Paterna, piccola cooperativa bio

di Vignadelmar 09/01/20
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Paterna Vignadelmar e Marco Noferi

Nel Valdarno, questa interessante realtà si divide tra vino, olio e altre produzioni locali.

A fine ottobre siamo andati a trascorrere un fine settimana in Toscana, sulle dolci colline fra Arezzo e Firenze. Non so voi, ma non so stare in panciolle tutto il tempo e se posso ne approfitto per fare un giretto per cantine. Il problema è che in quella zona, come nelle immediate vicinanze, di buone cantine da visitare ce ne sono tante. Quale scegliere?

Nella vita di fortune ne ho avute tante e, in proporzione, dal mondo del vino molte di più. Fra queste, una fra le più grandi è avere come amico Giuseppe Mazzocolin: uomo di vigne, di ulivi, di uomini, di sterminata cultura. Allora ho chiesto a lui, che quelle zone le conosce palmo a palmo, ottenendo questa semplice risposta: “Vai da Paterna, ti piaceranno loro e ti piaceranno i loro vini”.

E Paterna fu!  È una piccola cooperativa agricola di 15 ettari: 8 a vigneto, 5 a uliveto e il resto a ortaggi. Tutto certificato biologico ormai da anni. Ad aspettarmi ho trovato Marco Noferi e Claudia Panichi, che mi sono subito piaciuti per l'essere veramente contadini, con le mani sporche e abiti da lavoro consumati, dall'ospitalità asciutta, genuina, priva di tanta marinatura che in tanta parte di Toscana regna sovrana.

Passeggiando nei terreni si è parlato a lungo del problema dei problemi: il riscaldamento climatico e gli enormi problemi irrisolti che comporta. Anche per gli uliveti con il terribile problema della mosca olearia che fino a pochi anni fa era relegato nelle zone costiere, ma che adesso provoca danni enormi anche qui, molto lontano dal mare. Ma torniamo al vino. Qui si coltiva principalmente sangiovese, ma troviamo anche canaiolo, colorino, ciliegiolo e pugnitello. Qui il definirsi bio è preso molto sul serio e si dà anche una strizzatina d'occhio anche alla biodinamica. Le attrezzature di cantina son davvero minime: controllo delle temperature dei toni di acciaio, contenitori in cemento vetrificato, barrique usate e usatissime, delle più svariate provenienze perché regalategli da amici produttori di vino.

Notevole è anche la produzione di olio, alla quale qui tengono tanto, non solo dal punto di vista commerciale. Si arrabbiano molto quando nei supermercati vedono in vendita presunto olio extravergine d'oliva a meno della metà del reale costo di produzione. E solo su questo aspetto ci sarebbe da scrivere un fiume di parole!

La cooperativa ha anche un piccolo impianto di produzione di pasti per le mense delle scuole del circondario, dove sono impiegate persone svantaggiate, creando così un circuito virtuoso fra coltivazioni e produzioni locali, buon cibo e utilità sociale.

Una visita molto bella, dunque, di una realtà vera, impegnata nella valorizzazione locale, capace anche di fare buoni vini da abbinamento al cibo e buoni olii. Un grande grazie a Giuseppe Mazzocolin per la magnifica segnalazione.

Chianti Colli Aretini 2018

88/100 - € 12 

90% sangiovese e 10% fra colorino, canaiolo e ciliegiolo. Frutto di una soffice pigiodiraspatura, bassissima solforosa, lieviti indigeni, fermentazione di 8-10 giorni, rimontaggi quotidiani e maturazione in acciaio e cemento vetrificato. Classico color rubino tendente al granato, profumo di ciliegie non stramature e sottile speziatura. Bocca tannica, fresca, abbastanza persistente. 

20.000 bottiglie.

Vignanova Toscana Igt 2016 

91/100 - € 22

Da uve sangiovese con il 3-5% di colorino del Valdarno, provenienti dai vigneti più vecchi e dunque dalle rese particolarmente basse (circa 40 quintali).  Pigiodiraspatura soffice, lunga macerazione di minimo 15 giorni e maturazione in barrique usate per massimo 18 mesi,  cui segue un anno in bottiglia. Colore rubino scuro dai riflessi brillanti, profumo di ciliegia stramatura e frutti di bosco. Bocca coerente, corposa ma scorrevole, fresca, di piacevole lineare bontà e buona persistenza.

2.000 bottiglie.

PugniRosso Toscana Igt 2018 

90/100 - € 18

100% pugnitello da un unico vigneto di soli 7000 metri quadrati, uva autoctona difficile da lavorare e dalle rese particolarmente basse. Fermentazione in barrique aperte e maturazione in cemento vetrificato. Colore molto scuro, riflessi brillanti, profumi complessi di frutta, fiori secchi, spezie e piccoli tocchi balsamici. Bocca imponente, dal grado alcolico importante (15%), ben supportata da un'ottima acidità che lo accompagna in un sorso appagante.

1.000 bottiglie. 

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