Deutz Brut Classic e il dosaggio Extra Brut

di Chiara Giovoni 22/12/17
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Deutz Brut Classic e il dosaggio Extra Brut

La controetichetta recita "Per gli amanti degli champagne più secchi". Così Deutz presenta il suo portabandiera Brut Classic con il dosaggio extra brut di 3 gr/lt.

Negli ultimi 10 anni la tendenza gustativa che vede una sempre maggiore riduzione del dosaggio zuccherino degli champagne (ma anche di tanti metodo classico anche italiani) rappresenta un po’ quello che è stato l’uso del legno piccolo per i grandi vini rossi italiani negli anni '90. C’è chi parla di moda con una connotazione quasi spregiativa, e ovviamente il motivo è che molti hanno iniziato a “sfornare” Pas dosé ed Extra brut nel tentativo di seguire nuovi trend di mercato.

Tuttavia la pluri-centenaria storia della Champagne insegna, a chi la conosce, che lo champagne ha nel suo DNA una sorta di continua evoluzione. Con particolare riferimento al dosaggio, si ricorda spesso di come nell’800, agli albori della diffusione e della celebrità di questo vino, la presenza di zucchero nella liqueur d’expedition fosse molto elevata, tanto da rendere lo champagne un vino decisamente dolce. Col tempo questo “gusto” si è modificato, non per una questione di moda, bensì per un cambiamento nelle occasioni di consumo, grazie agli inglesi che desideravano berne di più, anche ai pasti. Fu così che nel 1846, Perrier-Jouët creò la Cuvée K, uno champagne più secco rispetto a quelli destinati al mercato russo e americano, e nel 1878 Pommery dedicò agli inglesi una prima versione di champagne Nature. Con l’intenzione di ampliare le occasioni di consumo e avvicinare lo champagne all’abbinamento a tavola per non relegarlo solo ai brindisi della festa e agli aperitivi, il vino si è spogliato progressivamente dello zucchero con cui era nato, tanto che la versione Brut (fino a 12 gr/lt) che tutti noi conosciamo ha lasciato spazio a nuove interpretazioni con dosaggio inferiore, dall’Extra Brut (fino a 6 gr/lt) e Pas dosé.

La Maison di Champagne Deutz, la cui storia ha avuto inizio nel 1838 ad Aÿ, con l’arrivo di Fabrice Rosset ha consolidato tra i suoi punti di forza un’attenta gestione dei vins de réserve per la produzione del suo Champagne portabandiera: il Brut Classic. Con una proprietà di circa 42 ettari di vigna e un approvvigionamento nei dintorni di Aÿ per un equivalente di 150 ha, l’azienda dal 1995 a oggi è arrivata a 2 milioni di bottiglie: una sostanziale rinascita fondata soprattutto sullo champagne non millesimato Brut Classic, che ne rappresenta la vera forza stilistica e commerciale. Emblema dell’assemblage champenoise, con un contributo di 1/3 per ciascuna delle uve pinot noir, meunier e chardonnay - che vengono vinificate portando a termine lo svolgimento della fermentazione malolattica - vede un rilevante contributo proprio nei vini di riserva, che arriva anche al 40%.

Brut Classic per queste sue caratteristiche è diventato un riferimento di stile pur con un rilevante dosaggio di 10 gr/lt, ma non sorprende che la Maison abbia deciso di presentare 3 anni fa una prima versione dello stesso assemblaggio, in chiave Extra Brut che oggi è quanto mai attuale (e finalmente arriva anche in Italia con D&C).  Dichiaratamente già in retroetichetta “per gli amanti degli champagne più secchi”.

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