Fattoria Colsanto, tra Umbria e Friuli

di Livia Belardelli 09/04/19
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Fattoria Colsanto clayver

Vini umbri, tecniche e piatti della tradizione friulana, questo il mix che si respira alla Fattoria Colsanto, la cantina umbra della friulana Livon.

Un cancello bianco e una strada in salita incorniciata da un duplice filare. Non siamo in Toscana ma a Montefalco, e in cima al colle troviamo la Fattoria Colsanto, la cantina umbra dell’azienda Livon. Acquistata da Valneo e Tonino Livon non è la prima fuori dal Friuli. Già negli anni ’90 la famiglia, che con l’azienda madre compie quest’anno 55 anni, investe in Toscana, a Radda, nel cuore del Chianti Classico dove nasce nel 1996 Borgo Salcetino.

Con il nuovo secolo è la volta dell’Umbria e così, nel 2001, nasce Colsanto, nel comune di Bevagna, a un passo da Montefalco. Realtà particolarissima che unisce alla terra umbra i sapori e le tecniche provenienti dal nord creando una commistione che all’inizio destabilizza ma che poi trova il suo perfetto equilibrio in questa contaminazione umbro-friulana.

A cominciare dall’accoglienza in azienda, orchestrata piacevolmente da Michele Italiani, direttore commerciale di Colsanto e umbro da generazioni, e Nerina, friulana, che propone un fiorire di piatti della tradizione e ci conquista immediatamente con il Frico, ricetta semplice e, come spesso accade con le cose semplici, insidiosa. Perché trovare ben tre stagionature di Montasio per far fede alla ricetta originaria non è cosa facile. Anche le Sarde in saor, con pinoli, uvetta e cipolla, riportano al Friuli e trovano il giusto abbinamento con il trebbiano spoletino Cantaluce, un bianco del centro Italia che strizza l’occhio al nord. D’altronde l’enologo Rinaldo Stocco e l’agronomo Renato Cozzarolo vengono dal Friuli. E così, forse proprio per non deludere le attese di chi aspettava l’azienda al varco nella produzione di un vino bianco, la cura sul trebbiano spoletino è stata moltissima. Il trebbiano spoletino è ormai un vitigno tornato in auge in Umbria e sta diventando a tutti gli effetti un’opportunità per i produttori di confrontarsi con un vitigno complesso in grado di dare grandi soddisfazioni con l’invecchiamento.

In azienda, a fianco del bianco, si producono le varietà a bacca rossa tipiche della zona, sagrantino in primis, ma anche sangiovese e poi montepulciano e merlot. Non manca la sperimentazione e infatti, tra una barrique e l’altra, compaiono anche delle uova in ceramica grezza, i clayver, in cui parte del sagrantino resta per 24-36 mesi per vedere come reagisce a questo grès, granito naturale a bassa porosità. Restiamo in attesa di scoprirne il risultato.

Vini umbri, tecniche e piatti della tradizione friulana, questo il mix che si respira alla Fattoria Colsanto e che si esprime in vini ben fatti e in una crescita che procede, veloce, di anno in anno.

Umbria Bianco Igt Cantaluce 2017 

90/100 - € 20

Da uve trebbiano spoletino. Fermenta e matura in botti da 25 hl.  Giallo paglierino intenso. Al naso profuma di camomilla e fiori gialli, agrumi ed erbe aromatiche. In bocca ha struttura e freschezza, è teso e salino, di lunga persistenza.

 

Montefalco Sagrantino Docg 2015

90/100 - € 22

Da uve sagrantino. 15 mesi in legno e 12 mesi in vasche di acciaio. Colore rubino scarico. Al naso è affumicato, balsamico, con sensazioni di frutta rossa e pepe. In bocca è succoso e affumicato, fresco, tannico e di buona lunghezza.

 

Montefalco Sagrantino Docg 2008 

91/100 -  € 25

Da uve sagrantino. Matura in legno. Colore granato. Naso affumicato, nuance pepate, china e frutta secca. In bocca è equilibrato e vivo, dal tannino integrato ed elegante. Chiude su note speziate e china.

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