Castello Monaci: “This Is Me”, sono così

di Vignadelmar 28/06/18
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Castello Monaci Cantina Vini Puglia Salento

Uno splendido castello cinquecentesco, vigneti curati in modo maniacale, cantina sostenibile e ottimi vini: questo è Castello Monaci nel Salento. 

Il 12 giugno sono andato in Salento, per partecipare all’evento This Is Me di Castello Monaci. Un evento pensato per raccontare i vent’anni di perfetto sodalizio fra la famiglia Seracca Guerrieri, proprietaria di Castello Monaci e il Giv (Gruppo Italiano Vini), che ne segue appunto la produzione enologica e la commercializzazione.

Ovviamente abbiamo avuto modo di testare l’intera produzione e di vedere per la prima volta le nuovissime etichette. Bisogna dunque partire nello spiegare dove la Castello Monaci è inserita: nel cuore del Salento, quello dove il sole batte forte e dove i venti non smettono mai di soffiare.

Già, i venti. Per chi sia stato anche una sola volta in Salento sa che i venti non smettono mai di soffiare, sono una presenza costante, tanto che le rarissime bonacce sono considerate eventi strani. Qui soffia potente lo scirocco ma anche la tramontana non scherza, tanto che i filari dei vigneti sono tutti pressoché orientati in direzione nord-sud per permettere ai venti di incanalarvisi e togliere umidità e ristagni.

Dicevo che il sole batte forte, su questi terreni scuri, ricchi, quasi grassi fra le mani, tanto che l’acqua è un bene prezioso, da non disperdere, da trattare con cura e rispetto. Poi con il riscaldamento climatico è sempre peggio e allora qui hanno pensato di adottare un protocollo tecnico scientifico per l’efficienza idrica nell’irrigazione, di usare energia dal grande impianto fotovoltaico posto sul tetto piatto della cantina e di curare e implementare un grande bosco ben inserito nel corpo aziendale. Corpo aziendale bellissimo, che non è solo cantina, ma anche splendido castello cinquecentesco per eventi, con camere dotate di ogni comfort, piscina e spa. C’è anche un museo del vino davvero carino. Tutto immerso fra il verde del bosco e dei 210 ettari di vigneto.

Ecco, siamo arrivati alla parte che più ci appassiona ma che qui è indissolubilmente legata a tutto il resto. I vigneti sono curati in maniera maniacale dalla famiglia Seracca Guerrieri e naturalmente il negroamaro e il primitivo la fanno da padrone. Non potrebbe essere diversamente. Ma troviamo anche malvasia nera, chardonnay, verdeca e syrah. Da poco si stanno concentrando anche su un’uva autoctona dimenticata, il moscatello selvatico, dal quale ricavano poche bottiglie di un buon passito.

Occorre spendere anche due parole sul Giv. È una fortissima realtà vitivinicola, che possiede 11 aziende di qualità da nord a sud del Paese, diventando il più grande gruppo nazionale, undicesimo nel mondo, esportatore di vini italiani in oltre sessanta Paesi stranieri. Fattura 385  milioni di euro ed è diretto da una donna, Roberta Corrà; e questo per noi di DoctorWine è molto positivo.

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