Benoit Munier: rarità Blanc de Blancs senza solfiti

di Chiara Giovoni 01/04/16
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Benoit Munier: rarità Blanc de Blancs senza solfiti

Provate a pensare ad una piccolissima produzione: e adesso pensate alla metà di essa. Questa è la produzione di champagne di Benoit Munier vigneron di Cuis, villaggio Grand Cru nel cuore della Côte des Blancs (importato in Italia da Heres). Il suo è uno splendido progetto di viticultura sostenibile che è figlio di un modo empatico di sentire la vigna che sembra quasi intimista rispetto al concetto più ampio e classico di tradizione.

La più tipica vicenda champenoise è pienamente rispettata nella storia della sua famiglia, che aveva il suo primo vigneto molto lontano da dove oggi Benoit Munier coltiva le sue uve. Il bisnonno materno di Benoit, Constant Gendron aveva acquistato una vigna di poco più di un ettaro nel 1930 sul territorio di Bouzy, a sud della Montagne de Reims. Dopo la seconda guerra mondiale però, il nonno materno André Gendron fu costretto ad abbandonare Bouzy, un villaggio troppo vicino al confine della regione, situato esattamente sul canale creato dai tedeschi per raggiungere Reims. Preoccupato per le sorti della sua famiglia si trasferì a Cramant nella Côte des Blancs, vendendo la proprietà di Bouzy.


Nel corso dei decenni, grazie ai risparmi di una vita, la famiglia Munier è arrivata a possedere 30 micro parcelle di vigna per un totale di 1,60 ettari. Solo chardonnay unicamente Grand Cru in villaggi della Côte des Blancs, ovvero Avize, Cramant, Chouilly, Oger. Oggi Benoit Munier è un Cooperateur Manipulant, perché avendo una produzione così piccola si appoggia per la vinificazione in inox a temperatura controllata alla piccola associazione familiare cooperativa dei “Viticulteurs d'Avize”. L’identità delle sue uve è però salvaguardata dalla produzione complessiva dei suoi vigneti, perchéè in grado di pressare un’intera “marc de champagne” da 4000Kg per volta con uva interamente di proprietà. In questo modo Benoit ha la possibilità di seguire direttamente l’elaborazione di tutti i suoi champagne.

Le bottiglie in fase di rifermentazione invece maturano nella cantina di Cuis dove Benoit porta a termine manualmente l’habbillage, scegliendo il momento secondo lui più giusto per il dégorgement. Nella sua gamma, che vede un Brut Blanc de Blancs e un Millesimato, c’è anche uno champagne rarissimo, con una tiratura di meno di 1000 bottiglie. Si tratta di Belemnite, una cuvée nata con l’idea di rappresentare il terroir della Côte des Blancs in tutta la sua più assoluta purezza, e per questo non solo senza dosaggio ma anche senza solfiti. Uno champagne, quello di Benoit Munier, che probabilmente non entrerà nel mito tra i più blasonati, ma che ha una bella storia da raccontare, fatta di valori e tradizioni ma soprattutto di tanta forza di volontà, con l’idea di far crescere l’eredità degli avi, puntando ad una costante ricerca della qualità in ogni piccolo gesto, e salvaguardando la vigna per il futuro dei propri figli.

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