Mitico Riesling (1): una premessa

di Vinogodi 20/04/16
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Mitico Riesling (1): una premessa

Per alcuni super appassionati, temprati da decenni di assaggi e degustazioni, il più grande vitigno bianco del pianeta è il riesling. Senz’altro se la gioca con lo chardonnay di Borgogna per capacità emozionale, superandolo decisamente come cifra stilistica e riconoscibilità e, senz’altro, per longevità.

Le caratteristiche che lo rendono quasi “eterno” come evoluzione sono facilmente tracciabili: acidità, acidità, acidità. È, senz’altro, fra i vini più ricchi da questo punto di vista, tanto da rendere necessaria la presenza di una quota di zuccheri residui per non renderlo troppo tagliente o, addirittura, ustionante in certi casi. Quello che può sembrare un limite sensoriale, è in realtà un capolavoro di equilibri e tecnica produttiva, tanto da rendere i vini derivanti da questo vitigno di una complessità, intensità di profumi e leggiadria unici nel panorama vitivinicolo.

Sgombriamo il campo dal concetto di “facilità” produttiva: è vino che richiede temperature fresche ed escursioni termiche quasi estreme. Le sue patrie d’elezione, infatti, sono la Germania e l’Alsazia, con pochissime eccezioni. In queste aree assume caratteristiche catartiche, soavi e irripetibili. Salvo rarissime eccezioni, i vini dolci più buoni del mondo sono qui, proprio per quegli insuperabili equilibri fra acidità e zuccheri che ne determinano caratteristiche da bomba organolettica.

Piccola premessa sulla classificazione tedesca,semplificandola al massimo, che ne determina un po’ la traccia seguendo il crescendo zuccherino prima dei mosti e poi dei vini: la classificazione più importante, qualitativamente, èQualitätswein mit Prädikat (QmP)  e comprende i vini per i quali non è ammesso lo zuccheraggio, devono avere un tasso alcolico minimo (indicato con peso del mosto pari a 67° Oechsle), ma tante sono le eccezioni, perché la mano del produttore e l’interpretazione dell’annata diventano fondamentali. Nel dettaglio, essa si può suddividere in:

-         Trocken : teoricamente secchi, ma in realtà questa categoria ogni produttore la interpreta a seconda dell’annata. Caratterizzata da grado zuccherino dei mosti minimo 73° (gradi Oechsle ; con residui zuccherini sul vino finito mediamente da 4 a 9 grammi/litro)

-         Kabinett : in italiano potremmo tradurli in “vino da dispensa” e si ottengono da uve molto mature e ricche di residuo zuccherino. Di solito hanno più di 9 gr/litro di zuccheri residui sul vino finito (67° Oehcsle sui mosti)

-         Spätlese : letteralmente “vendemmie tardive”, con inizio di attacco delle muffe nobili e assimilabili alle Vendemmie Tardive in Alsazia, con grado zuccherino dei mosti minimo 85° Oechsle (con massimo 80 gr/litro di zuccheri finali)

-         Auslese : vini con gradazione zuccherina crescente, la potremmo tradurre con “Vendemmia selezionata”, anche in questo caso assimilabili a Vendemmie Tardive alsaziane, con grado zuccherino dei mosti minimo 90° Oechsle e fino a 100 gr/litro sul vino finale.

-         Beerenauslese : da “acini selezionati”, vini decisamente più concentrati e dolci, prodotti solo in particolari annate con residui zuccherini decisamente importanti (200 gr/litro di zuccheri finali)

-         Trockenebeerenauslese : tradotto “da acini appassiti selezionati”, i vini più concentrati e dolci, prodotti in poche annate eccezionali, con residui finali superiori ai 270 gr/litro di zuccheri.

-         Eiswein : vini ammostati quando ormai l’acino è attaccato dal gelo con concentrazione dei succhi. Anche in questo caso rari e preziosi, ottenuti in poche annate favorevoli.

Ci siamo cimentati in una serie di sessioni impressionanti, fra appassionati all’ultimo stadio di questo vitigno epico, con musica di sottofondo celtica e medievale. Spero mi sarà concesso un apprezzamento incondizionato perlomeno per lo sforzo titanico di memoria dei nomi dei cru, assolutamente ostici per noi latini…

PS: prima di iniziare la carrellata di vini (che pubblicheremo in diverse puntate, la prima domani e poi una a settimana), vorrei ringraziare Francesco Agostini, conosciuto sul web come “Ciclista”, fra i più grandi esperti mondiali di Riesling, senza il quale queste sessioni di assaggio non si sarebbero potute effettuare. Grazie alla sua conoscenza personale di innumerevoli, grandi artigiani del Riesling, soprattutto tedeschi (grazie alla lingua tedesca che fa parte della sua cultura personale di manager praticante all’estero), tanti di questi artigiani me li ha fatto conoscere personalmente o mediante i loro vini che, per buona parte di queste bicchierate, mi ha procurato direttamente dalle cantine.





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