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Miscellanea | Pubblicato in DoctorWine N°192

#StoryTelling di Enologica 2016

di Adua Villa 10-01-2017

Bologna per me da anni vuol dire: 

  • #Novembre 
  • #Inverno 
  • #Pioggia 
  • #Freddo 
  • #Tortellini 
  • #Sangiovese (&Co) 

Ma soprattutto 

  • #Enologica 
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In più quest'anno anche 

  • #JustinBieber 

che è stato presente al Baglioni (accanto al mio di Hotel) per una delle date del suo tour italiano, con tanto di spiegamento di forze fra polizia e carabinieri e io scambiata per una sua 

  • #Fan 

invece volevo solo prendere un taxi, ma questa è un'altra storia... 

E il festival del 

  • #Cioccolato 

ma soprattutto vivere e raccontare 

  • #Enologica2016 

Quindi torniamo a noi.

Che differenza c'è fra un Narratore e uno StoryTeller? Nessuna, la chiave è sempre il racconto, è la piattaforma che è diversa.

E cosa sarebbe una manifestazione senza le persone che la vivono? Niente, perché nessuno saprebbe cosa sta accadendo e quindi non ci sarebbe Narrazione.

Questa è la forza di Enologica. Nell'edizione da poco conclusa, 5000 persone che in 3 giorni a Bologna l'hanno vissuta e raccontata.

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Ma facciamo un passo indietro, cos'è Enologica? Ce lo facciamo spiegare dal Presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna che promuove e organizza l’evento Pierluigi Sciolette: "Enologica è il Salone del vino e del prodotto tipico dell’Emilia Romagna che da anni si replica a Bologna intorno alla terza settimana di Novembre nel centralissimo Palazzo Re Enzo con oltre 110 tra produttori, consorzi e cantine, seminari e degustazioni tematiche, il Teatro dei Cuochi e la premiazione della prima edizione di Carta Canta, il premio delle carte dei vini che propongono un assortimento qualificato di vini emiliano-romagnoli, e quest'anno l'attenzione verso questo premio è stata molto grande. Con questa iniziativa si è creata una filiera di impegno da parte di tutti Enoteca Regionale in primis, ma una grande attenzione da parte di tutte le categorie di somministratori dalle Osterie, agli Stellati, dalle Vinerie, ai Lidi, tutti insomma (e siamo solo alla prima edizione) si impegnano per dare sempre più visibilità ai vini di questa regione, e soprattutto con questa iniziativa, da parte nostra cercare di spronarli a fare sempre meglio nell'interesse di tutti".

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Quello di Enologica è oramai un format consolidato che non manca, però, di riservare ogni anno delle novità. A partire dal tema portante che quest’anno ha visto protagoniste le maschere, (l'anno scorso il tema furono i Tarocchi e vi assicuro che anche quello è stato un lavoro bellissimo di ricerca e di spirito artistico come pochi ho visto) con un originale connubio fra vino e cibo. Il curatore da anni è Giorgio Melandri, giornalista, amante e conoscitore del suo territorio, e degustatore da anni della Guida del Gambero Rosso, che ogni anno regala alla Mostra un accurato catalogo e ne crea il tema. E ci racconta la sua visione dietro i suoi inseparabili occhialini e l'accento faentino che fa subito simpatia: "Enologica 2016 parla dell’identità emiliano-romagnola attraverso i personaggi dei burattini, quelli inventati dai burattinai più bravi e quelli che sono eredi della grande tradizione della Commedia dell’Arte. I loro caratteri diventano quelli della gente dell’Emilia Romagna e di conseguenza quelli dei vini e dei prodotti gastronomici. L’identità è ancora una volta la chiave della narrazione del cibo e del vino, l’unico elemento che rende i prodotti riconoscibili e unici. È questa la nostra sfida, farci conoscere e collegare il vino e il cibo ai territori e alle comunità che li producono. Ogni personaggio vivrà un abbinamento preferito. Un gioco che ci permette di sottolineare come in Emilia-Romagna il cibo e il vino siano legati in modo straordinario e indissolubile".

Anche Simona Caselli, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna ha lasciato il suo contributo è una dichiarazione: "Enologica ha una connotazione fortemente culturale che come Regione vogliamo continuare a promuovere e valorizzare. C’è un legame vivo fra territorio, produttori di vino e di cibo e ristorazione che qui si incontrano in maniera costruttiva. Serve conoscenza dei passi avanti che il nostro vino ha fatto. Abbiamo ottime produzioni variegate ed eterogenee ed Enologica ne fotografa ogni anno lo stato dell’arte". Una donna di carisma, pragmatica, cui piacerebbe poter fare molto di più, io incrocio le dita.

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Molte poi le presenze straniere fra giornalisti e buyer, e oltre agli appuntamenti dedicati a Palazzo Re Enzo la possibilità di vivere il territorio, recandosi nei luoghi di elezione delle diverse produzioni.

Ma soprattutto la bellezza è stato vedere realtà cooperative, consorzi insieme a piccoli e piccolissimi produttori, con esigenze di mercato, filosofia e approccio completamente diversi, convivere in questi giorni fianco a fianco. Alcuni inizialmente con qualche diffidenza e pregiudizio, ma poi lasciarsi andare perché intelligenti da capire che se si è tutti lì è per il territorio, per promuoverlo e per narrare le proprie e personali storie che ci aiutano a capire il lavoro di tutti. Un accenno particolare al lavoro del Consorzio Vini di Romagna, #RiminiDOP per il grande lavoro di valorizzazione ma soprattutto di zonazione che stanno portando avanti.

Fra i tanti scatti uno in particolare, quello di Francesco Mattucci sul suo profilo Instagram Kichensuspension, sui Dadi che rappresentano i vini e piatti tipici dell'Emilia Romagna, simbolo della manifestazione appena conclusa.

E mentre aspettiamo il prossimo appuntamento, la possiamo ripercorrere sotto gli Hashtag

  • #Enologica2016
  • #PremioCartaCanta
di Adua Villa 10-01-2017