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Note di Degustazione | Pubblicato in DoctorWine N°209

Considerazione sulla Romagna

di Riccardo Viscardi 09-05-2017

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Qual è lo stato dell'arte dei vini romagnoli? Qual è il loro futuro? Riflessioni sul Sangiovese di Romagna e le sue espressioni

A fine febbraio, dopo le anteprime toscane, si va in Romagna, a Faenza per Vini ad Arte, l'anteprima del Sangiovese di Romagna. Un'iniziativa perfettamente organizzata e ogni anno più ampia. Ottima la location, una bella sala del Museo delle Ceramiche, e ottimo il servizio dei sommelier. La chiave del successo è la sinergia tra il Consorzio Vini di Romagna e il Convito di Romagna che permette un'ampia degustazione con tantissime aziende presenti.

Gli assaggi seduti, serviti alla cieca, riguardavo l'Albana Secca e Passita e il Sangiovese che tra le varie tipologie, Superiore, Riserva e altre amenità copriva ben 4 annate. Suggerirei di semplificare la normativa, per rendere più chiara la situazione ai giornalisti stranieri che si sentono sperduti nella foresta di denominazioni. Ora se ci mettiamo anche le 12 menzioni geografiche è chiaro che la selva diventa più complessa, di difficile comprensione e soprattutto di ardua comunicazione.

Vi risparmio la cronaca della terrificante degustazione retrospettiva delle vecchie annate, non tanto per colpa dei vini, che erano troppi e alcuni poco performanti, ma soprattutto per la conduzione da parte di una persona veramente confusa nell’esposizione. Convegno in parte salvato da due veri professionisti come Fabio Giavedoni di Slow Food e l’onnipresente Francesco Bordini, enologo giovane, bravissimo e grande conoscitore del territorio.

Qualche riflessione, dopo la degustazione, i vini l'hanno suggerita e per noi è stata una piacevole conferma. Ci dispiace per le giovani linci, per coloro che sono affetti da borgognite acuta, che in Romagna si trasforma in Modiglianite zoster (per chiarimenti, leggi  infra, ndr), e per gli attivisti del no-barrique a tutti i costi ma gli unici vini che mantenevano un olfatto figlio del vitigno, che avevano tannini piacevoli, che conservavano una certa progressione gustativa e che non sembravano degli zombi acidi e amari erano quelli maturati in legni piccoli provenienti da vigneti abbastanza fitti e vinificazioni attente e rigorose. Diciamo i vini fatti da chi aveva più conoscenza, competenza e, perché no, anche soldi da investire in vigneto e cantina. Citiamo quindi, in ordine mnemonico, Drei Donà, Zerbina, Nicolucci, Villa Papiano, Tenuta La Viola.

Altre riflessioni sono scaturite dalle interessanti visite in cantina organizzate secondo una formula molto intelligente. In una cantina ampia e confortevole si assaggiano vini di varie aziende, una fantastica ottimizzazione dei tempi e un'ottima possibilità di confrontare filosofie produttive diverse direttamente con i produttori sempre presenti.

Le nuove annate hanno mostrato che la Romagna è in netta crescita, tanti vini buoni, una buona consapevolezza territoriale, prezzi estremamente competitivi e nuove aziende che si affacciano all’orizzonte della qualità.

Vorrei ricordare inoltre che nella sezione aperta al pubblico si potevano assaggiare anche altri prodotti aziendali che mostrano come la Romagna non sia solo Sangiovese e Albana. A tal proposito voglio segnalare due vitigni che ritengo molto interessanti: il pagadebit, uva a bacca bianca, e il centesimino a bacca rossa, molto caratteristici e in grande crescita qualitativa.

Ma cosa succede sul fronte del Sangiovese? La crescita culturale si nota con l’abbandono dei vini provenienti da uve fortemente surmaturate e con un uso smodato di barrique che risultavano fortemente invasive e poco piacevoli, e questo è un bene per il territorio; anche alcune versioni di sangiovese con alti zuccheri residui vanno scomparendo. Il territorio inizia ad esprimersi con grandi variabili grazie ai terreni e alle esposizioni diverse.

Quello che mi lascia perplesso è il modello che si sta imponendo e che mi sembra spesso “vivamente consigliato” o imposto per cercare di ottenere qualche riconoscimento. Il modello della sottigliezza anemica, della lotta ai legni piccoli come karma e non come reale consapevolezza che forse era il loro utilizzo sbagliato il problema e non il contenitore in sé. Insomma un modello che si rifà a un unico territorio romagnolo che va tanto di moda tra gli enofighetti italici: Modigliana.

Modigliana è un comprensorio particolare con terreni sabbiosi e temperature piuttosto basse e che dà dei vini tutta eleganza e acidità. Bene, è una bellissima particolarità ma non è la declinazione standard della Romagna anzi, è un'eccezione con le sue caratteristiche. Diverse, e personalmente le ritengo anche migliori come complessità, le zone di Predappio, Brisighella e talune di Bertinoro e ammiro molto aziende che non si sono piegate a questa moda come Drei Ronà, Fattoria Zerbina, Nicolucci o Podere dal Nespoli, tanto per fare alcuni nomi.

Rimango perplesso quando assaggio dei vini esili come dei Modigliana a Predappio, perché vuol dire rinnegare un territorio storicamente famoso e con caratteristiche peculiari. Rimango perplesso davanti ad aziende che cambiano enologo e filosofia produttiva per inseguire una moda, e se la moda cambia cosa faranno? Piccole domande e piccole considerazioni in una zona che mi sta affascinando per le sue caratteristiche uniche e fino a dieci anni fa inimmaginabili.

Ora l’importante è non perdersi dietro mode o demagogie ma continuare la strada intrapresa con coerenza considerando che sono le differenze che fanno grande un territorio.

A seguire i nostri migliori assaggi, divisi per tipologia e in ordine alfabetico per azienda.

Romagna Doc Sangiovese Superiore 2015

Bissoni, Girapoggio 90

Ca’ di Sopra, Crepe 88

Drei Dona, Notturno - Predappio 90

Noelia Ricci, Godenza 89

Tenuta la Viola, Colombarone 88

Romagna Doc Sangiovese Riserva 2014

Fattoria Nicolucci, Vigna del Generale - Predappio di Predappio 89

Tenuta La Viola, Patri Honorii 89

Romagna Doc Sangiovese Superiore Riserva 2013

Stefano Berti, Calisto 90

Bissoni, Vigna Collecchio - Bertinoro 91

Bissoni Riserva - Bertinoro 93

Calonga, Michelangiolo 90

Condè, Raggio Brusa - Predappio 91

Drei Dona, Pruno 93

Fattoria Zerbina, Pietramora - Marzano 93

Poderi dal Nespoli, Il Nespoli 90

Tre Monti, Petrignone 90

Villa Papiano, I Probi di Papiano - Modigliana 94

Villa Bagnolo, Bagnolo 92

di Riccardo Viscardi 09-05-2017