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La Verticale | Pubblicato in DoctorWine N°224

Bricco del Bosco Vigne Vecchie, tutte le spezie del Monferrato (1)

di Francesco Annibali 30-08-2017

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Parliamo di Grignolino, della sua zona di produzione, delle caratteristiche e di uno dei suoi massimi interpreti, Giulio Accornero & figli.

In quella sorta di sconfinato triangolo che da Casale Monferrato, nel cuore del Piemonte, scende a Ovada, non lontano dalla Liguria, passando per Asti e Costigliole d’Asti, il Monferrato disegna una teoria apparentemente infinita di colline dai terreni di colore chiaro, dove la vite è la coltura nettamente prevalente.

Patrimonio Unesco dal 2014 insieme alla Langhe, il Monferrato è terra di Barbera dello stile più vario, da giovani e frizzanti a mature e importanti; di fantastici Dolcetto perfetti compagni per la tavola; di straordinari vini dolci con le bollicine – dal Moscato d’Asti in giù. Una zona che ha, nella parte più settentrionale, ovvero quella attorno a Casale Monferrato e che prende il nome di Monferrato Casalese, un piccolo, non troppo conosciuto gioiello: il Grignolino.

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Vino dai natali antichi, visto che risale almeno al 1249 anche se ci sono tracce addirittura del 700, il Grignolino fu considerato nel secolo scorso uno dei più grandi rossi piemontesi: non sempre amato ma mai ignorato, fu definito "testa balorda" da Veronelli, proprio come i monferrini, poco inclini a fraternizzare con gli sconosciuti.

Una storia gloriosa che fu messa in crisi – sembrerà un paradosso – dalla creazione delle denominazioni di origine avvenute all’inizio degli anni Settanta: quando i vini invecchiati erano poco richiesti dal mercato e la produzione di quantità sembrava poter aiutare gli agricoltori. Tanto che nella richiesta di disciplinare del Grignolino del Monferrato Casalese del 1971 ci si limitò a "descrivere" una tipologia di Grignolino invecchiata diversi anni (apprezzata da un pubblico molto attento) ma questa specifica tipologia non fu inserita nel disciplinare. Oggi è in corso una modifica del disciplinare della Doc (Dop) Grignolino del Monferrato Casalese, per reinserire la tipologia Riserva, che storicamente di fatto esisteva, come abbiamo visto, prima di esser cancellata da una legge. Anche Mario Soldati ne apprezzava le qualità, e descrisse assaggi di Grignolino invecchiato stupefacenti.

Negli ultimi anni è infine nata una associazione chiamata Monferace, che comprende una decina di produttori di tutte le denominazioni di Grignolino e che promuove, con regole ancora più restrittive di produzione, l’integrità di questo vino.

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L’azienda Accornero si trova a Vignale Monferrato: nome che forse non dirà molto a tanti appassionati, ma che per questo vino rappresenta quello che Serralunga d’Alba è per il Barolo. Insomma: nelle colline attorno a Vignale la varietà si esprime forse al meglio. Una varietà difficile in vigna, dove si comporta come un bianco nei confronti di certe avversità (ad esempio la clorosi ferrica), e che può avere difformità di maturazione tra grappoli nelle stessa vite ed all’interno dello stesso grappolo, anche se reagisce molto bene alle cure dell’uomo e alle diverse situazioni pedoclimatiche, generando struttura e profumi diversi.

Ed è difficile anche in cantina, dove è importante domare una struttura tannica importante, a dispetto di un colore poco intenso e che vira velocemente al granato. Al meglio, il risultato è un vino rosso con un profumo di notevole distinzione, dal timbro speziato, su una base di frutti e fiori che varia molto in funzione del terroir. Un rosso che si esalta con l’invecchiamento, senza presentare mai tannini che asciugano.

Il vigneto Bricco del Bosco si nutre di un terreno ricco di tufo e calcare situato in una bella posizione soleggiata e ventosa in punta alla collina, da cui il nome ‘Bricco’. In vigna l’azienda sta inoltre effettuando una selezione massale da un vigneto di Grignolino del 1961, che consentirà di incrementare l’attuale variabilità genetica e ritornare ad antichi sapori.

Ermanno Accornero ha preso le redini aziendali da alcuni anni, dopo che il padre Giulio nel 2015 è scomparso.

DoctorWine: Accornero è un faro del Monferrato Casalese.

Ermanno Accornero: Credo sia merito della continuità familiare. Quando mio fratello Massimo (prematuramente scomparso nel 2004, ndr) e io abbiamo iniziato, entrambi giovanissimi nel 1980, si cominciavano già a intravedere i primi sentori del nuovo “rinascimento” che qualche anno dopo avrebbe colpito gran parte del mondo del vino in Piemonte. Anche noi ci sentimmo pervasi da questo fervore e, forti del sostegno dei nostri genitori, cominciammo a sperimentare nuove strade per sviluppare l’azienda di mio padre, modificandola e modernizzandola secondo quanto richiedevano i tempi, avendo ben chiaro fin da quei momenti quale fosse il nostro obiettivo: crescere senza disconoscere la tradizione enologica di famiglia, raggiungendo le dimensioni aziendali che abbiamo oggi, magari riuscendo anche a fidelizzare la nostra clientela. Insieme a mio fratello abbiamo completamente rivoltato questa azienda, ripensandola dalle sue fondamenta e dotandola di nuove attrezzature, di nuovi impianti e di una gestione manageriale più consona ai tempi, rimanendo però coerenti ai valori che avevamo ricevuto da nostro padre.

[A domani, per la seconda parte dell’intervista e la verticale del Grignolino Vigne Vecchie].

Giulio Accornero & figli
Titolare: Famiglia Accornero
Via Ca' Cima, 1
15049 Vignale Monferrato (AL)
Tel. +39 0142 933317
Fax +39 0142 933219
info@accornerovini.it
http://www.accornerovini.it
Facebook: Azienda-Agricola-Accornero-Giulio-figli
Anno di Fondazione: 1897
Totale Bottiglie Prodotte: 100.000
Ettari di Vigneto: 22

di Francesco Annibali 30-08-2017
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