Tavignano, al cuore del Verdicchio

di Stefania Vinciguerra 28/02/19
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Ondina de la feld tavignano

La Tenuta di Tavignano è una realtà di tutto rispetto che domina la campagna di Cingoli, conosciuta come il Balcone delle Marche.

Faccio un mea culpa pubblico. Confesso che spesso dimentico quanto siano belle le Marche e così, ogni volta che mi capita di tornarci, rimango sempre meravigliata. È una regione che per certi versi somiglia alla Toscana, una sorta di contraltare adriatico, bella per le sue colline così poco popolate ma che portano tracce evidenti della presenza dell'uomo nelle coltivazioni e in particolare nelle vigne (perché poi sempre qui torniamo a girare). Ma bella anche nelle sue cittadine e nelle sue iniziative culturali, come la splendida mostra di Lorenzo Lotto a Macerata, o nella sua gastronomia: stellata (come non pensare al mitico Uliassi, nuovo tre stelle) ma anche tradizionale e altrettanto gustosa (come all'Agra Mater di Colmurano).

Ma torniamo ai vigneti, e in particolare a quelli della Tenuta di Tavignano, in comune di Cingoli. La proprietà, un corpo unico di 230 ettari di cui 31 vitati, si trova su una collina che domina le valli dei fiumi Esino e Musone e guarda da un lato il Monte San Vicino e dall’altro la riviera del Cònero, nella parte meridionale della denominazione dei Castelli di Jesi, facile quindi pensare che la parte del leone nella produzione la faccia il verdicchio. In realtà nei primi anni di vita dell'azienda, anni Settanta, la famiglia Aymerich di Laconi si concentrò sulla coltivazione di cereali, ortaggi e foraggi, ma negli anni Novanta la produzione di vino assunse un ruolo centrale, con la scelta di puntare alla viticoltura di qualità (espianto dei vigneti a tendone e rimpianto con maggiori densità e cordone speronato), con il focus sulle varietà locali.  

Da 5 anni in azienda è entrata Ondine de la Feld, franco-milanese, che con uno stile giovane e dinamico affianca lo zio Stefano Aymerich. Il suo ingresso ha segnato l'inizio della conversione dei vigneti ad agricoltura biologica (l'anno scorso è arrivata la certificazione) e il lancio di una nuova linea, quella dei Mostri, con un occhio vòlto ai giovani sia nella scelta dei vini che nel packaging.

I "mostri" sono tre: Il Pestifero, bianco frizzante a base verdicchio (con malvasia e sangiovese) prodotto con il metodo ancestrale, un vino giocoso, facile da capire e da apprezzare. La Vergine, un verdicchio macerato dal giusto equilibrio, e Il Tonto, un sangiovese appena rustico, molto giovane nel gusto.

Il vino principale dell'azienda resta comunque il Misco, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico, che viene proposto sia nella versione Superiore che in quella Riserva e che ha dimostrato di saper interpretare il territorio con grande autenticità e di saper invecchiare molto bene. Nasce in un unico vigneto di 4 ettari affacciato sulla vallata del Musone (il cui nome latino era Miscus), con rese molto basse, 50-60 quintali al massimo.

Il 2019 porta come novità l'uscita, a giugno, di un'ulteriore versione di verdicchio: questa volta Spumante Metodo Classico annata 2015, con 36 mesi sui lieviti, che assaggiato in anteprima ha dato un'ottima prova di sé, con un impatto olfattivo agrumato di lime e iodato (ricordava un'ostrica) e un gusto pieno e cremoso, con buona acidità e il classico ammandorlato.

 

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Misco 2017

90/100 - € 12

Da uve verdicchio, affina sui lieviti per 6 mesi in serbatoi di acciaio. Paglierino brillante con leggeri riflessi verdolini. Al naso note di ananas e pompelmo con ricordi di fieno, bocca ottima, asciutta e saporita, con buona tensione e persistenza.

 

Marche Bianco La Vergine 2015

90/100 - € 9 

Da uve verdicchio fermentate con lieviti indigeni, senza controllo della temperatura e macerazione a cappello sommerso. Dorato pieno con leggeri riflessi ramati, quasi orange. Profumi di frutta matura, anche tropicale, e la caratteristica mandorla. Al gusto è molto asciutto e mantiene buona acidità, è pieno e lievemente tannico, il retrogusto ammandorlato.

 

Castelli di Jesi Verdicchio Misco Riserva 2016

93/100 - € 20

Da uve verdicchio con prolungato affinamento in acciaio sui lieviti (circa 12 mesi). Dorato chiaro al colore, profumi intensi e nitidi di frutta gialla anche esotica, pepe bianco, oliva verde, peperone. Un lieve cenno di miele subito bilanciato dalla mandorla. Fruttato dolce anche in bocca, con gusto pieno, saporito, profondo ed elegante e un lungo, piacevole finale.

 


 

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