Arvisionadu, un raro vitigno da conoscere

di Dario Cappelloni 26/09/18
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Cantina Dessena panorama vigneti Sardegna

Un’uva bianca autoctona rarissima dai risultati convincenti, l’arvisionadu, e una piccola azienda in conversione bio, la Cantina Adriano Dessena: la Sardegna non cessa di stupire.

Adriano Dessena proviene da una famiglia di albergatori di successo che passati da poco i 30 anni decide di cambiare vita e dedicarsi anima e corpo alla viticoltura. Due ettari di vigneti di 12 anni, 10 mila bottiglie di produzione e un territorio di rara bellezza a Benetutti e precisamente nella zona detta Sa'e Dona Rosulia. Il Goceano è infatti una zona prevalentemente collinare e montuosa e una delle più alte della Sardegna dopo i massicci del Gennargentu e del Limbara, mentre a valle viene attraversato dal fiume Tirso. 

I vigneti si trovano a circa 400 metri di altitudine e la composizione del terreno è sabbiosa da disfacimento granitico con piccole quantità di argille e quarzo. I vitigni coltivati sono in primo luogo l’arvisionadu, raro vitigno bianco autoctono, e cannonau. L’azienda è in conversione bio, pratica le fermentazioni spontanee e le prime uscite sono sorprendenti per carattere e precisione stilistica.

Piccola nota a margine: Adriano al mio arrivo mi ha accolto con un suo “esperimento”, un metodo classico di arvisionadu, dosage zero, che ha spazzato in un attimo il mio scetticismo sulle bollicine sarde. Peccato siano soltanto 70 bottiglie.

Faùla 2016                        

Da uve arvisionadu. Affinamento in acciaio per 18 mesi. Colore giallo dorato. Lo spettro aromatico è iridescente e si riconoscono l’albicocca, le erbe aromatiche e la frutta secca. La struttura è salda, austera, ma mobile, scattante e  con un finale profondo e saporito. Un bianco dal fascino antico.

 93/100

22 euro

Faùla 2014                          

Una delle prime uscite di questo vino che evidenzia le capacità di attraversare il tempo del vitigno arvisionadu. Acciaio. Giallo dorato, al naso è complesso con erbe mediterranee in primo piano, ma anche pepe bianco e mela renetta. Al palato è potente, ma fresco, dinamico e di grande integrità. Un vino dal grande cuore mediterraneo.

94/100

22 euro

Balentìa 2016                   

Da uve cannonau. Affinamento in acciaio per 14 mesi. Colore rubino chiaro. I profumi sono delicati di spezie e tabacco biondo. Al palato il terreno granitico regala a questo vino una grande finezza con tannini eleganti e un dinamismo vibrante. La chiusura è succosa e di grande piacevolezza.

91/100

21 euro

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