Roccafiore, Fiorfiore, il caldo e il freddo

di Riccardo Viscardi 29/10/19
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Roccafiore Todi Umbria

Interessante mini verticale del grechetto Fiorfiore di Roccafiore che ha mostrato quanto conti, rispetto all’andamento climatico dell’annata, la gestione del vigneto.

Dopo circa un lustro ci siamo ritrovati, in una giornata assolata, in questa cantina di Todi, Roccafiore, che sta raggiungendo risultati molto interessanti. Nella zona possiamo dire che sia un riferimento e per quanto riguarda la produzione di grechetto è tra le più interessanti del centro Italia. 

Questa volta non ha organizzato nessun convegno sul grechetto, ma una visita per osservare i progressi aziendali e le differenze espressive e di interpretazione tra le annate calde e fredde, grazie a due mini verticali dedicate al grechetto Fiorfiore e al sangiovese Il Roccafiore. Un tema decisamente interessante in questo periodo, dove il terrore del riscaldamento porta alcuni a volere stravolgere le gerarchie territoriali banalizzando il problema e cercando solo luoghi più alti e freddi come possibile salvezza. Il racconto di come Roccafiore stia affrontando il problema è stato ben spiegato dal proprietario Luca Baccarelli. La gestione del vigneto, del terreno e i tempi di raccolta differenziati permettono dei margini di manovra da esplorare e sfruttare per far fronte a questa sfida. 

Vogliamo ricordare che l’azienda è biologica ma il vero scopo è quella di renderla totalmente ecosostenibile, tanto è vero che Roccafiore dispone anche di un impianto fotovoltaico. La cantina è bella e funzionale con la possibilità di lavorare in caduta dal ricevimento uve, con tavolo di selezione e selettore ottico, un impianto per il raffreddamento delle uve, da poco abbiamo anche tini in cemento, termocondizionati, mentre per l’affinamento si usano sia barrique che tonneau che botti grandi, queste ultime soprattutto per il grechetto. L’impostazione enologica iniziale è stata data da Hartman Donà al quale è subentrato nel 2014 Alessandro Biancolin come consulente tecnico. 

Il Fiorfiore, che è il grechetto di punta, viene fatto sempre dalle uve dello stesso vigneto che è il più vecchio dell’azienda avendo quasi 30 anni. Indipendentemente dall’annata. L’assaggio delle tre annate è stato illuminante su come gestire le annate calde, con il confronto quasi impietoso tra la 2015 e la 2017 che è stata gestita in vigneto in maniera completamente diversa e con risultati tali da farla sembrare una annata “regolare” grazie alla freschezza gustativa e olfattiva. Per il futuro ci sono ulteriori novità con delle prove di vinificazione in anfore create ad arte per avere meno ossigenazione possibile. 

Di seguito i commenti alle annate di Fiorfiore 2014, 2015, 2017. Da uve grechetto, la maturazione è per tutti i vini in botti da 50 hl per 12 mesi e poi in bottiglia per altri 4 mesi. 

Umbria Grechetto Igt Fiorfiore 2014 

93/100 - € 15

Paglierino tendente al giallo, ha un olfatto ampio e complesso con note di leggero idrocarburo, sottobosco invernale, litchi, anice e basilico. Trama gustativa abbastanza serrata, sapida e progressiva con il finale saporito e persistente dove si manifesta una leggera liquirizia.


Umbria Grechetto Igt Fiorfiore 2015 

87/100 - € 15 

Giallo leggermente dorato. Olfatto molto solare con fiori gialli, ginestra, un tono di mandorle e confetti. Fase gustativa estremamente serrata ma poco agile e il finale, sebbene saporito e intenso, risulta leggermente monocorde. Un vino muscolare.


Umbria Grechetto Igt Fiorfiore 2017 

92/100 - € 15 

Paglierino scarico e brillante. Olfatto giovanile e nitido su note di pompelmo rosa, nespola e leggermente balsamico. Il tocco di spezia lignea è molto equilibrato. Trama gustativa media, molto agile, salata e progressiva, tipico il leggero tocco di catechine molto ben controllato. Il finale è ancora giovanile e austero ma in ottima corrispondenza olfattiva.

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