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Firmato DW | Pubblicato in DoctorWine N°225

Laici e chierici

di Daniele Cernilli 04-09-2017

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Il presidente di Federdoc Riccardo Ricci Curbastro scrive a DoctorWine a proposito di cisgenetica e del futuro della vitivinicoltura, e delinea il rischio di una battaglia ideologica.

Ricevo quanto segue da Riccardo Ricci Curbastro, produttore in Franciacorta e presidente di Federdoc.

"Caro Daniele,

ho letto con gioia Parola d’ordine: cisgenetica , con gioia perché credo che lì stia il futuro della vitivinicoltura, quello dei miei figli che si affacciano ora a questo meraviglioso, e difficile, mondo. Condivido tutto: biologico non è necessariamente meno inquinante (aumento dei trattamenti, maggior consumo di gasolio e calpestio del terreno, accumulo di rame etc), biodinamico è difficile da accettare tre secoli dopo i Lumi se non si riesce a dare risposte scientifiche a pratiche che rischiano di sembrare stregoneria. 

Viceversa la nozione che nella vite sia presente il gene della “resistenza” (nessun riferimento a Sandro Pertini) alle malattie è ora un fatto acclarato e quindi l’opportunità di passare dagli attuali incroci che sviluppano resistenza, alla cisgenetica, mi pare da percorrere assolutamente. Il vantaggio sarebbe di non modificare geni che fanno dello chardonnay qualcosa di diverso dal sauvignon blanc ma semplicemente indurre la capacità di resistere ad entrambe senza cambiare null’altro.

Ho personalmente studiato a lungo questi aspetti e piantato in tempi non sospetti (7 anni fa) un vigneto di PIWI, varietà resistenti ottenute da incroci. Funziona: zero trattamenti in sette anni.

Ora il passaggio è verso le nuove varietà resistenti, anch’esse incroci ma con oltre il 95% di geni originali (di chardonnay, merlot, pinot etc) e solo il 5% di geni apportati da altre varietà resistenti, spero che i miei figli possano avere un vigneto al 100% della varietà originale “immune al cancro” semplicemente perché con la cisgenesi un gene oggi recessivo sarà stato portato in posizione dominante. 

Per un quasi sessantenne è probabilmente un sogno che guarderò dall’alto ma sono certo sarà motivo di gioia anche da lassù, abbiamo oggi aperto la strada per un mondo più pulito per i nostri figli, esiste sogno migliore?

Grazie per aver messo la tua penna al servizio di questi realistici sogni…anche se da alcune reazioni sul tuo giornale on line deduco che avremo una lunga battaglia ideologica di fronte a noi.

Un caro saluto e a presto

Riccardo Ricci Curbastro"

Spero vivamente che questo serva a chiarire i termini di una questione che sarà centrale per il futuro della viticoltura in Italia, più o meno come lo è stata la pratica dell’innesto su piede americano quando ci fu l’attacco della filossera agli inizi del Novecento. Una rivoluzione vera e propria. E spero che il dibattito che ne seguirà sarà improntato a un confronto serio e concreto e non al solito pollaio ideologico che alza polveroni antiscientifici e oscurantisti, tipici dei chierici della Controriforma, quelli che condannarono a morte Giordano Bruno e costrinsero all’abiura Galileo Galilei, tanto per rinfrescare la memoria.

Gli argomenti sono diversi, l’atteggiamento mentale invece è sempre lo stesso.

di Daniele Cernilli 04-09-2017
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