|Enomondo News

Enomondo News | Pubblicato in DoctorWine N°202

Gaja invoca una fiera professionale a Milano

di Stefania Vinciguerra 18-03-2017

Da un paio di giorni sui social impazza l'opinione espressa al Corriere della Sera da Angelo Gaja sulle fiere del settore vino, argomento che tanto sta appassionando anche i nostri lettori dopo l'editoriale di lunedì scorso del direttore Daniele Cernilli che spezzava una lancia a favore del Vinitaly, pur ammettendo tutti i problemi che ci sono e che tutti ben conosciamo. "Non bisogna buttar via il bambino con l'acqua sporca del bagnetto, come si diceva una volta. - argomenta Cernilli - C'è un problema di strategia generale e di lamentele in ordine sparso. Se io fossi un produttore andrei a parlarne dai miei rappresentanti naturali, la Fivi per molti di voi, oppure Uiv, Federvini e quant'altro, per far aprire un tavolo di trattative con la Fiera di Verona e tentare di risolvere i problemi più macroscopici. Il Vinitaly, alla fine, è un patrimonio di tutto il mondo del vino italiano, almeno questo vorrei che fosse chiaro e condiviso, e se ci sono, come ci sono, dei problemi, questi vanno affrontati e non solo denunciati".

Angelo Gaja, da parte sua, non si pronuncia a favore della ProWein (come hanno fatto in molti) ma boccia anche la fiera veronese in quanto fiera non al passo con le esigenze degli operatori del settore."Il Vinitaly? Non basta. Serve un grande fiera del vino a Milano, una ogni due anni". Come sempre Gaja ama provocare, ma è fuori ogni dubbio che quando prende posizione lo fa con la massima cognizione di causa.

"Il Vinitaly è una fiera popolare, consolidata – spiega Gaja – ed è giusto che sia così. In questi anni Giovanni Mantovani, il direttore generale di VeronaFiere, ha fatto un ottimo lavoro, anche all’estero. Non ho nulla contro il Vinitaly. Ma abbiamo bisogno di un appuntamento dedicato ai professionisti del vino, senza l’assalto popolare come a Verona. Un appuntamento che ci metta al centro del mondo. Milano, con la sua vitalità, è la città giusta in questo momento. Non sto parlando di una alternativa al Vinitaly, ma di un nuovo traguardo per il vino italiano".

Ma ricordando il fallimento di MiWine, quando Fiera Milano provò a mettere in campo un'operazione del genere, sembra molto difficile che l'opinione di Gaja possa essere messa in pratica. Staremo a vedere se qualcuno raccoglierà il guanto della sfida.

di Stefania Vinciguerra 18-03-2017