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In giro per cantine | Pubblicato in DoctorWine N°226

Larner Vineyard Santa Barbara

di Daniele Cernilli 13-09-2017

Michael Larner, con la sua azienda in Ballard Canyon (nella zona di Santa Barbara, California), è uno dei migliori interpreti di Syrah che ci sia.

Al di fuori degli States, e della California, direi, Santa Barbara non è una delle zone più conosciute dal punto di vista vitivinicolo. Ha avuto un momento di grande notorietà quando uscì il film Sideways, che era ambientato proprio lì, ma a parte quello ben pochi ne sanno qualcosa, ed è un vero peccato. Il motivo è che a mio sommesso parere si tratta di una delle regioni vitivinicole più interessanti del cosiddetto Nuovo Mondo, con tre aree climaticamente ben distinte e che offrono possibilità di espressione a vitigni diversi. Così Santa Rita, più fresca e “oceanica”, è zona d’elezione per pinot noir e chardonnay, Santa Ynez, con i suoi suoli spesso sabbiosi, lo è per il syrah, il viognier, il grenache e persino per alcune varietà italiane, Santa Maria, la più calda e asciutta, ma ventosa, per i vitigni bordolesi, cabernet sauvignon e sauvignon blanc su tutti.

Breve introduzione, del tutto inadeguata, ma per capire almeno i fondamentali. Detto questo torniamo nello specifico, e in particolare alla cantina e ai vigneti di Michael Larner, che si trova nel Ballard Canyon, a due passi dal singolare paese di Solvang, abitato da una comunità di origine danese che prevede tradizioni e stile architettonico che sembrano usciti da un racconto di Hans Christian Andersen.

Larner-Vineyard-Ballard-Canyon

Strana sorte quella di Michael. È considerato unanimemente uno fra i migliori interpreti, se non il migliore in assoluto, di syrah, ma nessuno o quasi scrive dei suoi vini. I motivi? Sua sorella Monica è una famosa wine critic, ha lavorato per anni per Wine Enthusiast ma ora è la seguitissima e autorevolissima collaboratrice di Robert Parker jr per i vini italiani su The Wine Advocat. Questo fa sì che di lui non ne scriva per possibili conflitti d’interesse, e che altre testate americane non lo facciano per non fare indirettamente pubblicità a una pubblicazione concorrente.

Noi, ovviamente, ce ne freghiamo delle diatribe statunitensi e vi raccontiamo di quei vini, davvero interessanti, e della passione di Michael, winemaker di grande sensibilità. Soltanto 15 ettari di vigneti e una produzione di qualche decina di migliaia di bottiglie, divise in diverse tipologie fra le quali ben quattro rappresentate da vini a base syrah. Le uve prodotte (ci sono anche piccoli quantitativi di grenache, mourvedre, viognier e persino malvasia bianca) sono in parte vinificate in proprio e in parte vendute, quasi scambiate, con produttori vicini.

Così fra i Syrah prodotti, il tipo base si avvale anche di uve acquistate e porta la denominazione più generica di Santa Barbara, mentre gli altri tre, “tirati” in piccole quantità, derivano tutti dai sabbiosi vigneti di Ballard Canyon, che si avvale anche di un’Ava specifica, la Doc americana. E qui di seguito ve ne racconto alcuni.

Transverse 2014

Santa Barbara Syrah

Ballard Canyon
Punteggio - Regione Santa Barbara
Categoria Rosso Nazione USA

Da uve syrah. Matura per 14 mesi in barrique usate. Rubino intenso e brillante. Molto varietale al naso, con profumi speziati, poi cassis, lampone e lieve arancia rossa. Sapore di estrema piacevolezza, composto, salino, caldo e avvolgente. ...

Syrah Estate 2012

Ballard Canyon
Punteggio - Regione Santa Barbara
Categoria Rosso Nazione USA

Da uve syrah. Barrique, nuove per il 30%, per 22 mesi. Rubino granato molto intenso. Avvolgenti profumi speziati, di vaniglia e cardamomo, poi cassis, amarena, cacao e lievi accenni di confettura di lamponi. Sapore deciso, corposo, caldo ma...

Syrah Estate Reserve 2012

Ballard Canyon
Punteggio - Regione Santa Barbara
Categoria Rosso Nazione USA

Da uve syrah per il 95% e un piccolo saldo di viognier. Barrique, nuove al 50%, per tre anni. Rubino granato cupo e concentrato. Molto complesso e avvolgente al naso, tipiche note speziate e varietali, poi vaniglia, tabacco biondo, cassis e...

di Daniele Cernilli 13-09-2017