L’ambrosia di Salvatore Martusciello

di Antonella Amodio 10/08/16 0 | |

La vita è strutturata da tempi e da cicli, è costellata da appuntamenti che spesso cambiano il percorso dell'esistenza. Incontrare una persona in un determinato luogo, in un preciso momento non è un caso. Su questo modo di intendere la conoscenza del destino esistono diversi studi e teorie, ad esempio la biosofia (da bios + sophia = vita + conoscenza) studia l'esistenza umana scandita da fasce di età di sette anni: una sorta di manuale d'uso della vita, che indica i periodi di punta, gli intermezzi e le sfide da noi scelte. L'incrociarsi poi di amici, parenti, amori, colleghi, fa parte a sua volta del percorso settenario.
Salvatore Martusciello, per circa 4 settenari ha condiviso con la famiglia Martusciello l'azienda Grotta Del Sole, segnando il passo al comparto vinicolo campano, valorizzando vitigni e tipologie di vino dimenticati, restituendo loro dignità e storia. Oggi Salvatore, distaccatosi dalla famiglia  - ed essendo esperto come pochi del territorio flegreo e dell'area vesuviana - con sua moglie Gilda ha intrapreso un nuovo ciclo di vita. Il progetto porta il suo nome e produce vini estremamente territoriali, vini che sono "ambrosia del cielo", come li definì il poeta Chiabrera quando bevve per la prima volta i vini flegrei.
La piccola azienda si trova nel comune di Quarto e produce con attenzione maniacale circa 87.000 bottiglie l’anno con l'obiettivo di rimanere saldi e fedeli al territorio e con un'identità ben espressa. Salvatore cura tutto in prima persona e non delega nessuno nella gestione: conduce i vigneti, segue i conferitori e si occupa delle consegne per avere la possibilità di spiegare personalmente ai clienti le caratteristiche dei vini che ama come figli. Anche l’attribuzione dei nomi è frutto di ricerca e amore per il territorio: Settevulcani per il rosso Piedirosso e il bianco Falanghina, Ottouve per le tipologie di Lettere e Gragnano e Trentapioli per l' Asprinio di Aversa Spumantizzato. L'immagine che ne scaturisce è di richiamo alle radici, di dinamismo e coraggio.
È stato bello aver ascoltato Salvatore fare bilanci e trarre insegnamento dalla propria vita, ed è stato anche incoraggiante sentire la passione e la determinazione con le quali porta avanti il nuovo progetto. Non esistono manuali d'uso per la saggezza derivata dall'esperienza, non esistono scienza, studi o corsi per comprendere ciò che la vita ci riserva. A Salvatore e Gilda sento di fare i miei più sinceri e sentiti auguri.
 

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