Oltrenero Brut Nature, voce d’Oltrepò

di Chiara Giovoni 19/02/16
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Oltrenero Brut Nature, voce d’Oltrepò

Una premessa è doverosa. Sono molto colpita da come Francesco Zonin è (perdonate l’inglesismo in questo caso ad hoc) “into the wine”, dal suo essere realmente la voce delle aziende vinicole di famiglia, oltre che l’immagine che campeggia accanto alle bottiglie di Prosecco su pagine di quotidiani e affissioni. Trovo affascinante il suo modo di occuparsi in modo pratico e attento di una promozione autentica delle diverse aziende, con un uso puntuale dei social network che testimonia la sua vita. È un po’ come se, seguendo lui e i diversi profili social ufficiali di Zonin, si potesse “vivere” la sua quotidianità, fatta in primis di spostamenti intercontinentali per le degustazioni in giro per il mondo. Per questo ho trovato molto interessante il momento di confronto organizzato alla Tenuta il Bosco insieme all’enologo dell’azienda Piernicola Olmo. Una degustazione informale atipica per l’Oltrepò Pavese e decisamente interessante, incentrata sull’assaggio dei vini fermi dei principali vigneti di pinot nero e chardonnay della Tenuta Il Bosco, che concorrono a formare l’assemblaggio degli spumanti metodo classico prodotti dall’azienda.

La storia di Zonin tra le colline lombarde dell’Oltrepò Pavese risale al 1987, con l’acquisto della tenuta di Zenevredo, che al tempo contava solo 30 ettari. Nel corso degli anni l’azienda ha acquisito molti dei vigneti confinanti, che spesso venivano coltivati in modo poco attento, per conferire le uve alle più grosse realtà locali, fino a superare i 150 ettari, con molte uve, dal pinot nero al gutturnio alla bonarda e alla malvasia. Tra queste colline splendide dal punto di vista paesaggistico, Zonin sta compiendo il grande sforzo di trovare la quadra per il Metodo Classico, un prodotto che potrebbe fare da ambasciatore anche all’estero – sfruttando l’importante presenza di Zonin nell’export - dato che l’Oltrepòè spesso regno di vitigni locali, che nei consumi raramente varcano i confini della Lombardia (anche a causa dei campanilismi consortili e tra produttori autoreferenziali convinti che il loro orticello sia più potente della capacità di un territorio di fare sistema).

Zonin alla Tenuta il Bosco ha scelto il nome evocativo Oltrenero per la linea di spumanti, in cui accanto al Brut e al Rosé (Cruasé), è arrivato il Brut Nature. Millesimato della vendemmia 2010 a base di ipnot nero, è stato presentato in anteprima a giugno ma con un dégorgement a mio avviso troppo recente per poterne apprezzare le caratteristiche. Ora l’ho trovato molto più compiuto, con un’identità distinta e una qualità nella fattura apprezzabile. Un progetto che è solo all’inizio, ma mira a valorizzare il metodo classico dell’Oltrepò Pavese osando anche sul tempo (48 mesi sui lieviti) e puntando sul pinot nero, per definirne la cifra stilistica. È mia opinione personale che la presenza di un’azienda come Zonin in un territorio ancora privo di un’identità condivisa possa solo far del bene, portando ad una “sprovincializzazione” di un territorio che sarà anche il più grande vigneto di pinot nero dopo la Borgogna e avrà visto i primi esperimenti di metodo classico un secolo fa, ma che ha tanto ancora da imparare in termini di coerenza enologica e capacità di comunicare le proprie bellezze.

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