|Firmato DW

Firmato DW | Pubblicato in DoctorWine N°234

Cucina e cocaina

di Daniele Cernilli 06-11-2017

Cucina e cocaina

Dall’Inghilterra arriva l’autodenuncia di alcuni grandi chef che in alcune cucine di ristoranti stellati giri la cocaina. Qual è la situazione in Italia?

Il fatto che cucinando si possa bere un bicchiere in più e che ci sia la fama di simpatici avvinazzati per molti cuochi e cuoche fa parte della letteratura legata al settore da molto tempo. Ma che in alcune cucine di grandi ristoranti stellati giri in pianta stabile e in quantità la cocaina lo ha di recente raccontato Gordon Ramsey, chef stellare e stellato di fama internazionale, nel corso di un’intervista a Radio Times, rilanciata da The Guardian e ripresa sul Fatto Quotidiano da Luisiana Gaita. Più o meno le stesse cose le aveva in precedenza dette Anthony Bourdain e Marco Pierre-White  le ha confessate nel libro autobiografico White Slave. Sembrerebbe insomma che per mantenere i ritmi e la tensione nelle cucine di alcuni ristoranti stellati ci sarebbe bisogno dell’ “aiutino” fornito dalla polvere bianca.

In Inghilterra queste cose degli chef di quel calibro hanno avuto il coraggio di dirle. Da noi tutto tace, e mi chiedo se questo sia dovuto a una sostanziale assenza di problemi del genere, oppure al fatto che meno si parla di certe cose, meglio è. Certo, qualcuno vocifera, ci sono rumors che coinvolgerebbero questo o quello. Un giovane sous chef che ha lavorato per qualche mese in un famoso ristorante mi ha confessato di essersene andato perché quando lo chef “sniffava” diventava violento e lo picchiava. Poi, però, non ha voluto che lo nominassi e quindi non posso fare nomi e citare episodi precisi perché, nel caso, avrebbe negato tutto.

Certo, cose del genere potrebbero spiegare certi accessi di collera e certe scene da caserma punitiva che ogni tanto trapelano nel mondo delle cucine stellate e non. Ma più che fare pettegolezzi che non servono se non a gettare fango su moltissimi grandi professionisti, sarebbe forse un bene per tutti stigmatizzare quei pochi, ne sono certo, che invece rischiano di rovinare l’immagine di tutti. Allora vorrei aprire un dibattito su una questione tanto delicata.

Vorrei aprire il vaso di Pandora, se possibile, e capire se per caso non esista un problema di doping e di tossicodipendenza, e quali conseguenze ha avuto ed eventualmente ha sui rapporti interpersonali in alcune cucine di importanti locali. Vorrei insomma capire se alcuni episodi violenti siano determinati da semplice stress lavorativo o da altro, e non per giustificare, perché la violenza non è mai accettabile, ma per capire ed eventualmente intervenire.

Vediamo se c’è qualcuno che ha il coraggio di parlare chiaramente come ha fatto Gordon Ramsey.

di Daniele Cernilli 06-11-2017