L’austera eleganza della Ribona di Sant’Isidoro

di Francesco Annibali 11/07/17 0 | |

Da provare Pausula 2016, la Ribona dei Colli Maceratesi di Sant’Isidoro. 9 euro ben spesi.

Non sono anni facili per i bianchi marchigiani che non si chiamano né Verdicchio né Pecorino. Visto che le due superstar regionali hanno polarizzato l’attenzione degli appassionati, lasciando briciole – o poco altro – alla concorrenza. Ciò non vuol dire che non ci sia altro di interessante in zona. E non tanto gli internazionali, che nelle terre di Leopardi e Rossini negli anni ruggenti del vino italiano attecchirono poco, a causa del carattere schivo e poco propenso alle innovazioni dei marchigiani. Cosa che spiega il motivo per cui gli Chardonnay e i Sauvignon interessanti in regione si contano sulle dita di una mano.

Di interessante ci sono, soprattutto, il mai dimenticato Bianchello del Metauro, delicato ed elegante bianco dell’hinterland fanese, purtroppo in pesante crisi di vendite, e la Ribona. Ci troviamo sulle colline maceratesi, nel centro della regione. La Ribona “due volte buona”, come è chiamata da un simpatico e agguerrito gruppo di appassionati della zona di Civitanova Marche, è un bianco che sembra estremizzare i caratteri di austerità del Verdicchio.

Le sensazioni amarognole tipiche dello jesino nella Ribona sono percepibili anche nell’attacco di bocca, la nota di ginestra è sostituita da una sensazione asciutta, di anice, molto austera. Se vi piacciono i bianchi che sorridono, state alla larga. Se amate un'austera eleganza – sussurrata: sempre di marchigiani si parla - siete nel posto giusto.

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