Antonio Camillo, il ciliegiolo nel cuore

di Riccardo Viscardi 30/11/16 0 | |

Antonio è una persona molto socievole e affabile che mostra un'incredibile passione verso il suo lavoro. Sebbene l’azienda nasca nel 2006, il nostro è nel mondo vino da molto più tempo. Lavorava, sempre nella zona del Morellino, per Poggio Argentiera dove ha svolto numerosi compiti, prima di approdare alla direzione della produzione. Da anni radicato nel territorio maremmano, sebbene laziale di nascita, Antonio si è innamorato di un vitigno peculiare della zona: il ciliegiolo, diventandone in poco tempo uno dei massimi interpreti regionali. Questo vitigno ha delle particolarità interessanti, ma in zona è stato soppiantato dal più famoso sangiovese e relegato a pochi appezzamenti. Al ciliegiolo era dato il compito di essere usato come taglio per il Morellino grazie alla sua fragranza.

Quando Camillo trova sopra Capalbio, in località Vallerana, un vigneto di ciliegiolo di due ettari e di circa 40 anni, se ne innamora, lo acquista e inizia la sua avventura di produttore. La cantina ora consta di 11 ettari di cui circa otto in affitto, ma sono tutti vigneti vecchi perché, per Antonio, solo i vigneti vecchi possono dare quel quid in più, non solo al ciliegiolo ma a tutti i vitigni. Non si può che convenire.

La cantina, inaugurata l’anno scorso, è comoda e razionale con in bella mostra i fermentini in cemento, altro punto fermo della visione del nostro, come la botte classica da 25 hl che ben si sposa alle esigenze del ciliegiolo. Lo stile dei vini è elegante senza la ricerca ossessiva di estrazioni o della potenza ma puntando all’equilibrio. Risultato ottenuto tutti i vini prodotti.

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