Non so quanti di voi abbiano mai provato un Sangiovese dell’Australia, è una etichetta che può risultare bizzarra al primo impatto. Il re dell’uva da vino rosso toscana ormai è presente in tutto il mondo, ma ho trovato questa particolare espressione di sangiovese davvero fuori dal comune.
L’errore più diffuso nel comparare una varietà di uva autoctona con una coltivata altrove è quello di confrontare i vini cercando le caratteristiche che li rendono simili.
Gli Chardonnay della Borgogna sono unici e, nonostante lo chardonnay sia coltivato in ogni angolo del pianeta, non c’è paragone che tenga. Detto ciò, non è indispensabile che un buono chardonnay sia prodotto in Borgogna.
Allo stesso modo, il sangiovese (che è una varietà di uva rossa senza molto colore, con buoni tannini e ottima acidità) esprime a pieno le sue potenzialità in Toscana.
Questo vino proviene dalla Clare Valley, South Australia, una delle zone vinicole più antiche del paese e storicamente rinomata per la produzione di Riesling.
Le viti sono piantate fino a 500 metri sul livello del mare, in una delle aree ad altitudine più elevata di tutta l’Australia, a soli 120 chilometri a nord di Adelaide. Il clima è continentale, con estati particolarmente calde che talvolta rendono necessarie frequenti irrigazioni. Il suolo è composto da terra rossa ed argilla, che forma uno strato sotterraneo.
La famiglia Pikes, che significa luccio in Italiano (da cui il nome Luccio Sangiovese), ha fondato la sua azienda vinicola nel 1984, ma vanta una lunga tradizione nella produzione della birra: Henry Pike emigrò nel sud dell’Australia nel 1878, aprendo nel 1886 il Birrificio Pikes Dorset.
I pronipoti Andrew e Neil Pikes, dopo gli studi di enologia e viticultura, hanno deciso di dedicarsi alla produzione di vino.