Il figliol Prodigo: Alessandro Speri

di Vinogodi 23/04/21
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El hijo Prodigo winery inverno

Conquistato dai Malbec argentini, Alessandro Speri decide di trasferirsi a Mendoza e avviare una sua produzione vinicola. Con ottimi risultati.

…fu così che il rampollo di una delle più nobili casate enologiche venete, decise di intraprendere una strada autonoma lontano dalle patrie vestigia. Affascinato e innamorato del nobile vitigno di origine francese, il malbec, che ha avuto sviluppo inaspettato ed ecosistema ideale per esprimersi al meglio in terra argentina, ha voluto cimentarsi oltreoceano per trovare identità propria e per la realizzazione di un sogno, lasciando l’azienda famigliare e trasferendosi in quella landa lontana, da qui il nome della cantina “Prodigo”.

Alessandro, 53 anni, appartiene alla quinta generazione di una nota famiglia di produttori di Amarone. Studia lingue a Verona (5 lingue straniere) e prende il diploma di laurea in Giurisprudenza all’Università degli studi di Milano, ma mantiene sempre forte il legame con le proprie origini in Valpolicella, dove ha maturato la convinzione che un vino si impone per personalità e che il segreto è sempre una felice combinazione di tecnologia che si adatta al territorio e non viceversa. Alla fine degli anni Novanta entra in contatto con Claudio Palchetti, agronomo toscano, con la passione per il Sudamerica. Claudio lo introduce al mondo dei Malbec argentini, ai tempi non ancora cosi popolari e conosciuti, ma dall’indiscusso potenziale. Incontro decisivo fu quello con l’enologo Attiglio Pagli che lo coadiuvò per anni nella sua avventura. Per la famiglia di Alessandro, abbandonare la Valpolicella per cimentarsi con un vitigno d’Oltralpe era visto come eresia.

L’impatto della prima visita a Mendoza fatta nell’agosto del 2002 è sconvolgente e straordinario. Vigneti a piede franco a 1000 metri sul livello del mare, basse precipitazioni piovose, sole terso e a far da sfondo la cordigliera andina con le sue vette più alte, che sfiorano a Mendoza i 7.000 metri. Alessandro decide di andarvi a vivere nell’ottobre dello stesso anno e questa decisione genera contrasto in famiglia. Il padre Benedetto è contrario e si aspetta che Alessandro si inserisca invece nell’azienda di famiglia, come il fratello Marco. Inoltre, nutre seri dubbi sulla qualità del risultato tecnico (che verranno fugati nell’assaggio della seconda vendemmia) e dal fatto che l’Argentina è un territorio notoriamente instabile, tanto dal punto di vista imprenditoriale come politico (prima del default del dicembre 2001 Buenos Aires era la città più cara al mondo insieme a Tokio, nel gennaio 2002 tutto quello che valeva 4, di colpo valeva 1: perdita di valore del 75%). Ma alla fine il proposito si realizza e Alessandro i primi di ottobre è già in volo per Buenos Aires.

Come detto, a Mendoza è possibile imbattersi in straordinari vigneti ultracentenari a piede franco coltivati tra i 1.000 e i 1.700 metri di altezza, trecento giorni di sole all’anno, trattamenti fitosanitari minimi (coltivazioni “incontaminate”) senza i venti umidi del Pacifico respinti dalla insormontabile barriera costituita delle Ande. Alessandro comincia a studiare le zone per capire quale tra i differenti terroir (Mendoza è una provincia con una estensione pari al centro-nord Italia) sia il migliore per il vino che ha in mente di realizzare. Cerca soprattutto il tratto di equilibrio migliore tra acidità e maturazione tannica delle uve e una sapidità che solo a tratti si incontra nei Malbec assaggiati in Italia. In altre parole ricercare uve con una spiccata tipicità e un perfetto equilibrio tra maturazione e freschezza: impresa non certo così facile. Sulle acidità alla fine, Alessandro, focalizza la propria attenzione e sceglie La Consulta – un paesino a 120 Km sud-ovest dalla città di Mendoza. Un terroir oggi universalmente riconosciuto per la qualità delle proprie uve, che formano per la quasi totalità il “sistema nervoso” e la “colonna vertebrale” dei top Malbec che qui si producono.

Rimeditando a come si è sviluppata la sua storia, le molte discussioni con il padre (soprattutto), Alessandro prende la decisione di chiamare i vini “El Hijo Prodigo”, il figliol prodigo. Oggi la cantina produce quasi 50.000 bottiglie, ma la produzione, pur avendo vigneti rossi di tempranillo e bianchi di torrontes, è incentrata sul malbec, con vigneti per lo più vecchissimi, in alcuni casi sfiorano i 100 anni. 

Di seguito una piccola verticale di Malbec, che mostra come questo vitigno abbia potenziale eccezionale di invecchiamento e caratteristiche quasi uniche.

Malbec Prodigo Réserva 2003

96/100 - € 75

Rubino fitto, concentrato, con ancora riflessi violacei. Impressiona l’integrità sia cromatica che di frutto, a quasi 18 anni dalla vendemmia, dimostrando come il Malbec possa essere vino di incredibile capacità d’invecchiamento. I profumi sono ampi di confettura di marasche, di frutti di bosco (mirtilli e more), ciliegie sotto spirito, con cenni terziari di cuoio e tabacco. La bocca vigorosa, potente, mai doma. Impressionante.

Malbec Prodigo Réserva 2005 

96/100 – € 65

Di struttura più sobria dell’annata precedente e con sfumature “più chiare” al colore, ma ancora rosso vivo, denso e concentrato. I profumi sono intensi di composta di ciliegia, more, prugna rossa, liquirizia e pepe. La bocca è voluttuosamente ampia, poderosa, di grande articolazione lunghezza superba. 


 

Malbec Prodigo Réserva 2007 

95/100 - € 60

Impressiona per saturazione di colore denso e concentrato, con riflessi viola quasi fosse inchiostro. Nonostante le premesse, si dimostra di eleganza sorprendente, mutando da caratteristiche fruttate spinte da subito (more e cassis) per poi, con l’ossigenazione, virare su note di liquirizia, lavanda, durone sotto spirito e boero. La parabola gustativa è ampia e di lunghissima persistenza, con tannini fitti ma mai sgarbati, corpo deciso e potente.

Malbec Gran Cosecha 2008 

95/100 - € 50

Da rifermentazione sullo svinato dell’annata 2009. Impressionante e completamente un pianeta a parte rispetto al bevuto in precedenza. Rosso scuro e concentrato con riflessi granati, straordinario cromatismo che mostra gioventù e prospettiva. Il naso è ricco ed avvolgente da Griottine del Perigord al Kirsh, la confettura di ciliegie si erge su note speziate, cannella e pepe bianco. La bocca calda come te l’aspetti (quasi 16 gradi d’alcool, mi ricorda un grande Amarone… secchissimo), amplissima e saturante. Per certi versi, vino stordente e originalissimo.

Malbec Prodigo Réserva 2010 

94/100 - € 50

Rosso intenso con riflessi viola decisi, mostrante gioventù quasi imbarazzante. È denso di sensazioni olfattive, pur mostrando inizialmente una vinosità gradevolissima. Originale la nota di sambuco e la balsamicità decisa, che fa da contorno a un frutto esplosivo e al sottobosco. Bocca decisamente dinamica, potente ma allegra per tessitura tannica fittissima e finissima, sontuoso calore che pervade la bocca.

Malbec Sélecion 2017 

91/100 – € 20 

Relativamente meno concentrato dei fratelloni Réserva, ha colore rosso vivissimo con note violacee. I profumi sono accattivanti di frutti rossi di bosco, viola appassita, chiodi di garofano. Completa il quadro una bella tavolozza di erbe officinali gradevolissime. La bocca è fresca e corroborante, non manca di corpo ma è vivace, con tannini morbidi ed arrotondati. Rapporto q/p entusiasmante.

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