Bolgheri al top: Le Macchiole

di Riccardo Viscardi 30/04/19
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Le Macchiole Cinzia Merli

Cinzia Merli si conferma grandissima produttrice, attentissima al suo territorio e con una visione all’avanguardia.

Cinzia Merli è una persona mite, di rara intelligenza e con una visione del mondo del vino molto futurista. Pignola, sempre attenta a cosa succede nella sua denominazione e nel mondo, ha portato l’azienda Le Macchiole nel dream team di Bolgheri facendo un lavoro encomiabile anche nelle difficoltà che la prematura morte del marito e fondatore dell’azienda le ha messo davanti. Una persona schiva che amo incontrare, così quando Anna Barbon, PR aziendale, mi ha proposto l’incontro sono stato felicissimo di accettare e anche onorato del fatto.

 In una piccola sala di un centralissimo albergo romano abbiamo degustato le nuove annate aziendali. La 2016 è un’annata molto importante per Le Macchiole perché rappresenta l’ultimo passo innovativo con un cambiamento stilistico frutto dell’evoluzione dei vigneti e di una maturata consapevolezza di Cinzia verso il territorio. In pratica questa nuova visione si esprime in una direzione meno urlata delle potenzialità di Bolgheri; si avvia verso una austerità e una sussurrata eleganza piuttosto che alla classica visione che si ha di Bolgheri nel mondo tutta potenza, muscoli ed effetti speciali. E si tratta di una visione che è nelle possibilità del territorio. Fa riflettere come il dream team bolgherese, Sassicaia, Masseto e Macchiole, sia compatto su questa nuova visione più austera,  che ha come capostipite Sassicaia che della sobrietà è sempre stato il paladino.

Un set di vini presentati da Le Macchiole eccezionale, con una versione di Paleo assolutamente straordinaria, Scrio ai massimi livelli ma che non accontenta totalmente la ipercritica Cinzia e un Messorio che non convince solamente chi degusta con dei pregiudizi sul vitigno. La storia del Paleo è sintomatica della filosofia aziendale: partito nelle primissime versioni come un blend di cabernet e sangiovese, perché bisognava imparare da chi era sul territorio da più tempo, e finito a cabernet franc in purezza, diventa il prototipo di questo tipo di vini a cui molti si stanno ispirando. Quindi si impara, ci si consolida e poi si può spiccare il volo verso i propri sogni. Un atteggiamento molto umile in un mondo che forse vede troppi “fenomeni” dai piedi di argilla.

L’annata 2016 di questi grandi bolgheresi (anche se “targati” Igt), ognuno dei quali esprime la purezza del vitigno (Paleo cabernet franc, Scrio syrah e Messorio merlot), uscirà sul mercato solo verso la fine dell’anno, quindi preferiamo non proporre le schede di vini ancora introvabili. Vi presentiamo le degustazioni dell’annata 2015, che è quella attualmente in commercio ed è una grandissima annata per Bolgheri, in attesa dell’uscita sul mercato della 2016.

Vogliamo ricordare che l’azienda produce anche un Bolgheri Rosso Doc oltre ai “3 tenori”, che ormai supera le 100.000 bottiglie prodotte ed ha un rapporto prezzo–valore interessantissimo. L’annata che sta uscendo ora è la 2017, quindi eccola qui in anteprima.

Bolgheri Rosso 2017

89/100 € 24

Da uve cabernet sauvignon, merlot e cabernet franc matura in tonneau e barrique per circa 12 mesi. Rubino scuro molto compatto, olfatto sul frutto nero e rosso di sottobosco e un tocco balsamico. Fase gustativa molto snella, saporita e di grande bevibilità con il tannino levigato e un’insospettata freschezza. Il finale è persistente e piacevole.

 

Paleo 2015

96/100 € 65

Da uve cabernet franc, barrique per 14 mesi. Colore vescovile intenso, bouquet nitido e intenso su note di cedro, grafite, piccoli frutti neri come mirtilli e rossi come ribes, una leggera affumicatura elegante. Fase gustativa intensa e elegante, quasi austera sul tannino di ottima fattura e ancora giovanile, che aiuta la beva e la progressione verso un finale entusiasmante per persistenza e coinvolgimento emotivo.

 

Scrio 2015

94/100 € 75

Da uve syrah, matura in tonneau e barrique per 20 mesi. Rubino ben articolato senza cessioni. Naso complesso su note fruttate rosse e spezie sia gialle che leggermente più scure. Al palato intenso, rilassato, con una buona trama tannica che alleggerisce la beva decisamente importante, un vino giovane ma ottimo già ora.

 

Messorio 2015

94/100 € 150

Da uve merlot, barrique per 14 mesi. Rubino intenso sangue di piccione. Olfatto ricco su frutta scura, nitida, una lieve affumicatura e la spezia elegante e austera su note scure, leggera china. Bocca di classe con trama fitta e progressione avvincente mai stucchevole e ben sorretta dal leggero tannino. Il finale è molto persistente e ampio.

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