Da matto a egoista: il genio di Walter Massa

di Livia Belardelli 04/09/20
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Vigneti Valter Massa Vigneti Massa Piemonte

Sinonimo di Timorasso, Walter Massa ha recuperato quest’uva dimenticata negli anni Ottanta e da allora ha portato a nuova fama questo vitigno e il suo territorio.

Piemonte sud-orientale. Tortona. Monleale. Colline. Vigne aggrappate a perdita d’occhio. Una jeep spericolata.

“Andiamo di là” indica con un dito. “Di là dove?” chiedo incuriosita. Non ci sono strade, solo colli e vigneti. “Di là”. E via tra i filari, su e giù per le colline, tra timorasso e barbera. Così comincia una breve e intensa esplorazione dei vigneti di Walter Massa, accompagnati dalla sua poetica di vignaiolo e sperimentatore, dall’occhio lucido, moderno e irriverente di chi ha scommesso su un vitigno dimenticato facendolo diventare un grande vino piemontese. Walter Massa è sinonimo di Timorasso – lo produce dall’87 – un’uva che ha recuperato dal dimenticatoio, abbandonata perché più problematica del cortese e meno appetibile della barbera. Oggi il valore di quest’uva e dei suoi vini è indiscutibile e di certo il merito è suo. 

“Ci consideravano delle mezze seghe, non ci filava nessuno. Ho dato un senso a questo territorio perché il senso ce l’ha. Negli anni ‘80-‘90 ero un matto perché credevo in un’uva che “se non c’è più un motivo ci sarà”, negli anni 2000 ero un coglione perché ho aiutato i miei colleghi del territorio a credere in questo vitigno. Negli anni ‘10 ero un fesso perché ho agevolato Roagna, Vietti, Borgogno, Oddero a comprare sul territorio e ora sono un egoista che pensa solo a sé perché con il consorzio abbiamo messo un limite agli impianti” racconta curvando con maestria tra una vigna e l’altra.

In effetti Massa scommette su questo vitigno mentre negli anni ’70 molte aziende locali volendo aumentare la produzione di bianco puntavano sul cortese, più generoso e meno esigente. Crede non solo in un territorio ma in una collina e in un vitigno, modificando gli orientamenti produttivi dell’azienda e puntando a creare nuovi vini di grande personalità. Viene alla luce così il primo timorasso di Massa, tra chiacchiere tra colleghi e la ferma convinzione di voler raggiungere il suo obiettivo. Con il ’95, dopo aver capito che il vitigno si esprime meglio dopo un lungo affinamento, il suo Costa del Vento viene messo in commercio dopo 18 mesi dalla vendemmia. Dagli anni ’90 tanta strada è stata fatta e molti hanno seguito la via tracciata da Massa.

Ora la sua produzione si differenzia in più etichette con caratteristiche distintive, uniche nel rappresentare un vigneto o una parcella, tutte con un preciso carattere anche se vinificate nella stessa maniera. Dal Derthona “base” di cui produce circa 60.000 bottiglie, ai cru Sterpi, Costa del Vento e Montecitorio. 

Ma Walter Massa non si è accontentato di produrre timorasso, tra i suoi vini troviamo anche un’ottima barbera, diversa da tante altre, anche in questo caso espressione precisa del territorio di Monleale, con un buon tenore alcolico. “La barbera buona deve essere un po’ alcolica, per una questione di equilibrio con l’acidità. Se disacidifichi il vino lo senti, intacchi il ph e manca la verticalità. La disacidificazione la devi fare in vigna facendo maturare l’uva”.

E dalla vigna nascono il Monleale e il suo cru, la Bigolla, barbera potente e ricca, in grado di esprimere davvero quell’angolo di Piemonte con precisione e dettaglio.

Derthona Montecitorio 2016  

96/100 - € 45 

Da uve timorasso. Affina in acciaio. Giallo oro al colore. Sensazioni di fiori gialli, frutta candita e spezie, mimosa, zafferano, cedro e zenzero. In bocca è fresco e fine, di grande progressione, buon corpo, eleganza e verticalità. Chiude molto persistente su note di pietra focaia, coriandolo, pepe e agrumi canditi.

Derthona Costa del Vento 2017  

94/100 - € 40

Da uve timorasso. Affina in acciaio. Giallo oro brillante. Naso ricco e variegato. Frutta e note idrocarburiche, pesca, agrumi e ananas sciroppato, burro fuso e lievi accenni balsamici. In bocca è pieno e polposo, grasso e avvolgente, fresco e sapido con una lunga persistenza finale.
 

Colli Tortonesi Barbera Bigolla 2005 

93/100 - € 45 

Da uve barbera. Matura in barrique nuove per 22 mesi. Rubino granato al colore. Naso ricco ed elegante, note nitide di torrefazione, frutta in confettura, cuoio, datteri e spezie. Bocca calda, in perfetto equilibrio con l’acidità.

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