Di ritorno da Les Grands Jours de Bourgogne 2018

di Dario Cappelloni 29/03/18
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Di ritorno da Les Grands Jours de Bourgogne 2018

I giudizi del nostro inviato alla più importante manifestazione dedicata ai vini di Borgogna. I rossi 2016 (per i bianchi vi rimandiamo alla prossima settimana) sono austeri ma di purezza cristallina, purtroppo con scarsissima reperibilità e prezzi stellari.

Dal 12 al 16 marzo si è svolta la quattordicesima edizione della più importante e completa manifestazione dedicata ai vini di Borgogna: Les Grands Jours de Bourgogne. Oltre mille i produttori presenti divisi in quattordici saloni che hanno proposto l’assaggio di oltre 10mila vini. I visitatori, più di 2600 e tutti esclusivamente professionali, provenivano da 54 Paesi diversi.

I vini in assaggio erano concentrati soprattutto sull’annata 2016 con qualche puntata sul 2015 in particolare per ciò che riguarda i vini rossi. Dal punto di vista quantitativo la 2016 è stata la più scarsa degli ultimi 20 anni con punte di calo drammatiche come il -60% di Chablis o alcune zone della Cotes de Nuits con -50%. Tanto per fare un esempio il famoso produttore Bruno Clair nei suoi vigneti più prestigiosi ha prodotto solo 8 hl per ettaro.

I motivi sono le terribili gelate primaverili cui si sono aggiunte grandinate che hanno completato l’opera di devastazione. Per la qualità, al contrario, i primi assaggi ci mostrano un livello che ha pochi riscontri con il recente passato. Sono vini, sia bianchi che rossi, molto “classici” e quindi eleganti, freschi, austeri ma di buona struttura e purezza cristallina. Note dolenti sono la scarsa reperibilità di bottiglie e i prezzi che supereranno abbondantemente i già altissimi livelli raggiunti con il 2015.

 


99/100

Domaine Ponsot Clos de la Roche Grand Cru 2016: lascia stupefatti per finezza fin dai delicati profumi floreali e di spezie. Al palato è di eleganza e tensione incomparabili: la Borgogna classica al suo meglio.


98/100

Thibault Liger-Belair Richebourg Grand Cru 2016: austerità e dolcezza, potenza ed equilibrio assoluti, maturità e freschezza, bocca densa e scattante. Perfezione definitiva. Prezzo impossibile.

Bruno Clair Bonnes-Mares Grand Cru 2016: le pochissime bottiglie prodotte in questa annata sono preziosi gioielli di cristallina purezza. Spezie e fiori fanno da corollario a una struttura solida, ma delicata e mirabilmente sfaccettata. I tannini sono seta pura e l’energia elegante, implacabile.


97/100

Ponsot Clos de la Roche Grand Cru 2015: prendete quello di male che, giustamente, si dice dell’annata 2015 e buttatelo dalla finestra: austero con note di china e grafite ha palato solido, elegante e di grande freschezza. La grana tannica è di tale finezza che si fatica ad attribuirla a questa annata. Lunghissimo ed elegante il finale.

J. Confuron-Cotetidot Clos de Vougeot Grand Cru 2016: i profumi sono intensi di grafite e fiori. Al palato è austero, sapido e di grandissima tensione. Tannini importanti, ma ben profilati con un finale dinamico e profondissimo.

Georges Mugneret-Gibourg Echezeaux Grand Cru 2016: si presenta grintoso fin dai profumi di grafite, spezie e frutti neri. Al palato è vibrante, complesso e di una meravigliosa distensione.

De Montille Volnay 1er Cru Taille Pieds 2016:  profumi suadenti di fiori, spezie e grafite. Al palato è di una finezza superiore con tannini elegantissimi e un’energia che pare inesauribile. Berlo è un raro privilegio.


96/100

Château de la Tour Clos de Vougeot Grand Cru Vieilles Vignes 2016: austero e complesso al naso. Bocca poderosa, ma equilibrata con tannini potenti ma maturi e una progressione impressionante al palato. Finale infinito.

Comte Liger-Belair Echezeaux Grand Cru 2016: fa dell’eleganza assoluta la sua cifra a partire da uno spettro aromatico sfaccettato e delicato. Al palato è una carezza con tannini setosi e un frutto fresco e succoso con un finale avvolgente e complesso.

Launay-Horiot Pommard 1er Cru Les Rugiens-Bas 2016: al naso è complesso con note di piccoli frutti neri, spezie e grafite. Al palato è carnoso, con tannini maturi e guizzanti. Il finale è succoso ed elegante.

Michel Mallard et Fils Corton Grand Cru Le Rognet 2016: affascina già dai profumi orientali e di grafite. La struttura è piena, di grande “dolcezza” e tensione con tannini che è riduttivo definire setosi. Il finale è carnoso, elegante e teso.

Benjamin Lerou Mazoyères-Chambertin Grand Cru 2016: austero nei profumi di china e grafite al palato si presenta di una purezza cristallina. I tannini sono di grana finissima, la struttura tonica e dinamica, la profondità lunghissima. Una fotografia di questo grande terroir.


95/100

David Duband Charmes Chambertin Grand Cru 2016: al naso è esplosivo ed elegante con note floreali e frutti rossi. In bocca è pura eleganza con tannini soffici e succosi. La progressione è decisa e il finale fresco e salino.

Launay-Horiot Chambertin Grand Cru 2016: frutto e grafite esplosivi. Palato possente, ma armonico con tannini dolci e finale fresco e lunghissimo.

Anne Gros Richebourg Grand Cru 2016: i profumi sono intensi e fini di spezie e grafite. Al palato è denso, ma scorrevole, elegantissimo con tannini soffici. Il finale è austero, scattante e lungo.

Gérard Mugneret Vosne-Romanée 1er Cru Aux Brulées 2016: nello stile della maison, è vino di grande finezza con profumi delicati e avvolgenti e un palato ingentilito da tannini setosi e una progressione decisa.

Domaine des Lambrays Clos des Lambrays Grand Cru 2016: austero, elegante, di gran classe, in una parola, Clos des Lambrays.

De Courcel Pommard 1er Cru Le Grand Clos des Epenots 2016: austero nei suoi profumi di grafite e china si apre al palato con una struttura importante, ma agile, scattante di grande eleganza e dinamismo. Il finale è teso e interminabile.





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