I colori del vino: il Blu

di Livia Belardelli 16/04/21
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Van Gogh Notte Stellata

In generale il colore è un mezzo per influenzare direttamente un’anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima. È chiaro che l’armonia dei colori è fondata solo su un principio: l’efficace contatto con l’anima. Questo fondamento si può definire principio della necessità interiore”. Vasilij Kandinskij

 

IL BLU

“Lo spunto è questa materia blu, una terra celeste e stellare, insolita ed avvolgente” direbbe Klein. Perché lo spunto è proprio il colore, il blu per iniziare, in questa primavera nuova ancora al suo inizio dove la voglia di mare e spensieratezza dopo un anno bituminoso è ancora più nervosa e irresistibile. I vini marchiati dal cobalto e dallo zaffiro, azzurri e turchesi, da sorseggiare di fronte a un mare ceruleo, questa è la suggestione. Il colore lo manifestano nell’indole e non nella tonalità (e per fortuna, mi verrebbe da dire, visto che il vino blu in Spagna lo hanno commercializzato davvero). E così, sognando il mare e la sua brezza iodata che schiaffeggia i cespugli di lentisco ed elicriso che si arrampicano sulle coste italiche, ho pensato ad alcuni vini che questo colore e quest’attitudine marina li racchiudono in sé.

Il blu il mare ce l’ha dentro da sempre, dal 2200 a.C. quando gli antichi Egizi lo ricavavano mescolando e fondendo sabbie e minerali come azzurrite e malachite. Il blu oltremare, silicato di sodio e cristalli, in natura nei lapislazzuli, veniva usato in Afghanistan e Libano, e solo in epoca medievale fu portato in Europa grazie alle rotte navali. Dalla sua provenienza oltreoceano e non dal suo colore nasce il suo nome.

E anche il suo valore, più pregiato dell’oro, talmente costoso da ridurre nei debiti il pittore Vermeer, tanto ossessionato da questa tonalità dal non volerne fare a meno nemmeno nei momenti di maggiori ristrettezze. E così eccolo nei suoi quadri, intenso e superbo, oppure impalpabile e lieve a sfumare nell’atmosfera. Il blu cobalto invece si incrocia nei motivi floreali delle porcellane Ming e il blu di Prussia compare freddo e prepotente nel periodo blu di Picasso, maestoso e preciso nell’Onda di Kanagawa di Hokusai, profondo e intimo nella Notte Stellata di Van Gogh.

Il blu Majorelle invece è tra l’oltremare e il cobalto, luminoso, vibrante e intenso, sferzato dal sole di Marrakesh dove nasce grazie al pittore Jacques Majorelle, che di questa tonalità dipinge il suo atelier poi riscoperto da Yves Saint Laurent che ne ripristina il giardino e lo rende un posto unico di pace nella caotica città marocchina. “Un’oasi in cui i colori di Matisse si mescolano a quelli della natura” lo definisce lo stilista. E questo blu così vibrante ricorda un blu altrettanto intenso, quello di uno zaffiro che si incendia di luce appena illuminato da un raggio di sole.

Sole, blu e mare. Cosa ci abbiniamo? Vini che il blu ce l’hanno dentro.

LIGURIA

Portofino Abissi Metodo Classico 2017 Bisson

91/100 - € 42

Affinato nella baia del silenzio. Mi ha conquistato per questo. La suggestione del silenzio e dello spumante sotto il mare. In un luogo muto affina per 18 mesi, a 60 metri, al buio, cullato dalle correnti marine. Per poi riemergere dal blu del mare. Nasce dall’estro di un produttore molto “precoce”. La sua “prima” vendemmia la racconta così: “Un compagno di scuola mi invitò a partecipare. Percorsi velocemente la rapida mulattiera con il cuore che batteva forte, non per la fatica, ma per l´emozione. Raccolsi tanti grappoli e il compenso fu un bellissimo cesto d´uva. Al ritorno a casa non trovai nessuno. Ne approfittai, pigiai l´uva in un vaso capiente e lo nascosi. Ogni giorno ripetevo le operazioni che osservavo nella cantina del mio amico. Quando la fermentazione si esaurì, con un colapasta travasai il vino nella bottiglia e non resistetti alla tentazione dell’assaggio. Mia madre notò il mio alito, mi mise alle strette e io confessai. Il castigo che ne seguì ci poteva stare, ma era nato il mio primo vino”.

Da uve bianchetta, vermentino e cimixià. Metodo classico, 18 mesi sui lieviti. Colore dorato lieve. Perlage fine ed elegante. Al naso profuma di fiori gialli, camomilla, fiori d’arancio, agrumi leggeri, albicocca disidratata, miele millefiori e appena accennati spunti balsamici. Elegante all’attacco in bocca, cremoso, fresco e delicato. Blu ceruleo.

LAZIO

Lazio Nethun 2020 Muscari Tomajoli

93/100 - € 28

Il mare lo porta nel nome e nel vitigno, l’arte nell’etichetta. Nethun come la divinità etrusca del mare, Nethuns. E di mare in questo vino se ne sente tanto. A cominciare da quella sferzante sapidità che lo contraddistingue, quella nota iodata che ci porta immediatamente tra le onde. Il vitigno è vermentino, un’uva che già di suo sente il mare più di altre e che qui oltre a quello italico che si vede dalle colline di Tarquinia, ne prende un po’ dalla Corsica. Il clone di vermentino infatti è corso, proveniente da Sartène, nel sud dell’isola. Il blu quindi ce l’ha dentro, oltre che tutto intorno, in un’etichetta d’autore, realizzata dall’artista Guido Sileoni. Quattro pesci disegnati a mano, tre blu e uno rosso, simbolo di distinzione. “Abbiamo scelto quest’etichetta per il forte legame che c’è tra questo vino e il mare” ci dice il produttore Marco Muscari. “Il blu? Considera che nella prima prova dell’etichetta (mai uscita) l’artista aveva pensato i pesci di colore verde. Io ho scelto di cambiare la cromia. Forse rischiando di essere più banale e scontato ma per me il Nethun è un vino di mare e nessun colore poteva meglio rappresentare questo collegamento se non il blu”.

Da uve vermentino. Giallo paglierino. Sensazioni di erbe aromatiche, avvolgenti nuance balsamiche, agrumi nettissimi e zagara. In bocca già equilibrato anche se giovanissimo, teso e sapido, con sensazioni di agrumi, cedro e mandarino, timo limonoso e sbuffi di anice. Blu oltremare.

SICILIA

Abissale 2018 Vignedimare

92/100 - € 32

Mare, sole e vulcano: questa malvasia nasce tra le onde, sull’isola di Salina. Esprime una viticoltura eroica che qui fonde mare, cielo e vulcano in un vino unico e ricco di suggestioni. In ogni calice un sorso di estate, di Sicilia, di tramonti sul mare, di suadente spensieratezza. Qui il blu non è solo nel contesto ma è anche nella sua splendida etichetta blu Klein. Con quel punto rosso, come un sole che si tufferà nel mare, che mi ricorda un capolavoro dell’infanzia come Piccolo Blu e piccolo giallo di Leo Lionni. E come Klein cercava l’essenza del colore e nel blu percepiva un’assenza di dimensioni, Abissale ricerca e racchiude in bottiglia l’essenza dell’isola, una sintesi di mare, cielo e terra, fuori dallo spazio e dal tempo. 

Da uve malvasia. Giallo paglia con riflessi oro. Naso di agrumi gialli, cedro, erbe aromatiche, sottili nuance balsamiche, zafferano, fiori d’arancio e ginestra. All’assaggio è sapido, teso e dinamico, con ritorni speziati e aromatici, salvia, bergamotto e pesca gialla. Blu Klein, of course. 

CAMPANIA

Furore Bianco Fiorduva 2018 Marisa Cuomo 

96/100 - € 60

Tra viti e rocce a strapiombo sul mare di Furore, qui, in Costiera Amalfitana si trova l’azienda di Marisa Cuomo e Andrea Ferraioli. Vigne, giardini, terrazze e pergolati che dirupano a mare, una vertigine di panorami in cui il blu si mescola con la natura e si insinua tra i muretti a secco. Le viti, aggrappate alla roccia, esempio vero di viticultura eroica, respirano la salsedine del Mediterraneo e grazie alla tenacia e alla determinazione dell’uomo producono grandi vini come il Fiorduva. E qui il blu dialoga con i colori del sole e della terra, in un “chiacchiericcio sommesso dei colori che si mescolano” direbbe Kandinskij, che i colori primari li esalta nel suo Giallo, rosso e blu e li associa, in una continua sinestesia tra le arti, anche con la musica. L’azzurro diventa il suono di un flauto e il blu scuro, profondo ed intenso come il mare, il suono di un organo.

Da uve ripoli, fenile e ginestra. Giallo oro brillante. Naso intenso e avvolgente di mimosa e ginestra, albicocca e polline. La bocca è un’esplosione saporita e succosa, golosissima, ricca e piena. Esplodono in bocca sensazioni di miele millefiori, albicocca, canditi e agrumi. Chiude elegante e ricco, grasso ma al contempo fresco e teso. Blu di Prussia.

CAMPANIA

Campania Joaquin dall’Isola 2019 Joaquin 

92/100 - € 39

Joaquin…dall’isola. L’isola è tra le più belle dei nostri mari, perla campana dal fascino unico, Capri. Mondana, chiassosa ma dal profilo elegante e inconfondibile, luminosa come uno zaffiro acceso dal sole. Avvolta nel blu. Qui nasce Joaquin dall’isola, il vino caprese di Raffaele Pagano. Siamo ad Anacapri, sui terrazzamenti protetti dal costone del monte Solaro, due fazzoletti di terra da 4000 metri per un vino che mette in bottiglia una Capri che non c’è più. Perché questa terra partorisce vini che sono il contraltare dell’opulenza appariscente dell’isola, vini scarni, magri, sofferenti ma con carattere e tensione propria, espressione unica e precisa di una vecchia Capri che soffia ancora nella sua brezza salmastra e antica.

Da uve greco, falanghina, biancolella e ciunchesa. Giallo paglierino intenso. Profuma di agrumi e fiori gialli, con nuance lievemente balsamiche, cedro e macchia mediterranea. In bocca è iodato, teso e snello, con una graffiante spalla acido-sapida e una piacevole chiusura di macchia e agrumi. Blu zaffiro.

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