La Grande Dame 2006, gioiello della Maison Veuve Clicquot

di Chiara Giovoni 08/04/16
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La Grande Dame 2006, gioiello della Maison Veuve Clicquot

Che non si finisce mai li lasciarsi stupire da un grande vino ormai è una certezza. Che la cuvée de prestige La Grande Dame di Veuve Clicquot sia un grandissimo champagne è un fatto che per molti ancora appare sorprendente. Eppure lo champagne “La Grande Dame”è senza ombra di dubbio prima di tutto un grande vino, un elemento che per alcuni è in apparente dissonanza con la percezione del brand Veuve Clicquot più legata al marketing di brand e al consumo di massa. In realtà lo “statuto” che regola La Grande Dame è un po’ particolare e dopo aver trascorso quasi 2 giorni con lo Chef de Caves della Maison Veuve Clicquot Dominique Demarville, mi sono resa conto di quanto sia difficile riuscire a comunicarne il valore intrinseco di eccellenza quando la percezione del brand sia così poco focalizzata sulle reali qualità produttive, cosa che invece non accade per altri champagne di ingresso alla gamma di altre Maison.  
La storia di Veuve Clicqut è talmente fuori dai cliché sin dalle sue origini, che vale la pena farne memoria. Nel 1772 quando François Clicquot - originario di una famiglia di banchieri e mercanti di tessuti - decise di non seguire la professione del padre per avviare un négoce de vin ed esportare i vini effervescenti della Champagne la giovane Barbe Nicole Ponsardin, diventando sua moglie, non aveva assolutamente idea di quello che sarebbe stato il suo destino. Rimasta vedova di François nel 1805, invece di chiudere l’attività del marito, assunse direttamente il coordinamento dei commerciali e la produzione, nonostante gli anni di crisi dovuti alla rivoluzione francese e al periodo Napoleonico. In 200 anni di storia, l’idea di uno champagne di “una sola qualità, la migliore” fondato sul pinot noir (in particolare quello di Bouzy) è stata tramandata attraverso soli 10 Chef de Cave. Nel lontano 1816, dopo aver conquistato i mercati della Scandinavia, dell’Inghilterra, del Centro Europa e della Russia, a Veuve Clicquot Ponsardin fu tributato il nome di Grande Dame de la Champagne, un riconoscimento che nel 1972 - anno del bicentenario della Maison - ha ispirato l’omonima Cuvée de Prestige (con la prima annata 1962).
Lo champagne La Grande Dame è prodotto solo da alcuni vigneti di proprietà, alcuni dei quali erano stati acquistati proprio da Madame Clicquot, nei villaggi Grand Cru di Avize, Le Mesnil, Oger, Ambonnay, Ay, Bouzy e Verzy. Con il tempo questo champagne non si è più limitato ad essere un omaggio alla figura di Veuve Clicquot, ma è diventato una prova di audacia, una dimostrazione di grande savoir-faire, la tangibile attestazione della grandezza di un prodotto che segue un percorso assolutamente unico e proprio all’interno della produzione della Maison Veuve Clicquot.
Sono state create solo 18 cuvée in quasi 50 anni, perché La Grande Dame sublima lo stile della Maison in un “vino” capace di invecchiare e rivelarsi in tutta la sua complessità nel tempo, e che quindi nasce in vendemmie particolari, destinate ad una lunga evoluzione. Per questo il suo stile è legato sì alla raffinata eleganza, ma anche alla forza di una struttura che presenta tratti vinosi ben definiti, e una materia complessa e ricca che nel tempo evolve fino a regalare anche dopo decenni, nuove emozioni.
L’annata 2006 è stata caratterizzata da un inverno freddo e lungo con una primavera posticipata che ha visto l’apertura delle gemme a fine giugno grazie ad un clima molto caldo. A luglio e agosto è tornato il freddo ma il bel tempo di settembre ha favorito una vendemmia classica che ha visto i pinot noir raccolti tra il 14 e il 29 settembre, e uve chardonnay molto generose.

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