Doc Garda: istruzioni per l’uso

di Sissi Baratella 22/07/22
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Garda doc

Vademecum per orientarsi all’interno della denominazione d’origine Garda, che copre una vasta gamma di varietà e di tipologie.

Per capire cosa è la Doc Garda bastano alcune semplici istruzioni. Non è complicato, ma per capire questa denominazione è fondamentale seguire con ordine i vari passaggi dalla sua nascita.

Raccomandazione

Innanzitutto mettiamo in chiaro che quando vi approcciate ai vini Garda Doc non state inevitabilmente per bere un “vino del Lago di Garda”, o quantomeno non necessariamente. Il nome può inizialmente trarre in inganno ma pensare questa cosa sarebbe riduttivo nei confronti della denominazione stessa. La Doc Garda, infatti, nasce ricalcando il profilo di ben 10 Doc storiche, alcune limitrofe al lago altre no. 

Doc, suoli e clima

Queste Doc si estendono su tre province, da ovest a est rispetto al Garda, per un totale di 31.100 ettari, di cui 1800 rivendicati Doc Garda. Le province sono quella di Verona, maggiormente rappresentata con 27.889 ettari, e poi quelle di Brescia e Mantova. Le denominazioni storiche coinvolte sono: Riviera Valtenesi, Lugana, San Martina della Battaglia, Colli Mantovani, Custoza, Bardolino, Valdadige Terradeiforti, Valpolicella, Soave, Monti Lessini. 

Pare evidente che non possiamo sempre parlare di vini del Lago. In quanto se è vero che Riviera Valtenesi e Lugana, tanto per citarne un paio, effettivamente risentono fortemente della vicinanza di quella enorme massa di acqua; è vero anche che denominazioni come Monti Lessini o la Valpolicella sentiranno come dominanti influenze differenti. Questo per quanto riguarda la teoria, in pratica possiamo anche dire che la maggior parte dei vigneti della Doc Garda si trovano su suoli di natura morenica, diretta conseguenza della formazione del Lago di origine glaciale. 

Anche il clima può essere riassunto in una definizione, si tratta di clima Temperato Subcontinentale. Una sorta dunque di clima continentale con qualche influenza mediterranea ma NON mediterraneo. Il clima mediterraneo infatti è sì temperato ma anche caratterizzato da periodi siccitosi estivi davvero importanti. Con una siccità che in questa zona, per fortuna, non si raggiunge facilmente, nemmeno nelle così dette annate siccitose (scusate le ripetizioni e l’apparente contraddizione).

Le origini

La Doc nasce già nel 1996; da quell’anno possiamo parlare di Consorzio volontario, il progetto infatti “rinasce” nel 2015 quando il Consorzio di Tutela riceve il riconoscimento ministeriale e, come prima conseguenza, l’anno successivo viene approvato un nuovo disciplinare di produzione. Arriviamo così a oggi con una denominazione che può solo continuare a crescere, con 250 tra produttori verticali e cooperative che utilizzano la denominazione e 20 milioni di bottiglie, in aumento, di vino prodotte. 

Che cosa sono i vini Garda Doc

Se compro Garda Doc che vino sto comprando? La risposta non è scontata, in quanto sotto il grande ombrello Garda ricadono diverse tipologie di etichette. 

Volendo semplificare possiamo dire che si tratta, in termini di vini fermi, per lo più di monovarietali bianchi e rossi, ma esistono anche blend e uvaggi. Non mancano poi le categorie spumante sia rifermentato in bottiglia, bianco e rosé, che in autoclave, solo bianco.  

Le principali varietà coinvolte sono le stesse delle denominazioni storiche, ovviamente, ma anche varietà, spesso internazionali, che non rientrano a pieno titolo nei disciplinari delle Doc preesistenti. I monovarietali ammessi sono: Pinot Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay, Riesling, Sauvignon, Cortese, Cabernet Sauvignon, Merlot e Corvina. Si aggiungeranno con una ulteriore modifica anche Müller Thurgau e Rebo. Per i monovarietali fermi è previsto che si possa menzionare la varietà in etichetta. Quindi per rispondere alla domanda “cosa sto comprando?” la risposta è: quello che trovi scritto in etichetta. 

Discorso leggermente diverso per gli spumanti, dove non compare il vitigno, ma potrebbe comparire. È in fase di approvazione infatti la possibilità di inserire, solo per il metodo classico, il vitigno in etichetta qualora sia in purezza. 

A cosa serve la Doc Garda

La Doc Garda serve per donare una collocazione degna e controllata a tutti quei vitigni, che magari sono storicamente sempre stati presenti sul territorio, ma che non avevano una Doc di riferimento. Questa Doc ombrello quindi è anche una rete di sicurezza, atta a sostenere, recuperare e nobilitare. In sostanza buona parte di quelli che prima erano vini Igt oggi posso fregiarsi di una Doc, purché ne rispettino chiaramente il disciplinare di produzione e le restrizioni del caso. 

Perché “Garda Doc”?

Perché chiamare la denominazione Garda se talvolta Garda non è? Perché il Lago di Garda è in grado di generare suggestioni, sensazioni, emozioni. Parola di Carlo Alberto Panont, direttore, e Paolo Fiorini, Presidente del Consorzio. La luminosità dello specchio d’acqua, gli scenari variegati, la storia, e l’inconfondibile mood vacanziero che lo contraddistinguono sono gli elementi che hanno ispirato la nascita di questa denominazione a lui dedicata. Serve solo tempo per crescere e farsi conoscere, e spero che questo articolo possa contribuire a farlo. 

Perla del Garda

Garda Metodo Classico Cuvée Extra Brut

92/100 - € 20,00 

100% Chardonnay. Metodo Classico. Extra Brut. Acciaio. Minimo 20 mesi. Giallo dorato. Al naso note croccanti e tese; nocciola tostata e un preannunciare di sapidità. Salato anche al palato finisce profondo con note di bergamotto. 


Pratello

Garda Metodo Classico Donna Caterina 

91/100 - € 21,00

95% Chardonnay, 5% Erbamat. Metodo Classico, 36 mesi. Brut. Giallo paglierino leggero. Perlage sottile. Al naso note di fermentazione e di fiori bianchi con accenni verticali. Al palato continua con sensazioni aggrumate e un’ottima spinta acida. 





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