondo.

Rubino vivo e intenso. Al naso è pieno, con note cremose e già piuttosto complesse. Nel calice è concentrato, con note terziarie e un po’ di polverosità. Il tutto avvolto da un aroma di carcadè. In bocca il tannino è meno pronto, ancora croccante, vivace; sorso mediamente lungo, finale amaricante di scorza d’arancia amara. 

 

Foto Credits: @Andrea Liverani





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