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A tutta birra | Pubblicato in DoctorWine N°229

Oktoberfest 2017

di Alessandro Brizi 06-10-2017

Oktoberfest 2017

Lo scorso 3 ottobre si è chiusa l’edizione 2017 dell’Oktoberfest (Wies'n in bavarese) di Monaco di Baviera; a torto o a ragione, la più famosa, grande e popolata manifestazione della birra al mondo.

Inaugurato il 16 settembre, l’evento segnerà quest’anno un’affluenza probabilmente superiore a 7 milioni di visitatori: un vero record se si pensa al timore di atti terroristici che hanno fatto alzare, non poco, l’asticella dei dispositivi di sicurezza.

Prima di raccontare le birre dei padiglioni, in realtà le solite Märzen dei sei (Augustiner, Hacker-Pschorr, Hofbräuhaus, Löwenbräu, Paulaner e Spaten) birrifici di Monaco che da due secoli a questa parte inondano letteralmente la festa, è bene ricordare che la kermesse è stata inventata da un italiano: il banchiere e imprenditore trentino Andrea Michele Dall’Armi. Nel 1810, infatti, durante i festeggiamenti del matrimonio tra il principe ereditario Ludwig e la principessa Therese, precisamente il 17 ottobre in occasione della corsa dei cavalli, nell’allora tribuna naturale del “monte” Sendling, una collinetta a sudovest della città, il nostro Dall’Armi offrì, a sue spese, cibo, birra e vino ai 40mila presenti.

Da quell’anno in poi, quasi ininterrottamente (l’Oktoberfest è stato annullato solo 24 volte), la manifestazione, che si svolge oggi nella zona di Theresienwiese, non lontano dall’originaria collina, ha rappresentato il più grande momento di aggregazione per il popolo tedesco e non solo, nonché la festa popolare più imponente del mondo. Cogliere lo spirito intimo di questa ricorrenza non è facile per chi non è bavarese o tedesco: la cultura brassicola è davvero ai minimi termini, se non inesistente, tuttavia, si respira al contempo spensieratezza e tradizione, molto folklore ovviamente e, nonostante la nutrita presenza straniera (italiani in primis), anche una gioiosa e festante parvenza di Heimat ("aria di casa" n.d.r.)

La birra spillata, servita in solari e traboccanti boccali da litro (i famosi Mass), non è una Lager ma una Märzen, ossia una bassa fermentazione più decisa, colorata e talvolta lievemente più alcolica rispetto a una comune Lager. Solo sei, come già accennato, le case produttrici, tutte di Monaco, tra cui Augustiner, il più antico birrificio della città, datato 1328, che insieme a Löwenbräu, fondata nel 1383, sono da annoverare tra i più antichi birrifici di Germania. Da non dimenticare poi Spaten (vanga in italiano), nata nel 1872 proprio in occasione dell’Oktoberfest, così come Hacker-Pschorr, per secoli il più grande birrificio di Monaco, risalente al 1417 ma riunificato, dopo tante vicissitudini, solo nel 1970, e ancora Hofbräuhaus, comunemente conosciuto come HB e fondato nel 1589 niente meno che da Guglielmo V di Wittelsbach, duca di Baviera.

La Oktoberfest Bier da noi scelta è quella di Paulaner, il birrificio più giovane tra i magnifici sei della manifestazione (fu fondato nel 1634) ma forse il più suggestivo di tutti, soprattutto per l’origine della ricetta della loro Märzen, legata, così come le altre birre di questa vera e propria maison del mondo brassicolo, all’ingegno e alla perizia del mitico frate Barnaba, al secolo Valentin Still, eclettico mastro birrario di Paulaner tra la prima e la seconda metà del Settecento.

Oktoberfest Märzen 2017

Paulaner
Punteggio - Regione Baviera
Categoria Bionda Nazione Germania

Biondo dorato il colore, delimitato e coperto da una schiuma bianca, compatta, pannosa e persistente. L’olfatto è diretto, immediato, fragrante nelle sensazioni di erbe di campo, cereali, fiori bianchi e limone, che anticipano un assaggi...

di Alessandro Brizi 06-10-2017