Bruno Paillard Blanc de Blanc in versione 2006

di Chiara Giovoni 14/10/16
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Bruno Paillard Blanc de Blanc in versione 2006

Ogni champagne millesimato è figlio della sua annata, e questo avviene sia nel caso di vendemmie straordinariamente buone, che nel caso di annate più complesse, come è stata la 2006. Eppure ogni vendemmia ha il suo carattere, le sue sfumature e i suoi tratti distintivi, che la rendono in qualche modo eccezionale. Certo si dice che in Champagne ci siano “annate più da pinot nero” e annate maggiormente favorevoli per lo chardonnay, e questo accade in quando le stagioni si susseguono con vicende climatiche alterne, che nei diversi terroir procurano differenti livelli di maturità o di concentrazione, o ancora di freschezza. A fronte di queste valutazioni, è la singola Maison a decidere se un certo vintage ha dato la possibilità alle proprie uve di esprimersi in maniera adeguata alle aspettative, rendendole degne di dar vita alla produzione di uno champagne millesimato, che non potendo beneficiare dell’apporto di vins de reserve deve basarsi sulle forze delle sole uve di una determinata annata.

Alla Maison Paillard la vendemmia 2006 ha suggerito all’energico Monsieur Bruno una strada audace, quella di rilasciare un Blanc de Blancs Millesimé, prodotto con le uve migliori dei vigneti della Maison nella Côte des Blancs. La 2006 infatti è stata un’annata avventurosa, iniziata con un inverno rigido con temperature fino a -17°C sulla Montagne de Reims, cui è seguita una primavera fresca ma senza gelate. Solo a inizio giugno è arrivato il bel tempo vero, e la fioritura è iniziata a metà mese, ma poi luglio si è trasformato in un arduo banco di prova dal caldo particolarmente afoso, a cui è seguito un agosto che accanto alla diminuzione delle temperature ha portato una pericolosa pioggia, tanto che la vendemmia ha dovuto attendere la seconda metà di settembre, dopo il ritorno del sole e del tempo mite. 

Questo andamento climatico è stato un’inedita fonte di ispirazione per uno champagne dal carattere insolito rispetto all’austero stile della Maison Paillard, tanto che l’interpretazione del millesimo è stata dedicata al tema Volupté, raffigurato in etichetta dall’opera dell’artista svedese Jockum Nordström. Le uve dei vigneti di Le-Mesnil, Oger (per il 60% - due Grand Cru dove la Maison ha circa 8 ettari), Cramant, Avize, Chouilly e Vertus, hanno contribuito con le loro sfumature a rendere speciale questo Blanc de Blancs 2006, ma sono stati anche ali 8 anni di maturazione sui lieviti che gli hanno permesso di completare la sua personalità. Tratti aromatici generosi e una pienezza inusuale per lo stile Paillard, sono le coordinate di questo assaggio capace di sorprendere per la sua accessibilità gourmand, decisamente voluttuosa. La scelta di presentare questo champagne in abbinamento ai piatti dello chef Matteo Baronetto al ristorante “Del Cambio” di Torino ha reso ancor più intrigante l’esperienza di degustazione.

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