Campo San Giorgio Umani Ronchi, un successo poco annunciato

di Francesco Annibali 24/04/19
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Verticale Umani Ronchi Conero Campo San Giorgio Riserva

Un grande Conero Riserva il Campo San Giorgio, un vino che esalta al massimo le caratteristiche di austerità e balsamicità tipiche della sua zona.

Quando si parla di vini delle Marche gli occhi degli appassionati italiani sono rivolti da quindici anni a questa parte in via quasi esclusiva al Piceno, a Matelica e ai Castelli di Jesi. Tre territori meritevoli della massima attenzione, certamente, ma non gli unici della regione capaci di dare grandi vini.

Si tratta piuttosto dei tre territori che hanno saputo parlare con maggiore efficacia ai nuovi appassionati: i Millennial e i nativi digitali, con il risultato secondario (e involontario) di adombrare sul piano mediatico altre zone vinicole marchigiane di primo piano. Il Conero, ad esempio, zona marina – l’Adriatico è ad un passo - attorno al capoluogo regionale Ancona, che costituisce il margine settentrionale di maturazione del montepulciano.

Qui il vitigno sfoggia un tannino più vivo rispetto al Piceno e all’Abruzzo (aquilano a parte, dove il tannino diventa più fresco), senza rinunciare alla proverbiale concentrazione. Il risultato è una maggiore sensazione di austerità. Un tannino che se nelle annate fredde fatica a volte ad omologarsi nella struttura, riesce comunque a dare ai vini un portamento unico. E unico è anche il profilo olfattivo dei vini, che oltre alle note di marasca presentano con l’affinamento un carattere balsamico/selvatico (il balsamico in particolare nel sud e nell’ovest della denominazione, ovvero Osimo e Numana, dove i terreni sono più argillosi e le esposizioni più aperte), unito a note di maggiorana e noce moscata. È da qui che provengono, nelle annate e nelle mani giuste, i rossi marchigiani di maggiore potenziale.

Un mosaico che può contare su un pugno di interpreti di livello, e che ha in Umani Ronchi uno dei vertici. L’azienda di proprietà della famiglia Bernetti a partire dall’annata 2009 ha aggiunto alla offerta di Conero la Riserva Campo San Giorgio, fuoriclasse della denominazione il cui unico limite è quello di essere nato in un periodo mediaticamente poco fortunato per la zona.

Ma una verticale di tutte le annate messe in commercio fino ad oggi, tenuta presso il wine bar Wine Not? di Ancona (di proprietà di Umani Ronchi) a fine marzo ha confermato che ci troviamo di fronte ad un vino non solo eccellente, ma che sul piano della finezza e della agilità ha portato la denominazione a un livello mai raggiunto prima.

Il Campo San Giorgio nasce dall’idea di esaltare al massimo le caratteristiche di austerità e balsamicità dei vini del sud Conero ed è il frutto della parte migliore della vigna di montepulciano di proprietà sita nel comune di Osimo: una vigna esposta est-ovest, a 150 metri sul mare. Un appezzamento di soli 10.000 metri quadrati con 8.000 piante per ettaro, che si nutre di un terreno molto calcareo, tipico del Conero.

Il mesoclima della zona non è rovente e a fine estate le minime sono più basse rispetto al sud della regione: cosa che spiega la forma di allevamento, l’alberello, che permette alle uve una maggiore vicinanza al terreno, che aiuta a coglierne il calore e a raggiungere le  sommatorie termiche (che a volte da queste parti sono un problema). Al fine di dare dinamismo al vino, caratteristica che a volte nei base montepulciano un po’ manca, viene effettuata una estrazione particolarmente delicata: l’uva è quasi tutta diraspata, ma non viene pigiata. I rimontaggi sono ridotti, la svinatura ritardata: una vinificazione alla borgognona insomma, che non appesantisca un vino che raggiunge facilmente taglie imponenti, ma a volte a scapito della beva.

Il risultato, come dicevamo, è un Conero che esalta il carattere balsamico-iodato del Conero sud meglio di qualunque altro, mantenendo una scioltezza e una fragranza uniche. Non solo uno dei vertici della zona, ma anche uno dei maggiori rossi regionali.

Da uve montepulciano. Maturazione di 12 mesi in barrique, in seguito 12 mesi in botte grande. Non chiarificato né filtrato.

Conero Riserva Campo San Giorgio  2013

96/100 - € 40

Rubino deciso molto vivo con riflessi porpora, al naso è giocato sulla fragranza, con una nota di mentuccia e maggiorana estremamente precisa, su un fondo di visciole e cioccolato amaro. Il palato è ricco, balsamico, fresco, con un tannino molto sciolto. Il finale è fresco, balsamico, profondo. Un vino fantastico. Di dinamismo eccezionale, che racconta un’annata da vino bianco.

Conero Riserva Campo San Giorgio  2012

97/100 - € 40

Un’annata calda e soprattutto asciutta, e infatti il tannino tende a emergere anche se resta dolce e perfettamente distribuito. Rubino profondo con bordo granato, molto sul frutto (netta la marasca), un tocco di liquirizia e di origano. Il palato è ricco e potente, le sfumature balsamiche si intrecciano al frutto, il finale caldo e lungo.

Conero Riserva Campo San Giorgio 2011

95/100 - € 40

Un vino che si presenta come un fuoriclasse. Rubino profondo con bordo granato, al profumo coniuga balsami, erbe aromatiche, una nota di after eight e una dote di frutto talmente evidente da non lasciare dubbi sulle capacità evolutive. Il palato è ricchissimo ma sciolto, profondo su note iodate.

 

Conero Riserva Campo San Giorgio  2010

97/100 - Bottiglia fuori commercio

Un’annata fredda che si traduce in un vino veramente grandioso. Colore scurissimo. Una nota di sale marino percepibile anche al naso, insieme alla mentuccia, al cacao e un tocco di gesso, su un fondo di marasche. Il palato è estremamente saporito, sontuoso, col tannino che si limita a dare le giuste cadenze, senza alcuna sottolineatura.  Non finisce mai.

Conero Riserva Campo San Giorgio  2009

95/100 - Bottiglia fuori commercio

Stilisticamente è il vino che più ricorda i grandi Conero Riserva, con un’estrazione più decisa e un’uva totalmente diraspata. Il naso è molto insistito sulla nota di liquirizia, su un fondo di visciole e prugne disidratate, la nota balsamica per una volta è in secondo piano. Il palato è il più voluminoso di tutti e sfuma su note iodate, con un tannino profondo. Più Conero Riserva che Campo San Giorgio. Ad avercene comunque.

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