Di ritorno da Les Grands Jours de Bourgogne 2018: i bianchi

di Dario Cappelloni 05/04/18 0 | |

Dopo aver visto i rossi la scorsa settimana, veniamo oggi ai bianchi assaggiati alla più importante manifestazione dedicata ai vini borgognoni: Les Grands Jours de Bourgogne

Nel corso dei Grands Jours de Bourgogne 2018 abbiamo avuto modo di assaggiare un buon numero di bianchi delle annate 2016 (molti e molto buoni) e 2015 (meno e molto meno buoni).

La 2016 mostra una grande qualità in maniera uniforme in tutte le zone della Borgogna, da Chablis al Maconnes. Sono bianchi concentrati,  ma salati e di grande dinamismo, succosi e dal carattere decisamente "classico". Sono vini destinati ad una vita molto lunga.

I 2015, al contrario, frutto di un'annata decisamente calda, mostrano un'anima solare, mediterranea con qualche cedimento dal punto di vista della tensione. Ci sono naturalmente delle lodevolissime eccezioni, ma non cambia la sostanza dell'annata.

97/100

Ramonet Jean Claude Bâtard-Montrachet Grand Cru 2014: un’esplosione di erbe aromatiche preannunciano uno spettro olfattivo sontuoso. Al palato è al contempo cremoso e finissimo, potente e dinamico con un finale letteralmente interminabile.

Etienne-Sauzet Puligny-Montrachet 1er Cru Les Combettes 2016: esplosivo nei profumi di erbe aromatiche e spezie, ha bocca potente, ma di grande eleganza ed equilibrio. Fresco, dinamico e succoso mostra una progressione inarrestabile e suadente. Puro fascino.


96/100

Antoine Jobard Meursault 1er Cru Genevrieres 2016: come al solito in gioventù, è austero, ma questo 2016 mostra già una finezza e una complessità di sfaccettature impressionante. In bocca è eleganza e potenza allo stato puro. Lunghissimo, grande.

Comtes Lafon Meursault Charmes 1er Cru 2015: quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. L’abusata citazione è quanto mai adatta all’occasione. In un’annata non certo straordinaria per i bianchi di Borgogna, Dominique Lafon presenta questo Charmes di sorprendente finezza e freschezza. Al palato è contrastato, potente, di grande dinamismo e dal finale solido, interminabile.

Etienne-Sauzet Puligny-Montrachet 1er Cru Les Perrieres 2016: da qualche anno questa storica azienda è tornata agli antichi fasti. Questo vino riesce a unire potenza e finezza in una solidissima cornice fatta di cristallina purezza. Un vino di interminabile bellezza.


95/100

Château de Fuisse Pouilly-Fuissé Château-Fuissé Le Clos 2016: la tradizione in una rappresentazione impeccabile e grande. Austero, gessoso nei profumi penetranti. Al palato è potente, affilato, complesso con un finale sapido e pepato.

Ponsot Morey-Saint-Denis 1er Cru Clos des Monts Luisants 2015: questo bianco proveniente da un vigneto centenario di aligoté non tradisce mai le attese. Un turbine di spezie, tabacco ed erbe aromatiche sono il suo biglietto da visita. La struttura è piena, matura e succosa, ma lo slancio è quello dei fuoriclasse. Il finale è lungo e affascinante.


93/100

Hubert Lamy Saint-Aubin 1er Cru En Remilly 2016: i profumi sono fini di erbe aromatiche e floreali. Al palato è cremoso, fresco e di grande tensione. La progressione è insistente e il finale sapido e lunghissimo.

Les Héritiers du Comte Lafon Mâcon-Chardonnay Clos de La Crochette 2016: un bianco che gioca le sue carte sulle note di un’implacabile finezza. Sale, iodio e mare a profusione e un finale lunghissimo.

La Soufrandise Pouilly-Fuissé Clos Marie 2016: al naso è delicatamente affumicato con un sottofondo floreale e di iodio. Al palato è carnoso, saporito e ben profilato. Finale salato e profondo.

Antoine Jobard Meursault Les Tillets 2015: nonostante la calda annata che ha segnato molti vini la mano di Antoine risolve tutti i problemi con apparente facilità. Al naso si presenta maturo, ma allo stesso tempo mostra freschezza e dinamismo impeccabili.

Tessier Meursault 1er Cru Le Porusot Dessus 2016: si presenta con avvolgenti profumi di pietra focaia e spezie. Al palato è cremoso, ma sapido e scattante con un finale fresco e dinamico.

Christian Moreau Père et Fils Chablis Grand Cru Valmur 2016: al naso si presenta elegante con note iodate e salmastre. Al palato è finissimo, apparentemente sottile ma profondo, affilato e di grande progressione.

De Villaine Bouzeron Blanc 2016: al naso è intenso con note cristalline di spezie e agrumi. Al palato ha grinta e carattere da vendere. Potente, fresco e con un finale salato e succoso esprime grande purezza.

Matrot Meursault 1er Cru Blagny 2016: nonostante la gioventù e già complesso con note di frutta matura e spezie. Al palato è una spada, succoso, dinamico e di grande equilibrio. Finale salato e lunghissimo.


92/100

P. et M. Jacqueson Rully 1er Cru La Pucelle 2016: un vino che non tradisce mai. Ancora giovanissimo esprime al meglio la sua consueta eleganza fatta di erbe aromatiche e spezie delicate. Fresco e affilato è lungo e sapido.

Francois Carillon Puligny-Montrachet  1er Cru Les Champs Grain 2016: si presenta con sfumature decisamente marine e floreali. Al palato è potente, salato e allo stesso tempo fresco e agile con un finale succoso e affilato.

Ramonet Chassagne-Montrachet 2016: un semplice village, ma che grinta, che carattere. Polposo, nervoso, ha una progressione impressionate e un finale delicatamente agrumato e lunghissimo.

Romain Bouchard- Domaine de L’Enclos Chablis Grand Cru Blanchot 2016: al naso si presenta elegante, maturo con note fruttate e di spezie. In bocca è pieno, cremoso, ma agile e salato con un finale lungo e saporito.


91/100

Gérard Duplessis Chablis 2016: austero, tutto concentrato sulle note iodate e gessose questo semplice Chablis, mostra una struttura e un carattere molto ambiziosi. Potente, teso e di grande dinamismo ha un finale lungo e decisamente marino.





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