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A tutta birra | Pubblicato in DoctorWine N°177

Les Bières des Salasses

di Alessandro Brizi 30-09-2016

Se aveste chiesto, in una sera d’inizio autunno della prima metà del Settecento, a Jean-Baptiste de Tillier, politico, storico e nobiluomo della Valle d’Aosta, l’origine dei suoi compatrioti, vi avrebbe subito risposto: “ma da Eracle, ovvio, come ho dimostrato e scritto nel mio Historique de la Vallée d’Aoste”. In realtà da Eracle, o Ercole se più vi piace, de Tillier fa discendere la popolazione celtica dei Salassi, i quali, a loro volta, sarebbero i padri dei valdostani di tutti i tempi. Artigiani e guerrieri, i Salassi crearono non pochi problemi alle legioni di Roma che si spostavano verso nord, così come testimoniato dalla pesante batosta presa nel 143 a.C. dal console Appio Claudio Pulcro, le cui truppe furono messe in fuga senza neanche penetrare nella Valle. Figli della tradizione celtica più pura, quella della cultura di La Tène (IV secolo), i Salassi colonizzarono tutta la regione, discendendo lungo i versanti della Dora Baltea e fondando Cordelia, l’odierna Aosta.

Uno dei simboli maggiormente presenti, sulle armature così come, presumibilmente, sulla pelle dei guerrieri e dei sacerdoti di queste genti era il triskell, immagine celtica per eccellenza, dove da un punto partono tre spirali che, a loro volta, si riavvolgono su altri tre punti. Tre gambe, tre braccia, tre volute, tre raggi in simmetrica rotazione che esprimono, semplicemente, il tutto: forza, amore, saggezza e ancora terra, acqua e aria nel presente, nel passato, nel futuro e dall’alba al tramonto, passando per il mezzodì. San Patrizio usò il triskell per spiegare la trinità cristiana ai pagani irlandesi, mente per i druidi rappresentava il dono più grande, sotto forma di pendaglio d’argento, che si potesse fare a chi si ama: un’eterna promessa di luce, capace di rigenerarsi oltre il tempo, oltre lo spazio e oltre la vita.

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Questo doveva significare il triskell per i Salassi e forse anche di più. Fu così che quando la famiglia Miozzi volle produrre una birra artigianale valdostana intrisa di storia, territorio e orgoglio, pose sulle etichette di ciascuna bottiglia un triskell, a eterno riconoscimento di questo retaggio. Presero in questo modo vita Les Bières des Salasses frutto del lavoro di Laurent, Didier e Rhémy, figli dei proprietari di un birrificio che risale alla fine degli anni Cinquanta, che, nell’inverno del 2013, lanciarono tre tipologie di birra senza compromessi, come recita lo slogan sul sito internet del birrificio. Una bionda, una blanche e una rossa eroiche, termine che spesso accomuna molti prodotti qui in Valle, caratterizzate dall’aggiunta di ingredienti assolutamente locali quali il miele millefiori di Etroubles per la bionda, le mele renette per la blanche e le bacche di rosa canina, localmente chiamate grattacul, per la rossa. La tecnica di lavorazione prevede l’alta fermentazione e l’espressione organolettica è sempre schietta, rotonda, mai austera tuttavia, sebbene energica nel mostrare un profilo aromatico senza compromessi e una bocca, invero, più aderente agli stili a cui le birre si ispirano. Non pastorizzate e non filtrate, le birre dei Salassi vengono commercializzate sotto il brand dell’azienda Chez Drink, erede dal 1989 della storica Fratelli Miozzi. Delle tre abbiamo scelto di raccontarvi La Rouge (la rossa), una sintesi perfetta di quell’anima gentile e forte propria della tradizione celtica; una birra che, se fosse una donna, meriterebbe di portare al collo, con fierezza ed eleganza, quel triskell raffigurato in etichetta, segno, da migliaia di anni, di coraggio, consapevolezza ed equilibrio.

La Rouge

Les Bières des Salasses
Punteggio - Regione Valle d'Aosta
Categoria Rossa Nazione Italia

Ambra scuro nel calice, con decisi riflessi fulvi e schiuma compatta color crema. Aromi decisi e netti di malto, bacche di bosco, fiori di sambuco, agrumi e sottili tosature anticipano una bocca cremosa nella carbonazione, densa, fruttata, ...

di Alessandro Brizi 30-09-2016