Rosso del Conte, la Sicilia sopra ogni moda (2)

di Francesco Annibali 28/09/16
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Rosso del Conte, la Sicilia sopra ogni moda (2)

Dicevamo ieri del vigneto di San Lucio a Regaleali. E del suo impianto ad alberello. Forma di allevamento più antica e diffusa nelle regioni semi-aride del Mediterraneo, visto che in quegli ambienti la carenza di piogge e la presenza frequente di venti marini caldi giustificano l’allevamento delle viti in una forma contenuta vicino al terreno, per un minor consumo delle risorse idriche e per una minore esposizione ai venti. Classica rimane anche la densità d’impianto di 4.400 piante per ettaro, ottenuta disponendo le viti ad una distanza di 1,5 metri una dall’altra. Un simile sesto d’impianto non permette il passaggio di macchine agricole per le operazioni colturali, se non piccole motozappe condotte a piedi per la lavorazione del terreno. Tutte le altre operazioni sono dunque necessariamente fatte a mano: dalla potatura, alla asportazione dei sarmenti, alla gestione del verde, ai trattamenti, alla raccolta e al trasporto dell’uva fuori dal vigneto.

In vigna le due varietà che compongono il Rosso del Conte, perricone e nero d’Avola, hanno ciclo di sviluppo simile: mediamente tardive, maturano tra la fine di settembre e i primi di ottobre. Il ciclo di sviluppo è quindi lungo, e questo espone maggiormente le varietà alle condizioni climatiche dell’annata, con le annate calde determinano anticipi nella maturazione anche di dieci/quindici giorni rispetto ad annate più fresche. Sebbene il ciclo di sviluppo permetta generalmente una raccolta contemporanea delle due varietà, può capitare che annate fresche facciano ritardare più la maturazione del perricone rispetto al nero d’Avola, costringendo a due raccolte separate della vigna San Lucio. La raccolta dell’alberello avviene esclusivamente a mano, vista l’impossibilità di addentrarsi all’interno del vigneto con mezzi meccanici.

Il Rosso del Conte nasce da questo vigneto, che ormai sembra un'appendice naturale di Regaleali. Il suo terreno, tra i più complessi della tenuta, dà un vino profondo ed elegante, vivo e brillante. Il colore varia dal rubino prugna intenso al molto intenso (quasi impenetrabile in alcune annate), mentre al naso spicca la sua personalità mediterranea, la sua freschezza aromatica, le spezie e la piccola frutta a bacche rosse. In particolare, la nota ‘dolce verde’, tra il pepe, il rosmarino e la curcuma, sembra essere la carta di identità di questo vino.


Magnificamente rotondo ma serrato in giovinezza, con l’affinamento diviene velluto senza piegare la schiena. Espressione del territorio da cui proviene, alta collina al centro della Sicilia, non eccede mai in note sovramature pur garantendo una corretta maturazione fenolica e dei suoi tannini.

La sua storia è lunga e fatta di numerose evoluzioni tra cui diverse tipologie di affinamento (grandi botti di castagno dal 1970 al 1987, grandi botti di rovere di Slavonia fino al 1991 e successivamente tonneau e barrique di rovere francesi). Fu il primo vino da vigna unica in Sicilia.  

Artefice di tutto ciò fu Giuseppe Tasca d’Almerita, che all'inizio degli anni '50 girò per andare a conoscere alcuni tra i migliori vini del mondo. Discendente di una famiglia che già nell'Ottocento era stata citata nei manuali di agricoltura per i metodi innovativi all'insegna di una sostenibilità ante litteram, il conte Giuseppe era convinto, per quanto potesse sembrare un'idea folle, che anche nell'hinterland rurale della Sicilia fosse possibile fare un vino che potesse competere con i grandi rossi francesi.

Quando nel 1954 nella collina San Lucio piantò le viti ad alberello di perricone e nero d'Avola, stava investendo in un futuro che pochi siciliani riuscivano ad immaginare, creando le basi per il primo vino da vigna unica. Nasceva così nel 1970 il suo vino, la 'Riserva del Conte'.

La dicitura ‘Riserva’è apparsa sull’etichetta solo fino al 1977, annata in cui ha lasciato il posto a ‘Rosso del Conte’.

Le annate ritenute non all’altezza non vengono messe in commercio. In passato è già successo per 6 volte: 1972 – 1973 – 1974 – 1982 – 1996 e 2009.

Tutti le annate che seguono sono ottenute da nero d’Avola e perricone. Affinamento in tonneau e barrique.

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