Abruzzo Wine Experience

di Annalucia Galeone 14/07/22
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Abruzzo Vigneto montagna

Incontro ravvicinato con una regione che nell’ultimo decennio ha aumentato del 90% l’export dei suoi vini, crescendo nel contempo anche sul mercato interno.

Abruzzo Wine Experience è la tre giorni organizzata a Vasto dal Consorzio di tutela dei vini d’Abruzzo rivolta alla stampa di settore, nazionale ed estera, per monitorare le performance del comparto in termini di qualità, vision e prospettive. Emerge una regione orgogliosa della propria tradizione vitivinicola che vuole crescere e affermarsi, il mutamento di tendenza già in corso è ora più incisivo. Il futuro è nelle mani della nuova generazione di produttori, cocciuta, ambiziosa e competente, che vuole dare un nuovo slancio al territorio e al suo sviluppo con lo sguardo rivolto al passato ma orientato al futuro. Sono l’Abruzzo del fare, saper fare, saper far fare e far sapere, puntano su vini equilibrati, identitari e senza stravolgimenti. 

Secondo i dati dell'Osservatorio Permanente attivato dal Consorzio, in un decennio l'Abruzzo ha aumentato del 90% l'export dei suoi vini, solo nel 2021 la crescita si è chiusa al 10%. I mercati più reattivi sono stati gli storici di riferimento, USA +12%, Germania +25%, Svizzera +45%, Cina +33% e Giappone +26%. Il trend in crescita coinvolge anche i consumi in Italia. 

Palazzo d’Avalos, un tempo sede dei marchesi di Vasto, ha ospitato il grand tasting con oltre 300 etichette, forse troppe per un solo giorno di degustazione. L’indiscusso fuoriclasse è il Montepulciano d’Abruzzo, un rosso di corpo, alcune versioni sono interpretate in modo magistrale, si tratta del vitigno più diffuso, occupa circa 17.000 ettari, più della metà della base ampelografica regionale. Il Trebbiano d’Abruzzo è la varietà bianca più conosciuta, la cui denominazione quest’anno ha festeggiato i 50 anni. È versatile, dotato di un grande corpo tanto da poter essere apprezzato sia giovane sia nella sua versione più longeva e complessa. L’equilibrio dell’annata 2021 ha risentito del caldo e della siccità in alcuni casi. 

Dal vitigno Montepulciano si ottiene anche il Cerasuolo d’Abruzzo, la prima denominazione in Italia dedicata esclusivamente alla tipologia rosata. Il colore carico più del solito è stato mantenuto senza ricorrere a compromessi stilistici. Sono meno noti ma non meno interessanti una serie di vitigni autoctoni che si stanno distinguendo per il crescente apprezzamento dei mercati: Pecorino, Passerina, Cococciola e Montonico. 

Si chiama “Modello Abruzzo” il progetto di semplificazione voluto dal Consorzio e approvato dal Mipaaf che prevede l’introduzione della menzione Superiore per le Dop “d’Abruzzo” e la riduzione da 8 a 1 sola le Igt.  “Si agevola così la promozione e la comunicazione - ha affermato Valentino Di Campli, il presidente del Consorzio - perché renderà le diverse zone di produzione molto più riconoscibili sui mercati, soprattutto all’estero, e esalterà sempre di più il binomio vino/territorio; d’altro canto, l’introduzione di un’unica Igt Terre d’Abruzzo con il riferimento al territorio distintivo che va a sostituire le 8 attutali crea una forte immagine regionale sopperendo all’attuale frammentarietà che risulta poco incisiva”. 

Sempre più spesso il turista abbina alla passione per il vino la ricerca di luoghi da scoprire e visitare, l’enoturismo è per l’Abruzzo una importante risorsa. La wine experience pensata dal Consorzio ha permesso di conoscere la meravigliosa e suggestiva costa dei trabocchi, un’antica macchina da pesca. Lungo il tratto del litorale, tra Ortona e Vasto, si susseguono come sentinelle sul mare e si protendono nel vuoto come giganteschi ragni. Molti trabocchi sono diventati dei ristoranti raffinati, sono la location ideale per le prove tecniche di abbinamento cibo vino. Il panorama mozza il fiato al tramontar del sole. 

La wine experience tour è una proposta che si va consolidando con il tempo, il Consorzio ha creato un sito ad hoc https://www.abruzzowineexperience.com/.

Vi proponiamo tre vini che ci hanno colpito e che sono adatti a questa stagione estiva. Tra questi un 2014 che la dice lunga sulla longevità dei bianchi abruzzesi.

Torre dei Beati
Trebbiano d’Abruzzo Bianchi Grilli 2020

93/100 - € 18

100% Trebbiano d’Abruzzo. Matura 9 mesi sui propri lieviti. Giallo paglierino intenso. Naso fine e delicato, bouquet floreale a seguire note di frutta a polpa gialla, albicocca e pesca. Palato morbido, asciutto e lungo.

 

D’Alesio
Trebbiano d’Abruzzo Tenuta del Professore 2014

91/100 - € 35

100% Trebbiano. Affina in botti di rovere di Allier da 30 hl per 18 mesi. Giallo dorato. Profilo olfattivo di grande impatto: fruttato, floreale e speziato. Sapore elegante e pieno. Grande persistenza e beva appagante.

 

Tenuta i Fauri
Abruzzo Pecorino 2020 

89/100 - € 12

100% Pecorino. Affinamento in vasche di acciaio. Giallo paglierino. Olfatto intenso, fiori di campo, frutta gialla, miele ed erbe di macchia. Sorso persistente, fruttato e speziato.

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