Castello di Neive, bollicine inaspettate

di Francesco Annibali 26/08/16
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Castello di Neive, bollicine inaspettate

Gli spumanti di Langa (Alta e non) sono una sorta di terzo incomodo nel mondo delle bollicine italiane? Crediamo proprio di no. Ingiustamente snobbati – più che sottovalutati – da tanti appassionati, le bollicine che provengono da questa zona vinicola benedetta da Dioniso stanno dimostrando in realtà di possedere un carattere proprio.

Tra l’opulenza dei Franciacorta e la punta di freschezza quasi aromatica da frutta gialla dei Trento (l’esperienza ci dice che la mantengono anche dopo lungo affinamento in bottiglia post sboccatura), gli spumanti di Langa sembrano presentare un gusto più classico. O forse più autunnale: ad ogni modo le note di fiori secchi e frutta secca un po’ più accentuate, quando non coperte da dosi di legno a volte eccessive (ma non è di certo il caso del vino di oggi).

Qui al Castello di Neive, incantevole azienda guidata da Italo Stupino, famosa per la produzione di meravigliosi Barbaresco che migliorano in bottiglia anche dopo svariati decenni, è il pinot nero proveniente dal vigneto Gallina (presumibilmente dalla parte più alta) a farla da protagonista con le bollicine.

Il vino è etichettato come doc ‘Piemonte’ perché la denominazione ‘Alta Langa’ non arriva fino al cuore della zona di produzione del Barbaresco. Ma il carattere sembra proprio quello al quale accennavamo.

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