In buone mani alla Rotisserie
di Kit F. Chung
02-08-2012
Non siete d’accordo che ci sono già abbastanza decisioni da prendere nella nostra vita quotidiana? Aggiungete quindi un tocco di lusso alla vostra giornata e andate, senza rifletterci troppo, a La Rotisserie di Varsavia, in Polonia, dove sarete in buone mani. Lasciatevi guidare dallo staff nella scelta del menù e godetevi lo spettacolo della magia che lo chef è in grado di fare in cucina. Pawel Oszczyk, che ha concorso al Bocuse d’Or nel 1995, è considerato uno dei migliori chef della Polonia, mentre il sommelier Andrzej Strzelczyk, anche lui tra i migliori nel suo settore, si prenderà cura dell’abbinamento del vino senza minare le vostre finanze.
Posizionato nella storica Città Nuova di Varsavia, La Rotisserie è un ristorante segnalato dalla guida Michelin ed è parte del boutique Mamaison Hotel Le Regina. L’accogliente sala, arredata nei toni del cioccolato e champagne, è elegante senza essere pretenziosa. Il cavallo di battaglia è un ragout di capesante con pinoli e cavolfiori al beurre blanc di porri e capperi. Un altro must è il Carpaccio di tonno profumato alle spezie orientali servito su un insalata di finocchi e purea di sedano condita con salsa al frutto della passione. Sembra un piatto complesso ma i sapori si combinano come in un sogno. Lo chef ha anche la reputazione di fare meraviglie col foie gras, un esempio è il moelleux marinato al vino rosso e accompagnato da una mousse di noci e tempura di pere.
Anche se francese nello spirito, il menù varia con il variare delle stagioni e attinge alla tradizione e agli ingredienti locali. Quando arriva la bella stagione vediamo infatti il menù arricchirsi del chlodnik (il “gazpacho Polacco” fatto con barbabietole novelle). Qui, il chlodnik si attiene alla ricetta tradizionale ma la barbabietola rossa è sostituita dall’avocado. Mi è stato servito accompagnato da due capesante perfettamente scottate. Poi ho assaggiato delle tagliatelle cotte ad arte con asparagi. La salsa era deliziosamente cremosa e i gamberoni cotti alla perfezione. Per dessert, la panna cotta con le fragole è stata presentata con un turbante di sorbetto al rabarbaro.
Passando ai vini, l’abbinamento è iniziato con un Cava spagnolo, è proseguito con un Furmint ungherese per finire con un Moscatello argentino…tutte decisioni perfette, che non ho dovuto prendere io.
|