La tempra dell’Essentiel 2010 Collard-Picard

di Chiara Giovoni 22/06/18
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Collard-Picard: Essentiel 2010

Con Essentiel 2010 Collard-Picard conferma il suo stile intenso ma dotato sempre di grande freschezza, uno champagne di tempra e definizione.

Olivier Collard è l’erede di una dinastia champenois di grande prestigio, nipote di quel René Collard che ha fatto la storia della viticoltura di inizio secolo in Champagne, precursore dell’approccio alla naturalità e al bio con scelte rivoluzionarie per l’epoca, prima di tutto in vigna e poi nella filosofia di produzione.

Una formazione di famiglia con radici nel 1889, quando il suo antenato George Collard divenne uno dei primi Récoltant-Manipulant in Champagne. Per Olivier il vino è parte del DNA e ha voluto celebrare l’eredità di famiglia e la memoria di suo nonno René Collard, il più grande interprete del pinot meunier, dedicandogli implicitamente lo splendido vino Coteaux Champenoise Rouge Terres de Meunier - les Louves, nato proprio con la vendemmia 2017.

Il padre di Olivier, Daniel Collard, era produttore a Villers-sous-Châtillon sulla riva destra della Marna nella Vallée de la Marne con il nome di Collard-Chardelle. Ma quando Olivier ha incontrato sul suo cammino Caroline Picard, erede di una famiglia di vignerons della Côte des Blancs, ha dato vita con lei ad una nuova avventura. Dal 1996 il loro matrimonio nella vita è diventato il progetto enoico Collard-Picard, che si è consolidato vendemmia dopo vendemmia dando vita ad una realtà che oggi vanta 16 ettari di vigna.

La composizione delle parcelle vede un 40% di pinot meunier a Villers-sous-Châtillon con la migliore esposizione al sole, un altro 40% di chardonnay nei Grand Crus di Le-Mesnil-sur-Oger e Oger e un 20% di pinot noir nel premier Cru di Vertus. Il loro approccio alla vigna è il più rispettoso possibile, prediligendo l’inerbimento e l’aratura, e valorizzano l’identità delle singole 47 piccole parcelle in cui è suddivisa la proprietà preservandone l’individualità anche nella vinificazione.

Anche in cantina conservano delle pratiche tradizionali, come la conservazione dei vini in foudres (grandi botti di rovere di Tronçais) e l’uso di tappi di sughero (bouchon de liège) per la rifermentazione in bottiglia, eppure sfruttano la modernità della pressatura con una moderna Coquard per selezionare il coeur della cuvée e si avvalgono di precisi sistemi di climatizzazione per i loro ambienti a temperatura controllata, non avendo cantine sotterranee dove stoccare le bottiglie per la maturazione sui lieviti.

Lo stile della produzione Collard-Picard è fine e preciso: si ricerca eleganza e freschezza, e in vinificazione si preferisce evitare la fermentazione malolattica, ma alla fine a governare lo stile è sempre la piacevolezza nella degustazione. Chi accusa Olivier Collard di eccessi di dosaggio forse non assaggia da tempo i suoi champagne: è evidente infatti che con un dosaggio nella cuvée non millesimata di 9 gr/l ma con un’acidità dovuta al non svolgimento della malolattica e pH 3, ciò che Olivier cerca è sempre l’equilibrio.

Lo stile Collard-Picard è intenso ma dotato sempre di grande freschezza, con una profondità di frutto e una cremosità dalla personalità decisa e riconoscibile.

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