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La Verticale | Pubblicato in DoctorWine N°190

Gemola, un vulcano nel mezzo della Pianura Padana (1)

di Francesco Annibali 27-12-2016

Percorrendo l’autostrada A13 da Padova in direzione Bologna, prima di costeggiare Rovigo si stagliano, alla vostra destra, i Colli Euganei. Improvvisi, isolati e compatti, nel bel mezzo della Pianura Padana.

Primo Parco Nazionale del Veneto, istituito nel 1989, i Colli Euganei non sono mai riusciti ad inserire la propria proposta turistica (quel che in politichese si chiama ‘fare sistema’) nell’NBA regionale di Padova, che dista pochi minuti, e soprattutto collegarsi a Venezia. Cosa di per sé, purtroppo, già piuttosto significativa, e che si aggrava se il discorso si allarga al vino. I Colli Euganei sono infatti capaci di fornire sia grandi bianchi secchi, Pinot Bianco in primis (lo sapevate?), nonché bellissimi vini dolci, con una declinazione di Moscato passito di rara eleganza: meno vegetale e più floreale del piemontese, ma senza le alcolicità di quelli del Sud Italia. Capaci, soprattutto, di fornire tagli bordolesi tra i più completi d’Italia: molto meno crudi degli altoatesini, meno ‘freddi’ dei trentini, meno tannici dei toscani, e con la nota pirazinica più sfumata rispetto al resto della regione e del Friuli. Soprattutto, con una qualità del tannino del più alto livello. Il risultato è una zona che riesce a coniugare beva, da una parte, e importanza e capacità di affinamento negli anni, dall’altra, in maniera quasi unica.

Colli-Euganei

Almeno per i troppo pochi che la conoscono enologicamente parlando: pressoché sconosciuta agli appassionati nostrani, schiacciata in regione da due giganti come la Valpolicella e il Soave. E incapace di attirare il notevole flusso turistico del resto della regione. Ma i motivi per risalire i pochi e agevoli tornanti dei Colli Euganei sono moltissimi, non ultimi un'offerta termale di prim’ordine in quel di Abano Terme.

Vignalta è un po’ l’azienda che si è maggiormente spesa nella crescita qualitativa della zona, e che enologicamente l’ha quasi costruita, a partire dal 1980. Di proprietà di Lucio Gomiero, grande imprenditore agricolo che ha portato il radicchio in California, insieme a Paolo Guzzo e Luciano Salvagnin, Vignalta ha da sempre puntato in via esclusiva sulla qualità.

Dal 1980 ad oggi ha saputo valorizzare in bottiglia le diverse condizioni pedoclimatiche dei Colli Euganei, coltivando differenti varietà di uva nei posti più vocati. Questo lavoro di ricerca ha portato alla valorizzazione di alcuni cru, tra i quali primeggia il vigneto di Monte Gemola: uno dei colli più elevati e rinomati del comprensorio, con la cima posta a quota 600 metri.

Un colle che si nutre di un terreno vulcanico, capace di conservare acqua nel sottosuolo anche durante i periodi particolarmente caldi e asciutti. Cosa che presumibilmente spiega, almeno in parte, la sorprendente fisionomia dei Gemola 2011 e 2003, come vedremo domani: fragrantissimi, nonostante provengano da due annate africane. Terreni evidentemente perfetti per la produzione di vini fatti con merlot e cabernet franc di altissima qualità.

Vignalta-cantina

Sviluppata su 40 ettari, porzionati su 8 appezzamenti principali sparsi sull’intero areale di produzione della Doc Colli Euganei, con vigneti allevati principalmente a cordone speronato con una densità di circa 5000 piante ettaro, e con rese da sempre contenute per ottenere un frutto di alta qualità: le uve che concorrono al Gemola provengono da vigne ‘tirate’ attorno ai 60 quintali per ettaro, anche se in alcuni appezzamenti particolarmente magri e aridi si scende addirittura a 25. Roba da top Sauternes e da Domaine de la Romanée - Conti. Uve frutto di un meticoloso lavoro in vigna di lotta integrata e un approccio minimalista in cantina, che permette di ottenere vini di grande finezza ed equilibrio. In cantina il discorso è presto detto: dopo una normale vinificazione, i vini rossi non vengono né filtrati né chiarificati. La cantina è interamente scavata nella roccia e presenta condizioni ottimali per l’invecchiamento dei vini, che avviene in tonneau da 500 litri.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Lucio Gomiero, per cercare di inquadrare al meglio la zona, l’azienda e il Gemola, loro vino di punta, taglio di merlot e cabernet franc.

DoctorWine: Cosa sono i Colli Euganei?

Lucio Gomiero: per inquadrare i Colli Euganei occorre fare una premessa. Quella che oggi è la Pianura Padana un tempo faceva parte del mare Adriatico. Circa trenta milioni di anni fa un’eruzione vulcanica fece emergere i Colli Euganei in forma di piccole isole. I terreni di queste colline  si dividono principalmente in due tipi: il cono, ovvero la parte più elevata, di matrice vulcanica, formatosi da una fuoriuscita di lava dal fondo marino. Al di sotto si trova una formazione calcarea che corrisponde alla collina, formatasi quando il magma non è fuoriuscito ma ha sollevato il fondale marino. Geologicamente parlando i Colli Euganei sono dunque molto complessi. Cosa che spiega anche la grande capacità di produrre vini molto diversi: dai bianchi di pronta beva ai passiti, dai rossi giovani a quelli più importanti.

DW: All’interno del listino aziendale, cosa rappresenta il Gemola?

LG: Il Gemola è il nostro vino più conosciuto. Ne produciamo 25-30.000 bottiglie, solo nelle annate migliori. Questo vino, frutto di un taglio bordolese di merlot e cabernet franc, è il nostro fiore all’occhiello, come dimostra il grande numero di premi conseguiti in Italia e all’estero.  

[A domani, per la seconda parte dell’intervista e la verticale del Colli Euganei Gemola di Vignalta]

di Francesco Annibali 27-12-2016
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