Le Lase, sorpresa laziale

di Riccardo Viscardi 23/11/16 0 | |

Metti una sera a cena quattro amici, chiacchiere in libertà e la curiosità di provare un ristorante (l’osteria dell’Oca, a Sutri) che si dimostra solido, con porzioni abbondanti, la sala curata e soprattutto piena (in mezzo alla settimana), un servizio gentile e affabile e uno chef giovane con mille domande su come migliorare la carta dei vini. Poi, a sorpresa, ti propone un vino rosso del Lazio del 2009, azienda sconosciuta. E tu, che sei contento e felice per la bella serata, hai un mancamento e ti domandi perché mai doveva andare a finire così. Annuisci per la curiosità, sperando che sia potabile, almeno l’etichetta è bella. Poi il miracolo: il vino è più che interessante anzi, ben oltre le più rosee previsioni. Quindi parte il piano di battaglia: appuntamento alla settimana successiva, stesso posto, stessa ora, con l’oste che promette la presenza del produttore  con gli altri vini prodotti. Nasce così l’incontro con Gianni Ceccarelli e le sue figlie nei locali dell’osteria dell’Oca, a Sutri, meraviglioso paesino sulla Cassia appena fuori Roma.

L'agricola Le Querce Antiche, di cui Le Lase è il marchio dei vini, nasce nel 2004, un anno dopo l'acquisto del casale  perché Gianni era stanco del suo lavoro precedente e alle sue figlie l'idea di una realtà agricola produttiva piaceva. Le vigne sono vicino ad Orte , quindi tra Umbria, Lazio e un pezzetto di Toscana, su terreni tufacei leggermente sulfurei con un'equilibrata presenza di argilla. L’altitudine è compresa tra i 400 e i 450 metri slm. La cantina degli albori aziendali è a Vasanello, ma sta per essere completata quella nuova vicino ai vigneti. Le vinificazioni sono in acciaio anche per i vini rossi, che nelle prime annate videro l’apporto di pochissime barrique poi dismesse per raggiunta anzianità. Ora l’azienda possiede circa 16 ettari di vigna con i più vecchi del 2004 e gli altri a scalare, visto che ogni anno sono stati piantati 5 ettari. Le varietà presenti sono molte, forse troppe, ma all’inizio le idee non erano chiare su questo aspetto.

La gestione è recentemente passata nelle mani delle figlie di Gianni che ha mantenuto la funzione di amministratore mentre Benedetta, Chiara, Giada e Marta si suddividono i compiti in azienda. La produzione è di circa 50.000 bottiglie divisa su 8 etichette, 4 bianche e 4 rosse. Abbiamo uno chardonnay, un incrocio Manzoni, un blend di pinot bianco e grigio, e un pinot grigio leggermente macerato di gran classe; sul fronte dei rossi un merlot, un blend di cabernet sauvignon, cabernet franc e petiti verdot, e un blend di montepulciano (chiamato in loco violone) e sangiovese e infine un incredibile canaiolo nero. Auspicheremmo una razionalizzazione delle etichette, ma ognuno a casa propria fa come vuole.

Di seguito i vini che ci hanno più impressionato, ricordando che le annate più vecchie mostrano una bella longevità e una accuratezza tecnica encomiabile.

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