Riscopriamo l’Arneis, il bianco del Roero

di Redazione 13/02/18
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immagine uva grappolo foglia arneis vino bianco piemonte vite vigna

Un antico vitigno piemontese che ha rischiato di scomparire e che sta vivendo un ritorno di interesse da parte dei produttori.

L'arneis è una varietà di uva bianca fino a qualche decennio fa addirittura in pericolo di estinzione, oggi invece coltivata con sempre maggiore interesse in diverse zone del Piemonte, regione della quale è originaria. L'area di produzione storica è propriamente il Roero (la sponda a sinistra del fiume Tanaro), dove, per l'uso di accompagnarla al nebbiolo al fine di ammorbidire le asperità dei rossi, è anche definita “Barolo bianco”.

Nei primi anni Settanta solo un paio di case vinicole imbottigliavano vino bianco da uve arneis; nel decennio successivo la crescente attenzione degli enologi e dei consumatori ha portato il numero di bottiglie annue prodotte intorno ai tre milioni di unità, soprattutto grazie all'attenzione riservata a questo vitigno dai fratelli Bruno e Marcello Ceretto, con il loro Blangé, Arneis delle Langhe.

La Doc risale agli anni Novanta, ma la sistemazione attuale prevede la Docg per il Roero Arneis (che nella modifica del disciplinare entrata in vigore nel 2017 riconosce anche la tipologia Riserva, con 14 mesi di maturazione, e Spumante), con almeno il 95% di uve arneis, e la Doc Langhe Arneis (dove è riconosciuta la tipologia Passito) con l'85% minimo e una resa per ettaro leggermente superiore (110 quintali contro 100).

Nel Roero sono circa 920 gli ettari coltivati ad arneis, per un totale che sfiora i 6 milioni e mezzo di bottiglie, con un trend di crescita positivo che fa ben sperare anche per gli anni futuri.

Il vino ottenuto da uve arneis è in genere lievemente aromatico, leggero, con sentori olfattivi appena erbacei e gusto che ricorda la mandorla. La componente acida è piuttosto carente, in particolare se le uve hanno raggiunto uno stadio di maturazione ottimale. È un vino generalmente semplice e piacevole e si riteneva che fosse poco propenso ad invecchiare, ma se in questi ultimi anni alcuni produttori ne hanno realizzato versioni particolarmente complesse e sorprendenti e l'introduzione della tipologia Riserva nel disciplinare fa pensare che i produttori per primi credono che le potenzialità per lasciarlo invecchiare ci siano.

Ecco a seguire i Roero Arneis che riteniamo più validi, tre del 2016 e uno del 20156, con in più una sorpresa: in contraddizione con quanto detto sulla sua mancanza di longevità, il Sette Anni di Angelo Negro e figli, che ha un affinamento in bottiglia proprio di sette anni.

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