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Firmato DW | Pubblicato in DoctorWine N°222

Il prezzo del vino sfuso

di Daniele Cernilli 07-08-2017

Il prezzo del vino bis doctorwine

Secondo i dati forniti da Ismea sui prezzi dello sfuso, il Brunello di Montalcino si conferma il vino più quotato mentre alcune denominazioni storiche calano a cifre che devono far riflettere.

Continuando la serie di considerazioni che avevo iniziato qualche settimana fa sul prezzo del vino italiano, mi sono imbattuto nelle anticipazioni sui prezzi dello sfuso fornite di recente dall’Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) che recitano quanto segue (le valutazioni sono a calare, partendo dalle quotazioni più alte).

Tra i rossi:

  • Il Brunello di Montalcino si assesta attorno ai 1000 euro al quintale.
  • L’Amarone annata 2013 si assesta tra i 850 e 950 euro al quintale, mentre l’annata 2014 è leggermente più basso, tra gli 800 e i 900 euro al quintale.
  • Il Barolo spunta 820 euro al quintale.
  • Il Barbaresco incrementa del 7,3% arrivando a 515 euro al quintale.
  • Il Bolgheri arriva ai 500 euro al quintale. (+11% riferito agli anni precedenti).
  • Il Vino Nobile di Montepulciano (annata 2014) oscilla tra i 280 e i 350 euro al quintale.
  • Il Ruchè è arrivato tra i 260 ed i 300 euro al quintale.
  • Il Nebbiolo d’Alba e il Valpolicella rimangono stabili sui 285 euro al quintale.
  • Il Nizza arriva attorno ai 250 euro a quintale.
  • Il Chianti Classico attorno ai 230 euro al quintale.
  • Il Barbera d’Asti Superiore va tra i 150 ed i 250 euro al quintale.
  • L’Etna ha acquisito ancor più valore arrivando a 150 euro al quintale (+11,1% sul 2016).
  • I Dolcetto, sia di Alba che di Diano, rimangono stabili a 150 euro al quintale.
  • Il Barbera d’Asti tra i 100 ed i 150 euro al quintale.
  • Il Rosso Conero si assesta a 112,5 euro al quintale.
  • Il Piemonte Barbera oscilla tra i 70 ed i 110 euro al quintale.
  • Il Chianti, che arriva a 97,50 euro al quintale.
  • Il Lambrusco di Sorbara è a 75 euro al quintale (-7,4%).
  • Il Montepulciano d’Abruzzo arriva a 73,75 euro al quintale (-4,1%).

Tra i bianchi:

  • Il Gavi ha avuto una crescita del 10% sul 2016, arrivando a 275 euro al quintale.
  • Il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene arriva a 270 euro a quintale, rimanendo invariato.
  • Il Pinot nero del Trentino è quotato a 235 euro al quintale.
  • Il Prosecco Doc perde il 16,7% del valore assestandosi a 187,50 euro al quintale.
  • Il Roero Arneis conferma le stesse quotazioni dell’anno precedente rimanendo a 170 euro al quintale.
  • Il Soave Classico cala e arriva a 92,5 euro al quintale, come il Soave che cala invece a 68,5 euro al quintale.
  • Il Matelica invece arriva a 90 euro al quintale.
  • Il Verdicchio di Jesi arriva a 85 euro al quintale.
  • Il Marino guadagna posizioni arrivando ad un +12% con un prezzo di 70 euro al quintale.
  • In ultimo i Colli Albani e Frascati perdono rispettivamente il 12,6% e l’11,8% assestandosi a 45 euro al quintale il primo e a 75 euro al quintale il secondo.

Se avete la pazienza di dividere il dato per 100 avrete, più o meno, il prezzo per litro, se togliete da quello il 25%, quello del contenuto di una bottiglia da 750 cc. Solo il contenuto, ovviamente, poi ci sono costi di confezionamento, di distribuzione e l’utile per chi poi commercializzerà il tutto. So bene che fra gli appassionati questi dati possono risultare strani, ma è bene conoscere come vanno concretamente le cose sul mercato dei vini sfusi, per farsi un’idea, anche dei rapporti di forza commerciale che alcune denominazioni possiedono e altre assai meno.

Sapere che il Verdicchio costa, sfuso, meno di un euro per litro non mi sembra una buona notizia per i produttori. Lo stesso dicasi per il Montepulciano d’Abruzzo e per il Soave, che sono denominazioni importanti, direi fondamentali, per la vitienologia nazionale.

Un litro di Prosecco vale tre volte uno di Soave Classico, è qualcosa che fa pensare, vero?

di Daniele Cernilli 07-08-2017