Un Merlot che non ti aspetti

di Stefania Vinciguerra 22/09/15
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Un merlot che non ti aspetti

Vicini a Pontremoli, in Lunigiana, il produttore Antonio Farina, al Podere Fedespina, si cimenta con la produzione di ben due vini a base merlot.

In tutta confidenza possiamo dircelo: la Lunigiana non è proprio il primo territorio vinicolo toscano che viene in mente. Eppure, complice anche il cambiamento climatico che ha alzato la temperatura media di un paio di gradi negli ultimi 10 anni, qualcosa sta cambiando. Alcuni produttori hanno cominciato a impegnarsi più seriamente per cercare di trovare una via "locale" al vino di qualità e i primi risultati stanno arrivando.

Qualche settimana fa sono andata vicino Pontremoli, a Mulazzo, a trovare Antonio Farina, proprietario con la moglie Mirta Fedespina del Podere Fedespina (a dire la verità il toponimo del podere era Ca' del Bosco, ma per ovvi motivi il nome originario è stato abbandonato e lasciato solo all'agriturismo annesso). L'occasione della visita era legata alla degustazione verticale del rosso di punta: il Ca', preceduto da un assaggio dell'altro vino, lo Spinorosso. Si tratta di due merlot, il primo in purezza e che matura in legno, il secondo con un saldo di ciliegiolo e che vede solo cemento. Confesso che la curiosità era tanta…

Antonio ha fatto il manager a Milano fino a 5 anni fa, quando è andato in pensione; la moglie curava l'agriturismo, e la vigna… beh, era lasciata un po' a sé stessa. Poi nel 2003 la decisione di occuparsene seriamente, di spiantare quel che rimaneva dei vecchi vigneti e di iniziare con una viticoltura moderna vocata alla qualità. Da lì l'analisi dei terreni per scegliere cosa impiantare, la "corsa" a Bordeaux per prendere le barbatelle di merlot e l'impianto del primo ettaro (con qualche filare di ciliegiolo, in fondo sempre in Toscana siamo). In cantina c'erano le botti di cemento vetrificato e andavano benissimo per vinificare… Negli anni successivi la superficie vitata è aumentata un po', e il vigneto viene coltivato secondo "un'agricoltura di buon senso", che è una delle definizioni più simpatiche che mi sia capitato di sentire. Non agricoltura biologica quindi; se i capricci del clima lo richiedono, si effettuano trattamenti, ma solo quelli strettamente necessari. Un lavoro altrettanto serio è stato fatto in cantina, alla ricerca del giusto legno di elevazione. A seguire da vicino il progetto l'enologo spezzino Francesco Petacco, che dopo diversi tentativi, anche seguendo i giusti consigli, è arrivato a quella che Antonio definisce "una tonnelleriesartoriale", con la quale scelgono i legni più adatti ai propri vini per fare le barrique.

L'azienda si trova a 250 metri sul mare, circondata dai monti dell'Alta Lunigiana. I terreni sono essenzialmente di due tipi: da una parte povero, ciottoloso, calcareo, più strutturato, in una parola adatto a un vino da invecchiamento come il Ca'; dall'altra argilloso, dove il merlot ha una resa più fruttata e floreale e, insieme al ciliegiolo, dà vita al "secondo vino" aziendale.

Spinorosso 2012

In prevalenza merlot con saldo di ciliegiolo. Vinifica e affina in cemento. Il colore rubino mostra bei riflessi violacei. Il naso è incentrato su note di bosco, anche funghi, poi mirto e rosmarino, con il frutto rosso solo in sottofondo e una bella punta floreale ad arricchire l'insieme. In bocca è verticale e dinamico, equilibrato, con un bel finale fruttato.

Ca' 2008

Merlot in purezza. Vinificato in cemento vetrificato e poi maturato in barrique per il 15% nuove per circa 15 mesi. L'annata è stata abbastanza fresca e molto equilibrata. Il vino ha un colore cupo e un bell'impatto olfattivo ancora nettamente fruttato, accompagnato da qualche cenno speziato e leggere erbe aromatiche. La bocca è fresca, di bello sviluppo e buon finale, con una buona beva complessiva.

Ca' 2009

Annata molto calda ma, come avviene quasi sempre in Lunigiana, con una grande escursione termica tra giorno e notte, anche di 15°C. La vendemmia, purtroppo, è stata fatta quando le uve, la cui maturazione zuccherina era "ottima e abbondante" non avevano ancora raggiunto la maturità fenolica, e questo si sente. Colore rubino scuro e naso caldo, di frutta molto matura, amarena sotto spirito, con l'apporto balsamico delle erbe aromatiche appena accennato e poi note di humus e di liquirizia. Anche in bocca è caldo, strutturato, ma il tannino "morde" e il sorso ha quindi una scorrevolezza minore, rimanendo anche leggermente più secco e corto nel finale.

Ca' 2010

Torna l'annata fresca che giova di più a questo vino. Nonostante le difficoltà dovute a un settembre piovoso, che ha costretto all'abbandono di un buon 30% di uva, la pazienza è stata premiata con una vendemmia nella prima decade di ottobre di ottimo livello. Colore rubino scuro e naso intenso e deciso di amarena, con note floreali di iris e lavanda, sfumature agrumate e poi un cenno speziato e di sottobosco. La bocca è sottile ed elegante, con tannini ben integrati, piacevole freschezza e bell'equilibrio. Finale sulla dolcezza del frutto.

Ca' 2011

Di nuovo un'annata calda, di nuovo minore eleganza. Colore molto concentrato e naso tipico del merlot di calore, più introverso e con punte erbacee, poi cenni floreali di rosa e note di resina di pino, una leggera speziatura e una mora meno evidente. L'insieme risulta più evoluto grazie a ricordi di tabacco e cioccolato. Meglio in bocca per la soavità dei tannini e l'equilibrio complessivo. Un vino caldo, di struttura e potenza.

Ca' 2012

Annata fresca ma non piovosa, con la vendemmia nella prima decade di ottobre. Il vino qui denota una maggiore consapevolezza da parte del produttore della gestione sia in vigna che in cantina. Il colore è violaceo e il naso presenta quelle note floreali, agrumate e di amarena che sono la cifra stilistica del Ca' ai massimi livelli. La spezia rimane in sottofondo, così come quel tocco di humus che avevamo già trovato. Bocca veramente elegante, saporita, equilibrata nonostante l'estrema gioventù, tannini setosi e lungo finale. In commercio dall'inizio del 2016.

Ca' 2013

Abbiamo assaggiato anche questo vino, nonostante fosse stato appena imbottigliato e che quindi ha davanti a sé circa 16 mesi di affinamento in bottiglia prima di uscire sul mercato. Colore scuro e compatto con le note olfattive in linea tra il fruttato dell'amarena, il floreale della lavanda e lo speziato. In bocca ha buona scorrevolezza, niente spigoli e mantiene quell'austerità che dal naso, più caldo, non ti aspetteresti.
 
 
 
 

 

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